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Full text of "Brida Paulo Coelho"

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PAULO COELHO 

BRIDA 

Traduzione di Rita Desti 




Titolo Originale: Brida 

Copyright © 1990 by Paulo Coelho 

First published by Editora Rocco Ltda., Rio de Janeiro, 1990 

This edition published by arrangements with Sant Jordi Asociados Agencia Literaria S.L., Barcelona. 

All rights reserved. 
© 2008 RCS Libri S.p.A. 

ROMANZO BOMPIANI 



Paulo Coelho 
Brida 




INDICE 

BRIDA 1 

Avvertenza 4 

Prologo 5 

Irlanda agosto 1983-marzo 1984 6 

Estate e autunno 7 

Inverno e primavera 63 



PerN.D.L., che ha realizzato i miracoli; 
per Christina, che appartiene a uno di essi; 

e per Brida. 



O Maria concepita senza peccato, 

pregate per noi che ricorriamo a Vol 

Amen. 



"O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, 
non accende la lucerna e spazza la casa e cerca 
attentamente finche non la ritrova? 

E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, 
dicendo: 'Rallegratevi, perche ho ritrovato la dramma 
che avevo perduta.'" 

Luca, 15, 8-9 



Avvertenza 



Nel libro // cammino di Santiago, ho sostituito due delle Pratiche di RAM con 
esercizi di percezione che avevo appreso all'epoca in cui mi occupavo di teatro. 
Benche i risultati fossero perfettamente identici, questo mi valse una severa 
reprimenda da parte del mio Maestro. Mi disse: "Non importa se esistono mezzi piu 
rapidi o piu facili: la Tradizione non dev'essere mai violata." 

Di conseguenza, i pochi rituali descritti in Brida sono quelli che, da secoli, 
vengono eseguiti nella Tradizione della Luna - una Tradizione specifica, che richiede 
conoscenza e perizia, ed esperienza nella sua pratica. Utilizzare tali cerimoniali senza 
una guida e un orientamento e pericoloso, sconsigliabile e inutile - e pud pregiudicare 
in modo assai serio la Ricerca Spirituale. 



Prologo 



Trascorrevamo tutte le sere in un caffe di Lourdes. Io, un pellegrino del Sacro 
Cammino di Roma, che avrebbe dovuto marciare per giorni alia ricerca del proprio 
Dono. Lei, Brida O'Fern, che controllava una parte di questo percorso. 

Una sera, decisi di domandarle se avesse provato un'emozione davvero forte alia 
vista di una certa abbazia, una tappa di quel sentiero a forma di Stella che gli iniziati 
percorrono nei Pirenei. 

"Non sono mai stata lassu," rispose lei. 

Ne fui sorpreso. In fin dei conti, Brida possedeva gia un Dono. 

"Tutte le strade conducono a Roma," aggiunse, adottando un vecchio proverbio: 
intendeva dirmi che i Doni potevano essere risvegliati in qualsiasi luogo. "Io ho 
compiuto il mio Cammino di Roma in Irlanda." 

Nei nostri incontri successivi, mi narro la storia della sua ricerca. Al termine del 
racconto, le domandai se un giorno avrei potuto scrivere cio che avevo udito. 

In un primo momento, si disse d'accordo. Tuttavia ogni volta che ci incontravamo 
frapponeva un ostacolo. Mi chiese di cambiare i nomi delle persone coinvolte, di 
indicarle a quale tipo di lettore sarebbe stato rivolto il libro, e come avrebbero reagito 
le varie persone. 

"E qualcosa che non posso sapere," risposi. "Comunque, non credo che sia questo 
il motivo per cui stai creando tanti problemi." 

"Hai ragione," disse lei. "In realta, e perche penso che sia un'esperienza molto 
particolare. Non so se le persone potranno trarne un qualche profitto." 

Questo e un rischio che ora corriamo insieme, Brida. 

Un testo anonimo della Tradizione afferma che, nei corso della propria esistenza, 
ogni essere umano pud adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori 
possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva un giorno in cui terminano la 
propria opera. A quel punto si fermano, e il loro spazio risulta limitato dalle pareti 
che hanno eretto. Quando la costruzione e finita, la vita perde di significato. 

Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e 
raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di 
svilupparsi. Esso richiede l'attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, 
gli permette di vivere una grande avventura. 

I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l'un l'altro, perche nella storia di ogni 
pianta c'e la crescita della Terra intera. 



Irlanda 
agosto 1983-marzo 1984 



Estate e autunno 



"Voglio apprendere la magia," disse la giovane. 

II Mago la squadrd: jeans scoloriti, maglietta e... quell'aria di sfida che le persone 
timide sono solite assumere anche quando non dovrebbero. 'Avrd il doppio dei suoi 
anni,' pensd. Eppure, malgrado cid, sapeva di trovarsi di fronte all'Altra Parte di se. 

"II mio nome e Brida," continud la ragazza. "Mi scuso per non essermi presentata. 
Ho atteso a lungo questo momento, e sono piu ansiosa di quanto pensassi." 

"Perche vuoi apprendere i segreti della magia?" le domandd lui. 

"Per trovare una risposta ad alcune domande riguardo alia mia vita. Per conoscere i 
poteri occulti. E, magari, per viaggiare nel passato e nel future" 

Non era la prima volta che qualcuno andava li, nel bosco, a domandargli tutto 
questo. Un tempo, era stato un Maestro della Tradizione conosciuto e rispettato. 
Aveva accolto vari discepoli, credendo che il mondo sarebbe mutato man mano che 
avesse potuto cambiare coloro che lo circondavano. Aveva commesso un errore, pero 
- no, i Maestri della Tradizione non possono commettere errori. 

"Non credi di essere troppo giovane?" 

"Ho ventun anni," replied Brida. "Se volessi cimentarmi con la danza, sarei gia 
troppo vecchia." 

II Mago le rivolse un cenno affinche lo seguisse. Presero a camminare nel bosco, in 
silenzio. 'E carina,' pensava l'uomo, mentre le ombre degli alberi si spostavano 
velocemente, perche il sole aveva quasi raggiunto l'orizzonte. 'Ma ho il doppio dei 
suoi anni.' Cio significava che probabilmente avrebbe sofferto. 

Brida era irritata per il silenzio di colui che le camminava accanto: la sua ultima 
frase non aveva meritato neppure un commento da parte dell'altro. II terreno della 
foresta appariva umido, coperto di foglie secche: anche lei si accorse delle ombre che 
mutavano e della sera che scendeva rapidamente. Di li a poco sarebbe stato buio, e 
loro non avevano una torcia. 

'Devo fidarmi di lui,' si diceva, facendosi coraggio. 'Se sono convinta che possa 
insegnarmi la magia, devo anche credere che sappia guidarmi attraverso una foresta.' 

Continuarono a camminare. L'uomo sembrava procedere senza una meta precisa, 
puntando ora da una parte ora dall'altra, cambiando direzione anche quando non e'era 
alcun ostacolo che sbarrava la strada. Piu di una volta girarono in tondo, passando tre 
o quattro volte nel medesimo luogo. 

'Forse mi sta mettendo alia prova,' penso la ragazza. Era decisa ad arrivare sino alia 
fine di quell'esperienza, e cercava di dimostrare che tutto cio che stava accadendo - 
anche i percorsi circolari - rientrava nell'assoluta normalita. 

Era venuta da molto lontano e aveva atteso a lungo quell'incontro. Dublino si 
trovava a quasi 150 chilometri da li, e le corriere che raggiungevano quel villaggio 
erano davvero scomode e partivano a orari assurdi. Aveva dovuto svegliarsi molto 
presto, viaggiare per tre ore e chiedere di lui nel piccolo paese, spiegando cio che 
desiderava da un individuo cosi strano. Alia fine, le avevano indicato la zona del 



bosco dove il Mago soleva trattenersi durante il giorno - prima, perd, qualcuno 
l'aveva messa in guardia su quell'uomo, che aveva tentato di sedurre una delle giovani 
del villaggio. 

'E un individuo interessante,' penso. Adesso il sentiero saliva. Brida comincid a 
sperare ardentemente che il sole si trattenesse nel cielo ancora per qualche tempo: 
temeva di scivolare sulle foglie umide che ricoprivano il suolo. 

"Perche vuoi apprendere la magia?" 

La ragazza fu contenta che il silenzio fosse stato spezzato. Ripete la risposta che 
aveva dato pochi momenti prima. 

L'uomo non si mostrd minimamente soddisfatto. 

"Forse desideri conoscerla perche e misteriosa e occulta. Perche da risposte che 
pochi esseri umani riescono ad avere nell'intero corso della loro esistenza. Ma, 
soprattutto, perche evoca un passato romantico." 

Brida non replied. Non sapeva che cosa dire. E si ritrovo a desiderare che lui 
tornasse al suo silenzio: aveva paura di dare una risposta non gradita. 

Alia fine, dopo aver attraversato il bosco, raggiunsero la cima di un monte. Li, il 
suolo appariva roccioso e privo di vegetazione - era assai meno scivoloso. Brida 
segui i pas si del Mago senza alcuna difficolta. 

Lui si sedette nella zona piu elevata e chiese alia ragazza di imitarlo. 

"In passato, sono stato qui con altre persone," disse il Mago. "Erano venute a 
chiedermi di apprendere i segreti della magia. Ma, ormai, io ho trasmesso tutto cio 
che potevo insegnare: ho restituito all'umanita cio che essa mi ha dato. Adesso voglio 
soltanto vivere in solitudine, salire sulle montagne, occuparmi delle piante e 
comunicare con Dio." 

"Non e vero," replied la giovane. 

"Che cosa non e vero?" L'uomo era sorpreso. 

"Si, forse vuoi comunicare con Dio. Ma non e vero che desideri vivere in 
solitudine." 

Brida si penti delle sue parole. Aveva fatto quell'affermazione di slancio, e adesso 
era troppo tardi per rimediare all'errore. Si, probabilmente esistevano persone alle 
quali piaceva stare da sole. Forse erano piu le donne ad aver bisogno degli uomini 
che non viceversa. 

Comunque, quando riprese a parlare, il Mago non sembrava irritato. 

"Ti faro una domanda," disse. "Dovrai rispondermi in modo assolutamente sincere 
Se dirai la verita, ti insegnero quello che chiedi. Se mentirai, non potrai tornare mai 
piu su questa montagna." 

Brida trasse un sospiro di sollievo. Si trattava soltanto di una domanda. Non 
doveva mentire: semplicemente questo. Aveva sempre pensato che, per accettare un 
discepolo, i Maestri richiedessero prove ben piu difficili. 

L'uomo si sedette davanti a lei. I suoi occhi brillavano. 

"Supponiamo che io cominci a insegnarti cio che ho appreso," disse, guardandola 
fisso negli occhi. "Che inizi a mostrarti gli universi paralleli che ci circondano, gli 
angeli, la scienza della natura, i misteri della Tradizione del Sole e della Tradizione 
della Luna. E che, un giorno, scendendo in paese per comperare delle cibarie, lungo 



la strada incontri l'uomo della tua vita." 

'Non saprei riconoscerlo,' pensd lei. Comunque, decise di tacere: adesso la 
domanda le sembrava piu difficile di quanto avesse immaginato. 

"Quell'individuo avverte la medesima sensazione e riesce ad avvicinarti. Vi 
innamorate. Tu continui gli studi con me: io ti rivelo la sapienza del Cosmo durante il 
giorno; lui ti mostra la dottrina dell'Amore durante la notte. Di certo, arrivera un 
momento in cui queste due cose non potranno piu procedere insieme. Dovrai 
scegliere." 

II Mago si interruppe per alcuni istanti. Ancor prima di formulare la domanda, 
temette la risposta della giovane. II suo arrivo, quel pomeriggio, significava la 
conclusione di una fase nella vita di entrambi. Lo sapeva, giacche conosceva le 
tradizioni e i disegni dei Maestri. Aveva bisogno di quella giovane - ed era qualcosa 
di reciproco. In quel momento, la ragazza avrebbe soltanto dovuto dire la verita: era 
Tunica condizione. 

"Devi rispondermi in tutta franchezza, adesso," disse infine, prendendo coraggio. 
"Rinunceresti a tutto cio che avrai appreso fino ad allora - a tutte le potenzialita e le 
spiegazioni dei misteri che la magia pud offrirti - per stare con l'uomo della tua vita?" 

Brida distolse lo sguardo dagli occhi del Mago. Intorno a lei c'erano le montagne, 
le foreste e, laggiu, in basso, il piccolo villaggio nel quale cominciavano ad 
accendersi le luci. I comignoli rumavano; di li a poco, le famiglie si sarebbero riunite 
intorno ai tavoli per cenare. Tutti lavoravano onestamente, erano timorosi di Dio e 
cercavano di aiutare il prossimo. Agivano cosi perche conoscevano l'amore. Le loro 
vite erano specchiate; erano in grado di comprendere ogni accadimento dell'Uni verso, 
pur non avendo mai udito parlare di Tradizione del Sole o di Tradizione della Luna. 

"Non vedo alcun elemento di conflitto tra la ricerca che perseguo e la mia felicita," 
disse la giovane. 

"Rispondi alia mia domanda." Gli occhi del Mago erano fissi in quelli di Brida. 
"Abbandoneresti tutto per quella persona?" 

La ragazza provo un'immensa voglia di piangere. Non si trattava solo di una 
domanda: era una scelta - la scelta piu difficile che una persona debba compiere nella 
vita. Brida aveva gia riflettuto a lungo sulla questione. Cera stata un'epoca in cui 
aveva creduto che nulla al mondo fosse importante quanto se stessa. Aveva avuto vari 
fidanzati: quando pensava di amare davvero chi le stava accanto, il sentimento era 
sempre svanito aH'improvviso. Di cio che aveva sperimentato sino ad allora, 
indubbiamente l'amore era l'entita piu impenetrabile e complicata. In quel momento, 
era innamorata di un ragazzo poco piu vecchio di lei, che si occupava di fisica e 
vedeva il mondo in un modo totalmente diverso dal suo. Voleva credere ancora 
nell'amore e investire nei sentimenti, anche se troppe volte era rimasta delusa, al 
punto che adesso non aveva piu alcuna certezza. In qualsiasi caso, questa era la 
grande scommessa della sua vita. 

Evito di guardare il Mago. I suoi occhi si fissarono sul paesino dai comignoli 
rumanti. Sin dal principio dei tempi, era attraverso l'amore che gli uomini cercavano 
di comprendere l'Universo. 

"Lo abbandonerei," disse infine. 



L'individuo davanti a lei non avrebbe mai capito che cosa accadeva nel cuore degli 
umani. Era un uomo che conosceva il potere e i misteri della magia, ma ignorava 
l'indole delle persone. Aveva i capelli brizzolati, la pelle bruciata dal sole e il fisico di 
chi e abituato a salire e scendere dalle montagne. Era affascinante: i suoi occhi 
rivelavano un'anima colma di risposte. Probabilmente era stato deluso dai sentimenti 
degli esseri umani piu di una volta. Anche lei provava una certa delusione verso se 
stessa, ma non poteva mentire. 

"Guardami," disse il Mago. 

Brida si vergognava. E tuttavia lo guardo. 

"Hai detto la verita. Io ti insegnero." 

Era scesa la notte, e le stelle brillavano in un cielo senza luna. Nelle due ore 
successive, Brida racconto tutta la sua vita a quello sconosciuto. Cerco di individuare 
dei fatti che spiegassero il suo interesse per la magia - alcune visioni durante 
l'infanzia, per esempio, oppure delle premonizioni o delle voci interiori -, senza 
riuscire a scovare alcunche. Aveva voglia di conoscere - soltanto questo. Ecco perche 
aveva frequentato corsi di astrologia, di cartomanzia con i tarocchi e di numerologia. 

"Questi sono solo alcuni linguaggi," disse il Mago. "Non sono gli unici. La magia 
parla tutti gli idiomi del cuore dell'uomo." 

"Che cos'e la magia, allora?" 

Sebbene fosse buio, Brida si accorse che il Mago aveva voltato il capo. Stava 
fissando il cielo, assorto: forse cercava una risposta. 

"La magia e un ponte," disse infine. "Un ponte che permette di congiungere il 
mondo visibile e quello invisibile. E di apprendere le lezioni di entrambi." 

"Ma... come posso imparare ad attraversare quel ponte?" 

"Devi scoprire il tuo modo personale di percorrerlo. Ognuno ha una maniera 
propria." 

"E cio che sono venuta a cercare qui." 

"Esistono due metodi," replied il Mago. "La Tradizione del Sole, che insegna i 
segreti attraverso lo Spazio, attraverso le cose che ci circondano. E la Tradizione 
della Luna, che rivela i misteri attraverso il Tempo, attraverso le entita imprigionate 
nella memoria del Tempo." 

Brida aveva capito. La Tradizione del Sole era identificabile in quella sera, negli 
alberi, nel freddo che assaliva il suo corpo, nelle stelle del cielo. La Tradizione della 
Luna, invece, era costituita dall'uomo che le stava di fronte, negli occhi del quale 
brillava la sapienza degli Esseri Antichi. 

"Conosco la Tradizione della Luna," prosegui il Mago, come se avesse letto nei 
suoi pensieri. "Ma non sono un esperto dei suoi riti. Io sono un Maestro della 
Tradizione del Sole." 

"Insegnami la Tradizione del Sole," disse Brida, diffidente, poiche aveva intuito 
una certa tenerezza nella voce dell'uomo. 

"Ti insegnero cio che ho appreso. Comunque, i cammini della Tradizione del Sole 
sono assai numerosi. 

"E indispensabile avere fiducia nella capacita che ciascuno possiede di insegnare a 
se stesso." 

Brida non si era sbagliata: e'era davvero una nota di tenerezza nella voce del Mago. 



E anziche metterla a proprio agio, questo la spaventava. 

"Credo di essere in grado di comprendere la Tradizione del Sole," disse. 

L'uomo distolse lo sguardo dalle stelle, e si concentrd sulla giovane. Sapeva che 
quella ragazza non era ancora nella condizione di apprendere la Tradizione del Sole. 
Eppure si sentiva in obbligo di trasmetterle i suoi insegnamenti. Talvolta sono i 
discepoli che scelgono i propri maestri. 

"Voglio richiamare la tua attenzione su una cosa, prima di iniziare la mia lezione," 
disse. "Quando qualcuno incontra il proprio cammino, non pud avere paura. 
Dev'essere sufficientemente coraggioso per compiere i passi sbagliati. Le delusioni, 
le sconfitte, lo scoramento sono strumenti che Dio utilizza per mostrare la strada." 

"Strumenti davvero strani," commentd Brida. "Spesso portano le persone a 
desistere." 

II Mago conosceva il motivo del loro utilizzo, avendo sperimentato nel corpo e 
neH'anima alcuni di quegli strani attrezzi divini. "Insegnami la Tradizione del Sole," 
insistette la ragazza. 

II Mago chiese a Brida di accostarsi a una sporgenza della roccia e rilassarsi. 

"Non e affatto necessario che tu chiuda gli occhi. Osserva il mondo intorno a te, e 
cerca di cogliere quanto piu ti e possibile. In ogni momento, davanti a ciascuna 
persona, la Tradizione del Sole rivela la Sapienza Eterna." 

Brida segui quell'indicazione del Mago, anche se penso che lui stesse procedendo 
troppo rapidamente. 

"Questa prima regola e assai importante," disse l'uomo. "Fu elaborata da un 
mistico spagnolo, che aveva compreso il significato della Fede. Si chiamava Juan de 
La Cruz." 

Poi guardo la giovane, tranquilla e fiduciosa. Nel profondo del cuore, si auguro 
ardentemente che comprendesse cio che stava per insegnarle. In fin dei conti, quella 
ragazza era l'Altra Parte di lui - anche se ancora non lo sapeva, anche se era molto 
giovane, e si mostrava affascinata dalle cose e dalle persone del mondo. 



Nell'oscurita, Brida scorse la sagoma del Mago che si addentrava nel bosco e 
scompariva tra gli alberi che si trovavano alia sua sinistra. Avverti una certa paura al 
pensiero di essere rimasta sola in quel luogo; cerco di rilassarsi. Era la sua prima 
lezione, questa, e non poteva mostrare segni di nervosismo. 

'Mi ha accettato come discepola. Non posso deluderlo.' 

Era contenta di se e, nel contempo, sorpresa dalla rapidita con cui tutto era 
accaduto. Ma non aveva mai dubitato delle proprie capacita - ne era orgogliosa, al 
pari di cio che l'aveva condotta li. Era sicura che, da qualche punto della roccia, il 
Mago stesse osservando le sue reazioni, per scoprire se fosse in grado di apprendere 
la prima lezione sulla magia. L'uomo aveva parlato di coraggio e, seppure provasse 
un certo timore - dal profondo della sua mente cominciavano a emergere immagini di 
serpenti e scorpioni nascosti tra il pietrisco -, lei doveva dimostrarsi coraggiosa. Di li 
a poco, sarebbe tomato, per impartirle i primi insegnamenti. 

"Sono una donna forte e decisa," si ripete sottovoce. Poteva dirsi una privilegiata 
per il fatto di trovarsi li, con quell'uomo che le persone adoravano o temevano. Con 
gli occhi della mente, rivide l'intero pomeriggio che avevano trascorso insieme, si 
ricordo del momento in cui aveva avvertito una nota di tenerezza nella voce di lui. 'E 
anche possibile che mi reputi una donna interessante. Magari vorrebbe persino fare 
l'amore con me.' Non sarebbe stata un'esperienza spiacevole: c'era qualcosa di strano 
negli occhi di quell'individuo. 

'Che pensieri stupidi!' Lei era li per ricercare qualcosa di molto concreto - un 
cammino di conoscenza - e, tutt'a un tratto, si percepiva semplicemente come una 
donna. Cerco di scacciare quelle idee: in quel momento, si rese conto che ormai era 
passato molto tempo da quando il Mago l'aveva lasciata sola. 

Comincid ad avvertire il panico che montava in lei: la fama che accompagnava 
quell'uomo era piuttosto controversa. Alcuni dicevano che si trattava del Maestro piu 
preparato e potente che avessero mai conosciuto, in grado di cambiare la direzione 
del vento e dissolvere le nuvole con la sola forza del pensiero. Come gran parte delle 
persone, Brida era affascinata da simili prodigi. 

Invece altri - gente che frequentava il mondo della magia, i suoi stessi corsi e le sue 
medesime lezioni - affermavano che si trattava di uno "stregone nero", di un 
individuo che aveva distrutto un uomo con i propri poteri, giacche si era innamorato 
della sua donna. Era questo il motivo per cui, pur essendo un Maestro, era stato 
condannato a vagare in solitudine nelle foreste. 

'Forse la solitudine ha accentuato la sua pazzia,' si disse Brida, e comincid ad 
avvertire nuovamente gli aculei del panico. Malgrado la giovane eta, conosceva i 
danni che la solitudine poteva provocare nelle persone, soprattutto quando si 
avvicinavano alia vecchiaia. Le era capitato di incontrare individui che avevano 



perduto la voglia di vivere perche non riuscivano piu a lottare contro la solitudine e 
avevano finito per esserne succubi. Perlopiu erano persone che ritenevano il mondo 
un luogo privo di dignita e gloria, che sprecavano pomeriggi e serate parlando degli 
errori altrui. Erano uomini e donne che la solitudine aveva tramutato in giudici del 
mondo, le cui sentenze venivano sbandierate ai quattro venti, a beneficio di chiunque 
volesse ascoltarle. Forse il Mago era impazzito per la solitudine. 

D'improvviso, un rumore piu forte la fece sobbalzare: il suo cuore comincio a 
battere all'impazzata. Ogni traccia della tranquillita di poco prima era scomparsa. Si 
guardo intorno, ma non riusci a distinguere alcunche. Le sembrd che un'ondata di 
terrore scaturisse dal suo stomaco e si diffondesse in tutto il corpo. 

'Devo controllarmi,' penso - ma era impossibile. La visione dei serpenti e degli 
scorpioni, e i fantasmi dell'infanzia cominciarono a danzarle davanti agli occhi. Era 
troppo spaventata per riuscire a mantenere il controllo di se. Comparve un'altra 
immagine: uno stregone potente, legato da un patto demoniaco, che stava offrendo la 
propria vita in olocausto. 

"Dove sei?" urlo infine. Ormai non voleva piu far colpo su nessuno. Desiderava 
soltanto andare via da li. 

Non ebbe risposta. 

"Voglio andarmene da qui! Aiutami!" 

Niente: soltanto il bosco con i suoi strani rumori. Brida si senti sopraffare dalla 
paura, e penso che sarebbe svenuta. Era qualcosa che non poteva permettersi: ora che 
aveva la certezza che l'altro era lontano, uno svenimento sarebbe stato la cosa 
peggiore. Doveva riuscire a mantenere il controllo di se stessa. 

Questo pensiero la porto a scoprire dentro di se alcune forze che stavano ancora 
lottando per vincere il panico. 'Non posso continuare a urlare,' si disse. Magari le sue 
grida avrebbero richiamato l'attenzione di altri uomini che vivevano nella foresta - e 
gli uomini che vivono in quei luoghi possono rivelarsi piu pericolosi degli animali 
selvatici. 

"Io posseggo la fede," comincio a ripetere sottovoce. "Ho fede in Dio, fede nel mio 
Angelo Custode, che mi ha condotto fin qui e ora e accanto a me. Non so spiegare 
come cio sia possibile, ma so che e qui vicino. Non inciamperd in nessuna pietra." 

Quest'ultima frase apparteneva a un salmo appreso neH'infanzia, che non le 
sovveniva ormai da tanti anni. Glielo aveva insegnato la nonna, morta poco tempo 
prima. In quel momento, avrebbe voluto che le fosse vicina: immediatamente avverti 
una presenza arnica. 

Comincio a comprendere che esiste una grande differenza tra pericolo e paura. 

"Cio che dimora nel nascondiglio dell'Altissimo...": il salmo iniziava con questo 
verso. Brida si accorse che lo ricordava tutto, parola dopo parola, come se la nonna 
glielo stesse recitando in quel preciso istante. Ne declamo un lungo passo, senza 
incespicare, e malgrado la paura riusci a tranquillizzarsi. In quel momento, non aveva 
scelta: credere in Dio e nell'Angelo Custode, o disperarsi. 

Avverti una presenza protettiva. 'Devo credere in questa presenza. Non saprei 
come spiegarla, ma esiste. E mi rimarra accanto per tutta la notte: in effetti, da sola 
non saprei come andarmene da qui.' 

Da bambina, le capitava di svegliarsi nel cuore della notte, spaventata. Allora il 



padre la accompagnava alia finestra e le mostrava la citta dove vivevano. Le parlava 
dei guardiani notturni, del lattaio che stava consegnando il latte, del panettiere che 
cuoceva il pane. Le diceva di scacciare i mostri che avevano invaso il suo buio e di 
sostituirli con quelle persone che vegliavano nell'oscurita. "La notte e soltanto una 
parte del giorno," affermava. 

Si, la notte era soltanto una parte del giorno. E cosi come si sentiva protetta dalla 
luce, doveva saper godere della protezione insita nelle tenebre, le quali la spingevano 
a invocare una presenza arnica. Doveva avere fiducia in se stessa. E quella fiducia si 
chiamava Fede. Nessuno avrebbe mai potuto comprendere appieno la Fede. La Fede 
era esattamente cio che stava provando adesso: un immergersi in una notte buia come 
quella senza alcuna spiegazione. Esisteva solo perche si credeva in essa. Era qualcosa 
di identico ai miracoli, che non avevano alcuna chiarificazione, ma che accadevano 
per chi vi credeva. 

"Lui mi ha parlato della prima lezione," disse Brida, aH'improvviso, allorche se ne 
rese conto. La presenza protettiva era li, perche lei ci credeva. Comincid ad avvertire 
la stanchezza di quelle lunghe ore di tensione. Provo a rilassarsi, e si senti piu protetta 
attimo dopo attimo. 

Aveva fede. E la Fede non avrebbe permesso che la foresta si popolasse di nuovo 
di scorpioni e serpenti: avrebbe tenuto sveglio il suo Angelo Custode, in guardia. 

Si appoggio con la schiena alia roccia e, senza accorgersene, si addormentd. 



Quando si sveglid era ormai giorno, e un sole splendido inondava di luce e colori 
tutto cio che la circondava. Era infreddolita e aveva i vestiti sporchi, ma la sua anima 
era in tripudio. Aveva trascorso un'intera notte in una foresta, da sola. 

Con gli occhi, cerco il Mago, pur sapendo che si trattava di un gesto vano: con 
ogni probability, vagava per i boschi, cercando di "comunicare con Dio" - e forse si 
stava anche domandando se la giovane della sera precedente si era dimo strata 
coraggiosa al punto di apprendere la prima lezione della Tradizione del Sole. 

"Ho imparato qualcosa sulla Notte Buia," annuncio Brida, rivolgendosi alia 
foresta, che adesso era silenziosa. "Ho appreso che la ricerca di Dio e una Notte Buia. 
E che anche la Fede e una Notte Buia. 

"Di certo, non pud dirsi una sorpresa. Per l'uomo, ogni giorno e una Notte Buia. 
Nessuno sa che cosa accadra nell'istante successivo, eppure tutti vanno avanti. Perche 
'confidano'. Perche hanno Fede." 

O, forse, perche non colgono il mistero racchiuso nel prossimo secondo. In 
qualsiasi caso, cio non aveva alcuna importanza: quello che contava era che fosse 
conscia di aver capito. 

Che ogni momento della vita era un atto di fede. 

Che lei poteva popolarlo di serpenti e scorpioni, oppure di una forza protettrice. 

Che la Fede non aveva spiegazioni. Era una Notte Buia. E a lei spettava soltanto la 
decisione di accettarla. 

La giovane guardo l'orologio: si stava facendo tardi. Doveva prendere la corriera, 
viaggiare per tre ore ed elaborare una qualche spiegazione convincente per il 
fidanzato: lui non avrebbe mai creduto che aveva passato un'intera notte in una 
foresta, da sola. 

"La Tradizione del Sole e davvero difficile!" grido, rivolgendosi ancora alia 
foresta. "Io devo essere la mia Maestra - e questo e qualcosa che non mi aspettavo!" 

Guardo il paesino, laggiu in basso, traccio mentalmente il percorso attraverso il 
bosco e si mise in cammino. Prima, pero, si giro per un'ultima volta verso la roccia. 

"Voglio dirti una cosa," urlo, con voce libera e gioiosa. "Sei un uomo 
estremamente interessante." 

Appoggiato al tronco di un vecchio albero, il Mago vide la giovane scomparire nel 
folto del bosco. Aveva percepito la sua paura e ascoltato le sue grida nella notte. A un 
certo punto, aveva addirittura pensato di avvicinarsi, di abbracciarla, di proteggerla 
dal terrore che le montava dentro, di dirle che quel genere di sfida era inutile per lei. 

Adesso era contento di non averlo fatto. E orgoglioso che quella ragazza, con la 
sua confusione giovanile, fosse lAltra Parte di se. 



Nel centro di Dublino c'e una libreria specializzata nei trattati di occultismo piu rari 
e specialistici. E una bottega che non ha mai fatto pubblicita su giornali o riviste - i 
clienti arrivano solo su indicazione di altri frequentatori, e il libraio e soddisfatto 
giacche, in questo modo, ha un pubblico attento e selezionato. 

In qualsiasi caso, la libreria e sempre affollata. Dopo averne sentito parlare 
diffusamente, Brida aveva ottenuto l'indirizzo dall'insegnante di un corso sui viaggi 
astrali che stava frequentando. Si era recata nel negozio un pomeriggio, dopo il 
lavoro, e ne era rimasta affascinata. 

Da allora, appena le era possibile, andava a guardare i libri - solo a guardarli, 
perche erano tutti volumi importati, con un prezzo elevatissimo. Era solita sfogliarli, 
concentrandosi sui disegni e sui simboli riportati in alcuni di essi: intuitivamente 
avvertiva le vibrazioni che si sprigionavano da quegli immensi accumuli di 
conoscenza. Dopo l'esperienza con il Mago, era diventata piu cauta. In talune 
occasioni, provava un certo livore verso se stessa, perche si sentiva partecipe soltanto 
delle cose che riusciva a capire. Si rendeva conto che stava perdendo qualcosa di 
importante in questa vita, che solo affrontando quei misteri avrebbe potuto godere del 
ripetersi di determinate esperienze. Tuttavia non possedeva il coraggio necessario per 
cambiare. Doveva sempre scorgere chiaramente il suo cammino: ora che conosceva la 
Notte Buia, sapeva che non desiderava attraversarla. 

Comunque, malgrado talvolta si sentisse insoddisfatta di se stessa, le risultava 
impossibile spingersi oltre i propri limiti. 

I libri erano i luoghi piu sicuri. Su quegli scaffali c'erano riedizioni di trattati scritti 
centinaia di anni addietro - erano assai pochi coloro che si arrischiavano a elaborare 
nuove interpretazioni in un simile campo. La sapienza occulta sembrava far capolino 
da quelle pagine, distratta e lontana e assente, sorridendo dello sforzo degli esseri 
umani che si affaccendavano per dis velaria generazione dopo generazione. 

Oltre ai libri, Brida aveva un altro motivo importante per recarsi nella libreria: si 
tratteneva a osservare chi lo frequentava. In alcune occasioni, mentre fingeva di 
sfogliare seriosi trattati di alchimia, i suoi occhi si soffermavano sulle persone - 
uomini e donne, di solito piu anziani di lei, che sapevano esattamente cio che 
volevano e si dirigevano sempre alio scaffale giusto. Tentava di figurarseli nella 
quotidianita. Talvolta le parevano saggi, capaci di risvegliare quella forza e quel 
potere che i comuni mortali ignoravano; talaltra le sembravano solo degli individui 
disperati, che cercavano di trovare alcune risposte ormai perdute nel tempo - e senza 
le quali l'esistenza non aveva piu senso. 

Aveva notato che i clienti piu assidui erano soliti fermarsi a conversare con il 
libraio. Parlavano di cose strane, come le fasi lunari, le proprieta di certe pietre e la 
corretta pronuncia di alcuni termini rituali. 

Un pomeriggio, Brida trovo il coraggio di comportarsi in quel modo. Poiche sui 
lavoro non aveva dovuto affrontare nessun problema, si disse che sarebbe stato 



opportune) approfittare del suo giorno fortunate 

"So che esistono delle confraternite segrete," disse, pensando che fosse un buon 
inizio per una conversazione. Si, lei ne "sapeva" qualcosa. 

Ma il libraio si limito ad alzare il capo dai suoi conti e a guardare stupito la 
giovane. 

"Ho conosciuto il Mago di Folk," aggiunse Brida, piuttosto imbarazzata, senza 
sapere come proseguire. "Mi ha parlato della Notte Buia. E mi ha detto che la strada 
della conoscenza contempla il fatto di non aver paura di sbagliare." 

A questo punto, si accorse che l'uomo cominciava a prestare maggior attenzione 
alle sue parole. Se il Mago le aveva insegnato qualcosa, evidentemente lei doveva 
essere una persona speciale. 

"Se sai che il cammino e la Notte Buia, allora perche cercare nei libri?" disse il 
libraio, infine. Brida capi che il riferimento al Mago non era stata una buona idea. 

"Perche non e in quel modo che voglio apprendere," ribatte lei. 

L'uomo continuo a fissare la giovane davanti a se. Quella ragazza possedeva un 
Dono. Tuttavia era piuttosto strano che, solo per questo, il Mago di Folk le avesse 
dedicato una considerevole attenzione. Doveva esserci dell'altro. D'accordo, poteva 
anche trattarsi di una bugia, ma lei aveva accennato alia Notte Buia. 

"Ti ho visto spesso gironzolare qui," disse. "Entri, sfogli decine di libri e non ne 
compri mai uno." 

"Sono troppo costosi," replied Brida, intuendo che l'uomo era interessato a 
continuare la conversazione. "Comunque, ho letto altri libri sui diversi argomenti, ho 
frequentato alcuni corsi." 

Disse il nome degli insegnanti: forse il libraio ne sarebbe stato colpito. 

Di nuovo, il risultato si rivelo contrario alle sue aspettative. L'uomo la interruppe e 
ando a occuparsi di un cliente, il quale voleva sapere se era arrivato l'almanacco con 
le posizioni planetarie dei prossimi cento anni. 

II libraio esamind una serie di pacchetti custoditi sotto il bancone. Brida noto che 
sugli involti e'erano timbri di diverse parti del mondo. 

La ragazza si sentiva sempre piu nervosa: il coraggio iniziale era ormai svanito. 
Dovette aspettare che il cliente controllasse il libro, pagasse, prendesse il resto e 
uscisse, prima che il libraio si dedicasse nuovamente a lei. 

"Non so come continuare," disse Brida. I suoi occhi cominciavano ad arrossarsi. 

"Qual e una cosa che sai fare davvero bene?" domando l'uomo. 

"Perseguire cio in cui credo." Non conosceva nessun'altra risposta. Brida viveva 
inseguendo quello in cui confidava. 

II problema era che, ogni giorno, credeva in una cosa diversa. 

II libraio scrisse un nome su un foglio del blocco dei conti. Lo strappo e lo tenne 
fra le mani. 

"Ti daro un indirizzo," disse. "C'e stata un'epoca in cui le persone accettavano le 
esperienze magiche come elementi naturali. Allora non esistevano neppure i 
sacerdoti. E nessuno andava alia ricerca di segreti occulti." 

Brida non capiva se fosse un riferimento personale. 

"Sai che cos'e la magia?" domando l'uomo. 



"E un ponte. Tra il mondo visibile e quello invisibile." 
II libraio le porse il foglietto - un numero di telefono e un nome: "Wicca." 
Con un gesto rapido, Brida lo prese, ringrazio e si apprestd a uscire. Giunta alia 
soglia, si voltd. 

"E so anche che la magia parla molti linguaggi. Pure quello dei librai, che si 
fingono riservati e ostici, ma sono generosi e disponibili." 

Gli mandd un bacio e scomparve al di la della porta. II libraio abbandono i suoi 
conti e rimase a fissare il negozio. 'E stato il Mago di Folk a insegnarle queste cose,' 
penso. Per quanto importante fosse, un Dono non era sufficiente per suscitare 
l'interesse di quell'individuo: doveva esserci un altro motivo. Wicca avrebbe saputo 
scoprirlo. 

Ormai era arrivata l'ora di chiusura. II libraio aveva notato che i frequentatori della 
sua bottega stavano cambiando: erano sempre piu giovani, cosi come affermavano i 
vetusti trattati che si accumulavano sugli scaffali tutt'intorno. Finalmente le cose 
cominciavano a tornare nel luogo da cui erano partite. 



L'antico palazzo si trovava nel centro della citta, in una zona che oggigiorno e 
frequentata solo da turisti alia ricerca del romanticismo del secolo scorso. Brida 
aveva dovuto attendere una settimana prima che Wicca si decidesse a riceverla, e ora 
se ne stava li davanti a un edificio grigio e misterioso, sforzandosi di reprimere 
l'eccitazione. Quella costruzione rientrava perfettamente nell'idea che si era fatta della 
ricerca: a suo parere, era proprio in un luogo come quello che vivevano i 
frequentatori della libreria. 

Nel palazzo non c'era l'ascensore. Sali le scale lentamente, per non arrivare a 
destinazione con il fiatone. Suono il campanello dell'unica porta che si affacciava sul 
terzo piano. 

Un cane abbaio all'interno deH'appartamento. Dopo qualche momento, una donna 
magra, ben vestita e dall'aria severa, venne ad aprirle. 

"Sono la persona che ha telefonato," disse Brida. 

Con un cenno, Wicca la invito a entrare. La ragazza si ritrovo in un salone 
totalmente bianco, con opere d'arte moderna alle pareti e su alcuni tavolini. Anche le 
tende erano bianche, e contribuivano a smorzare la luce del sole: l'ambiente era 
suddiviso in varie aree; c'erano alcuni divani, un tavolo da pranzo e una libreria 
colma di libri - tutto risultava distribuito armoniosamente. Di certo, quello spazio era 
arredato con ottimo gusto: a Brida sovvennero le riviste di architettura che soleva 
sfogliare nelle rivendite di giornali. 

'Dev'essere tutto molto costoso': questo fu l'unico pensiero che le attraverso la 
mente. 

Wicca accompagnd la giovane verso uno degli ambienti deH'immenso salone che 
ospitava due poltrone in pelle e acciaio di design italiano. Fra di esse c'era un 
tavolinetto di vetro, con la base di metallo inox. 

"Sei molto giovane," disse Wicca, dopo un momento. 

Non era necessario fare paragoni con la danza, o qualcos'altro. E cosi Brida rimase 
in silenzio, aspettando il commento successive Cerco di ipotizzare la relazione tra 
quell'ambiente estremamente moderno e il palazzo antico che lo ospitava. La sua idea 
romantica della ricerca della conoscenza si era nuovamente dissolta. 

"Mi ha telefonato..." disse Wicca. E Brida capi che la donna si riferiva al libraio. 

"Sono venuta in cerca di un Maestro. Voglio intraprendere il cammino della 
magia." 

La padrona di casa guardo la giovane. In effetti, possedeva un Dono. In qualsiasi 
caso, doveva scoprire perche il Mago di Folk si fosse interessato cosi profondamente 
a lei. II solo Dono non era sufficiente. Se quell'individuo fosse stato agli inizi del suo 
percorso di Mago, avrebbe potuto rimanere colpito dalla chiarezza con cui il Dono si 
manifestava. Ma aveva gia sperimentato a sufficienza per sapere che ogni persona 
possedeva un Dono: ormai era in grado di evitare simili trappole. 

Wicca si alzo, si avvicino alia libreria e prese il suo mazzo di carte preferito. 



"Sai utilizzarle?" domando. 

Brida annui. Poiche aveva seguito dei corsi di cartomanzia, e sapeva che la donna 
teneva in mano un mazzo di tarocchi composto da settantotto arcani. Aveva appreso 
alcuni modi di disporre le carte, e fu contenta che le si presentasse l'occasione di 
mostrare le proprie conoscenze. 

Ma la donna tenne il mazzo per se. Mescolo le carte e le dispose sul tavolinetto di 
vetro, con le figure rivolte all'mgiu. Rimase a fissarle. Non era una disposizione 
logica: a Brida apparivano assolutamente disorganizzate - di certo, era un metodo che 
non aveva appreso nei suoi corsi. Poi Wicca pronuncio alcune parole in una lingua 
strana e volto una delle carte sul piano - soltanto una. 

Era l'arcano numero 23. Un re di bastoni. 

"Un'ottima protezione," sentenzio. "Di un uomo potente e forte, con i capelli neri." 

II suo fidanzato non era ne potente ne forte. E il Mago aveva i capelli brizzolati. 

"Non pensare all'aspetto fisico," disse la padrona di casa, come se avesse 
indovinato il suo pensiero. "Pensa all'Altra Parte." 

"Che cos'e l'Altra Parte?" Brida era sorpresa dalla donna che aveva di fronte. Le 
ispirava un rispetto misterioso, una sensazione differente da quella avvertita al 
cospetto del Mago o del libraio. 

Wicca non rispose alia domanda. Di nuovo, mescolo le carte e le dissemind 
disordinatamente sul tavolinetto: stavolta, le figure erano rivolte all'insu. La carta che 
campeggiava al centro di quell'apparente confusione era l'arcano numero 11. La 
Forza. Una donna che disserra le mascelle di un leone. 

Wicca prese la carta e le chiese di tenerla. Brida la strinse: non sapeva cosa fare. 

"In altre incarnazioni, il tuo lato piu forte e sempre stato quello femminile," disse 
la padrona di casa. 

"Che cos'e l'Altra Parte?" insistette Brida. Era la prima volta che sfidava quella 
donna. Comunque, si trattava di un gesto carico di timidezza. 

Per un momento, Wicca rimase in silenzio. Un sospetto le attraverso la mente: che 
il Mago non avesse insegnato a quella giovane niente dell'Altra Parte. 'Sciocchezze,' 
si disse, scacciando quel pensiero. 

"L'Altra Parte e la prima cosa che si apprende quando si vuole seguire la 
Tradizione della Luna," rispose. "Solo intendendo l'Altra Parte si comprende come la 
conoscenza si possa trasmettere attraverso il Tempo." 

Gliel'avrebbe spiegato lei. Brida rimase in silenzio, ansiosa. 

"Noi siamo eterni, perche siamo manifestazioni di Dio," disse Wicca. "Ecco 
perche attraversiamo molte vite e molte morti, uscendo da un punto che nessuno 
conosce e dirigendoci verso un altro punto parimenti ignoto. Devi abituarti al fatto 
che, nella magia, molte cose non sono - ne saranno - mai spiegate. Dio decise di fare 
determinate cose in una certa maniera, ma il motivo per cui agi in questo modo e un 
segreto che solo Lui conosce." 

'La Notte Buia della Fede,' penso Brida. Cera anche nella Tradizione della Luna. 

"In qualsiasi caso, cio accade," continuo la donna. "E quando gli uomini pensano 
alia reincarnazione, arrivano sempre a scontrarsi con una domanda molto ardua: se 
all'inizio c'erano pochi esseri umani sulla faccia della Terra, e oggi ne esistono cosi 
tanti, da dove provengono queste nuove anime?" 



Brida tratteneva il respiro: si trattava di un quesito che si era posta molte volte. 

"La risposta e semplice," disse Wicca, dopo aver assaporato per qualche istante 
l'ansia della giovane. "In alcune reincarnazioni, noi ci dividiamo. Proprio come i 
cristalli e le stelle, le cellule e le piante, anche le nostre anime si dividono. 

"La nostra anima si scinde in due, e ciascuna di queste nuove entita si suddivide in 
altre due... E cosi, nel giro di alcune generazioni, ognuno di noi si ritrova ad abitare 
buona parte della Terra." 

"Ma quale parte ha coscienza di chi e? Una o tutte?" domandd Brida. Aveva in 
serbo molte domande, ma voleva affrontare un chiarimento per volta: al momento, 
questo le sembrava il quesito piu importante. 

"Noi facciamo parte di cio che gli alchimisti chiamano Anima Mundi, l'Anima del 
Mondo," disse Wicca, senza rispondere direttamente a Brida. "In realta, se V Anima 
Mundi dovesse soltanto suddividersi, si indebolirebbe sempre di piu, nonostante la 
diffusione e l'accrescimento. Ecco perche, mentre la nostra anima si divide, 
contemporaneamente si ritrova. E questo incontro si chiama Amore. Allorche si 
scinde, l'anima origina sempre una parte maschile e una parte femminile. 

"E quanto si afferma in alcune trascrizioni del Libro della Genesi: l'anima di 
Adamo si divise, ed Eva nacque dall'interno di lui." 

AH'improvviso, Wicca si interruppe e rimase a fissare gli arcani sparpagliati sul 
tavolino. 

"Ci sono molte carte, li," prosegui, "ma tutte appartengono al medesimo mazzo. 
Per comprendere il loro messaggio, abbiamo bisogno di ciascuna di esse: ognuna e 
ugualmente importante. E questo vale anche per le anime. Tutti gli esseri umani sono 
collegati fra loro, proprio come gli arcani di questo mazzo." 

"In ogni vita, abbiamo il misterioso obbligo di ritrovarci con almeno una di queste 
Altre Parti. LAmore Sommo, quello che le ha separate, si rallegra per l'Amore che le 
unisce di nuovo." 

"E come posso sapere chi e lAltra Parte di me?" Ecco una delle domande piu 
importanti che Brida si era posta nella sua esistenza. 

Wicca sorrise. Se l'era chiesto anche lei, con la medesima ansia di quella giovane. 
Era possibile identificare lAltra Parte di se dal bagliore dello sguardo: sin dall'inizio 
dei tempi, era in questo modo che le persone riconoscevano il vero Amore. Ma nella 
Tradizione della Luna esisteva un'altra maniera: un certo tipo di visione che rivelava 
un punto luminoso sopra la spalla sinistra dell'Altra Parte. In qualsiasi caso, non 
glielo avrebbe detto, per il momento: forse la giovane sarebbe riuscita a imparare 
come vedere questo punto - o forse no. Ben presto l'avrebbe saputo. 

"Correndo dei rischi," disse. "Correndo il rischio del fallimento, delle delusioni, 
delle disillusioni, ma non cessando mai di cercare l'Amore. Chi perseverera nella 
ricerca, trionfera." 

Brida si ricordo che, riferendosi al cammino della magia, il Mago aveva detto 
qualcosa di simile. 'Forse si tratta di un'unica cosa,' penso. 

La padrona di casa comincid a raccogliere le carte sparse sul tavolo, e Brida intui 
che l'incontro era arrivato alia conclusione. Ma lei aveva un'altra domanda da porre. 

"Possiamo incontrare piu di un'Altra Parte di noi in ogni vita?" 

'Si,' penso Wicca, con una certa amarezza. E quando cio accade, il cuore si ritrova 



diviso - e il risultato e dolore e sofferenza. 'Si, e possibile incontrare tre o quattro 
Altre Parti, perche noi siamo tanti, e molto sparpagliati.' Quella giovane stava 
rivolgendole domande appropriate, ma lei doveva sottrarsi a esse. 

"Esiste una sola essenza della Creazione," disse. "E si chiama Amore. L'Amore e 
la forza che ci permette di ricongiungerci, per condensare l'esperienza sparsa in molte 
vite e in molti luoghi del mondo. 

"Dobbiamo reputarci responsabili dell'intera Terra, poiche ignoriamo dove si 
trovano le Altre Parti che siamo stati sin dall'inizio dei tempi. Se esse staranno bene, 
saremo felici. Se staranno male, soffriremo - ancorche inconsapevolmente - una parte 
del loro dolore. Ma, soprattutto, noi abbiamo l'obbligo di ricongiungerci, almeno una 
volta in ogni incarnazione con lAltra Parte giacche, sicuramente, la incontreremo 
lungo il nostro cammino, magari solo per qualche istante. In qualsiasi caso, quegli 
attimi racchiuderanno un amore cosi intenso da giustificare il resto della nostra 
esistenza." 

Nella cucina, il cane abbaio. Wicca fini di raccogliere i tarocchi dal tavolino e 
guardo ancora una volta Brida. 

"Ovviamente e possibile che lAltra Parte di noi prosegua per la sua strada: accade 
quando ci rifiutiamo di accettarla, o magari non ci accorgiamo della sua presenza. In 
tal caso, avremo bisogno di una nuova incarnazione per rincontrarla e ricongiungerci 
a essa. 

"Per questo, a causa del nostro egoismo, saremo condannati al peggior supplizio 
che l'essere umano ha inventato per se stesso: la solitudine." 

Wicca si alzo e accompagnd Brida alia porta. 

"Comunque, non e per conoscere qualcosa dellAltra Parte che sei venuta sin qui," 
disse la donna, prima di accomiatarsi. "Tu possiedi un Dono e, quando avro capito di 
cosa si tratta, forse potro guidarti alia scoperta della Tradizione della Luna." 

Brida si senti una persona speciale. Aveva davvero bisogno di tali sensazioni: 
quella donna le ispirava un rispetto che pochissime persone avevano suscitato in lei. 

"Mi sforzero. Io voglio apprendere la Tradizione della Luna." 

'Perche essa non necessita di foreste buie,' penso. 

"Fa' attenzione, allora," disse Wicca, con tono severe "A partire da oggi, tutti i 
giorni, a un'ora precisa che avrai scelto, dovrai rimanere sola e spargere sul tavolo un 
mazzo di tarocchi. Dovrai affidare la disposizione al caso, senza cercare di capire. 
Dovrai limitarti a contemplare le carte. A tempo debito, esse ti insegneranno tutto cio 
che hai bisogno di sapere in quel momento." 

'E pressoche identico alia Tradizione del Sole: di nuovo, io che insegno a me 
stessa,' penso Brida, mentre scendeva le scale. Soltanto quando fu sull'autobus, si rese 
conto che la donna aveva parlato di un Dono. Di questo, avrebbe potuto chiedere nel 
prossimo incontro. 



Per una settimana, Brida dedicd mezz'ora al giorno a spargere le carte del mazzo 
sul tavolo della sala. Di solito, si coricava alle dieci di sera e puntava la sveglia 
all'una di notte. Si alzava, si preparava rapidamente un caffe e si disponeva a 
contemplare i tarocchi, cercando di interpretare il loro linguaggio occulto. 

Visse la prima notte con grande eccitazione. Era convinta che Wicca le avesse 
rivelato una sorta di rituale segreto e si sforzo perche le carte assumessero la 
disposizione ottenuta dalla donna: era sicura che, alia fine, i messaggi occulti si 
sarebbero rivelati. Durante la mezz'ora d'esercizio non accadde nulla di speciale, 
tranne alcune fugaci visioni che ascrisse alia propria immaginazione. 

Brida ripete l'operazione la notte successiva. Wicca le aveva detto che le carte le 
avrebbero raccontato la sua storia: a giudicare da quanto aveva imparato nei vari 
corsi, doveva trattarsi di una storia molto antica, lunga piu di tremila anni, che 
risaliva fino all'epoca in cui gli uomini condividevano i segreti della sapienza 
originale. 

'Le figure sembrano davvero semplici,' pensava. Una donna che disserra le 
mascelle di un leone, un carro trainato da due animali misteriosi, un uomo con un 
tavolo pieno di oggetti davanti a se. Brida aveva appreso che quel mazzo di carte era 
un libro - un libro in cui la Sapienza Divina aveva annotato i principali cambiamenti 
dell'uomo nel viaggio attraverso la propria vita. Ma, poiche l'umanita si ricordava piu 
facilmente dei vizi anziche delle virtu, il suo autore aveva fatto in modo che quel 
"libro sacro" fosse trasmesso attraverso le generazioni sotto forma di un gioco. II 
mazzo di tarocchi era un'invenzione degli dei. 

'Comunque, non dev'essere particolarmente facile,' si diceva Brida, ogni volta che 
spargeva gli arcani sul tavolo. Anche se conosceva metodi complicati e sistemi 
elaborati di interpretazione, quelle figure sparpagliate cominciarono a creare un certo 
disordine pure nei suoi ragionamenti. La sesta notte, Brida, irritata, rovescio le carte 
sul pavimento. Per un attimo, penso che il suo gesto fosse determinate da 
un'ispirazione magica, ma i risultati furono altrettanto nulli: soltanto qualche 
intuizione, che lei non riusciva a svolgere e che, comunque, considerava frutto della 
propria immaginazione. 

Nel contempo, l'idea dell'Altra Parte non abbandonava la sua mente neppure per un 
istante. All'inizio, penso che si trattasse di una regressione verso l'adolescenza, verso 
i sogni di un principe azzurro che attraversava montagne e valli per ritrovare la 
fanciulla dalla scarpetta di cristallo, o per baciare una bella addormentata. 'Le fiabe 
narrano sempre dell'Altra Parte,' si diceva scherzosamente. Le favole erano il primo 
tuffo nell'universo magico nel quale adesso era ansiosa di penetrare consciamente: in 
piu di un'occasione, si domandd perche le persone finissero per allontanarsi da quel 
mondo, pur conoscendo le immense gioie che l'infanzia lasciava nelle loro esistenze. 

'Forse perche non sono contend della gioia.' Reputo che fosse un'affermazione 
piuttosto assurda, ma l'annoto nel suo diario come qualcosa di creative 



Dopo che ebbe trascorso una settimana con il pensiero fisso all'Altra Parte, Brida 
fu pervasa da una sensazione terrificante, rappresentata dalla possibilita di scegliere 
l'uomo sbagliato. L'ottava notte, svegliandosi ancora una volta per contemplare 
vanamente le carte dei tarocchi, decise di invitare il fidanzato a cena l'indomani. 



Scelse un ristorante non molto costoso, visto che lui voleva sempre pagare il conto 
- nonostante lo stipendio di assistente nel dipartimento di fisica all'universita fosse 
assai piu basso dei suoi emolument! di segretaria. Era ancora estate, e si sedettero a 
uno dei tavoli nella veranda sul marciapiede, in prossimita del fiume. 

"Vorrei sapere quando gli spiriti mi autorizzeranno a dormire nuovamente con te," 
disse Lorens, di buonumore. 

Brida lo guardd con tenerezza. Gli aveva chiesto di non recarsi nel suo 
appartamento per quindici giorni, e lui aveva accettato: si era limitato a qualche 
rimostranza, soltanto per farle capire quanto l'amava. A suo modo, anche Lorens 
ricercava gli stessi misteri dell'Universo: se un giorno le avesse chiesto di stare 
lontana per due settimane, lei avrebbe dovuto accettare. 

Cenarono senza fretta, e quasi senza conversare, osservando le imbarcazioni che 
solcavano il fiume e le persone che passeggiavano lungo la banchina. La bottiglia di 
vino bianco fini, e venne prontamente rimpiazzata da un'altra. Mezz'ora piu tardi, le 
loro sedie erano accostate, ed entrambi guardavano il cielo estivo stellato, stretti in un 
abbraccio. 

"Questo cielo..." disse Lorens, accarezzandole i capelli. "Stiamo guardando lo 
stesso cielo di migliaia di anni fa." 

Era cio che le aveva detto il giorno in cui si erano incontrati. Brida, pero, non voile 
interromperlo: questo era il suo modo di condividere con lei il proprio mondo. 

"Molti di quegli astri sono ormai spenti, eppure la loro luce sta ancora 
attraversando l'Universo. Lontano sono nate altre stelle, la cui luce non e ancora 
giunta fino a noi." 

"Cioe... nessuno sa come sia veramente il cielo?" Era la medesima domanda che 
Brida gli aveva fatto la prima sera, ma era splendido poter reiterare momenti cosi 
piacevoli. 

"In effetti, non lo sappiamo. Studiamo quello che osserviamo, ma cio che vediamo 
non sempre esiste." 

"Voglio chiederti una cosa. Di che materia siamo fatti? Da dove provengono gli 
atomi che formano il nostro corpo?" 

Guardando il cielo antico, Lorens rispose: 

"Furono creati insieme alle stelle, nel primo attimo dell'Universo, e sono gli stessi 
che compongono il fiume che abbiamo davanti." 

"Cioe... dopo il primo istante della Creazione, non e stato aggiunto altro?" 

"Nient'altro. Tutto e nato e seguita a nascere. Tutto si e trasformato e si trasforma 
tuttora. Ma la materia dell'Universo e quella di milioni di anni fa. Non e mai stato 
aggiunto un solo atomo." 

Brida rimase a contemplare il movimento del fiume e il moto delle stelle. Se era 
facile percepire il fiume che scorreva sulla Terra, risultava pressoche impossibile 



avvertire lo spostamento degli astri nella volta celeste. Eppure tutt'e due si 
muovevano. 

"Lorens," disse, alia fine, dopo un lungo momento in cui entrambi rimasero in 
silenzio, fissando una barca che passava. "Posso farti una domanda, che forse 
reputerai assurda: e fisicamente possibile che gli atomi che compongono il mio corpo 
siano appartenuti al corpo di una persona vissuta prima di me?" 

Lorens la guardd, stupito. 

"Cosa vuoi sapere, in realta?" 

"Esattamente quello che ti ho domandato. E possibile?" 

"Possono aver composto piante e insetti; possono essere divenuti molecole di elio e 
trovarsi a milioni di chilometri dalla Terra." 

"D'accordo. Ma e possibile che gli atomi delle carni di qualcuno ormai morto si 
trovino nel mio corpo e in quello di un'altra persona?" 

Lorens rimase in silenzio per un lungo momento. 

"Si, e possibile," rispose infine. 

In lontananza si levo una musica. Proveniva da un barcone che solcava il fiume: 
nonostante la distanza, Brida pote distinguere la sagoma di un marinaio incorniciata 
da un oblo illuminate Quella melodia le ricordava l'adolescenza e la riportava ai balli 
della scuola, all'odore della sua stanza, al colore del nastro con cui si legava la coda 
di cavallo. Ebbe la sensazione che Lorens non avesse mai pensato a cio che gli aveva 
appena domandato: in quel momento, forse stava cercando di scoprire se nel suo 
corpo vi fossero atomi di guerrieri vichinghi, di esplosioni vulcaniche, di animali 
preistorici misteriosamente scomparsi. 

I suoi pensieri avevano imboccato un'altra strada, invece: voleva sapere se l'uomo 
che la abbracciava in modo cosi affettuoso era stato una parte di lei tempo addietro. 

II barcone si stava avvicinando: adesso la musica si diffondeva in tutto l'ambiente 
circostante. In alcuni tavoli, la conversazione si interruppe: le persone desideravano 
scoprire da dove provenissero quei suoni, giacche anche nel loro passato erano esistiti 
un'adolescenza, i balli della scuola, e sogni e racconti popolati da guerrieri e fate. 

"Ti amo, Lorens," disse Brida. E desidero ardentemente che quel giovane, che 
sapeva innumerevoli cose sulla luce delle stelle, avesse dentro di se una minuscola 
parte della persona che lei era stata un giorno. 



"Non ci riusciro." 

Brida si sedette sul letto e cercd il pacchetto di sigarette che teneva nel comodino. 
Sconfessando i suoi proponimenti, decise di fumare sebbene fosse digiuna. 

Mancavano un paio di giorni al nuovo incontro con Wicca. Nelle due settimane 
precedenti, Brida era certa di aver dato il meglio di se. Aveva riposto ogni sua 
speranza nella pratica che quella donna bella e misteriosa le aveva insegnato, 
sforzandosi per non deluderla: il mazzo di carte, perd, si era rifiutato di rivelarle un 
qualsiasi segreto. 

Nelle ultime tre notti, al termine dell'esercizio, aveva avvertito un forte desiderio di 
piangere: inerme e sola, aveva avuto la sensazione che stesse perdendo una grande 
opportunita. Ancora una volta, sentiva che la vita la trattava in maniera diversa dalle 
altre persone: le forniva molteplici occasioni affinche potesse conseguire un risultato 
ma, quando era ormai prossima alia meta, il terreno si spalancava sotto i suoi piedi, e 
lei veniva inghiottita. Era qualcosa che aveva gia sperimentato con gli studi, con 
alcuni fidanzati, con taluni sogni di cui non aveva mai reso partecipi gli altri. E 
adesso accadeva anche con il cammino che voleva intraprendere. 

Penso al Mago: forse avrebbe potuto aiutarla. Pero si era ripromessa di ritornare a 
Folk solo quando avesse penetrato sufficientemente la magia per affrontarlo - una 
cosa che forse non sarebbe mai avvenuta. 

Rimase a poltrire nel letto, prima di scegliere di alzarsi e provvedere alia colazione. 
Alia fine, si fece coraggio e decise di affrontare un altro giorno, un'altra "Notte Buia 
Quotidiana", come soleva definirla dopo l'esperienza nella foresta. Preparo il caffe e 
guardo l'orologio, rendendosi conto che aveva ancora abbastanza tempo. 

Si avvicino alia libreria e, tra i volumi, cerco il foglio che le aveva dato il libraio. 
'Esistono altri cammini,' pensava, cercando una consolazione. Se era riuscita a 
rintracciare il Mago, se era riuscita a incontrare Wicca, di certo avrebbe trovato 
qualcuno in grado di insegnarle in una maniera che le fosse comprensibile. 

In qualsiasi caso, sapeva che questa era soltanto una scusa. 

'Desisto in tutto cio che intraprendo,' penso, con una certa amarezza. Forse, nel 
volgere di poco tempo, la vita si sarebbe accorta delle sue rinunce e avrebbe smesso 
di offrirle le opportunita che le aveva concesso fino ad allora. O forse, desistendo 
sempre all'inizio, lei avrebbe esaurito ogni cammino possibile senza compiere 
neppure un pas so. 

Ma Brida era cosi - e si sentiva sempre piu debole, sempre piu incapace di 
cambiare. Alcuni anni addietro, si lamentava dei propri atteggiamenti ed era capace di 
gesti di eroismo, ma ora si stava adattando agli errori. Conosceva altre persone nella 
sua situazione: si abituavano ai propri sbagli e, ben presto, cominciavano a scambiarli 
per virtu. A quel punto, era ormai troppo tardi per mutare il corso della vita. 

Penso di non telefonare a Wicca - semplicemente di scomparire. Ma c'erano le sue 



visite in libreria: no, forse non avrebbe avuto il coraggio di tornarvi. Se l'avesse fatto 
dopo non essere andata all'appuntamento, di certo il libraio l'avrebbe trattata in malo 
modo. 'Spesso, a causa di un gesto impulsivo verso qualcuno, ho finito per 
allontanarmi da altre persone che mi erano care.' Adesso non doveva accadere tutto 
cio. Aveva intrapreso un cammino nel quale i contatti importanti erano 
particolarmente difficili da ottenere. 

Si fece coraggio e compose il numero scritto sul foglio. All'altro capo della linea 
telefonica rispose Wicca. 

"Domani non potro venire," disse Brida. 

"Ne tu ne l'idraulico," replied Wicca. Per qualche istante, Brida provo un senso di 
smarrimento: non capiva che cosa stesse dicendo la donna. 

A questo punto, Wicca prese a lamentarsi che il lavello della cucina era guasto, che 
aveva gia chiamato ripetutamente un tecnico per ripararlo, e che questi non era mai 
arrivato. Poi attacco a raccontare una lunga storia di palazzi antichi, imponenti, fonte 
di problemi insolubili. 

"Hai i tarocchi li vicino?" domandd Wicca, a meta della replica del racconto 
sull'idraulico. 

Sorpresa, Brida rispose di si. Wicca le chiese allora di sparpagliare le carte sul 
tavolo: le avrebbe insegnato un tipo di gioco attraverso il quale sarebbero state in 
grado di scoprire se l'indomani mattina l'idraulico sarebbe andato a riparare il 
lavandino. 

Sempre piu stupefatta, la ragazza fece cio che le era stato ordinate Sparse le carte 
e rimase a fissare il piano con espressione assente: aspettava delle istruzioni dall'altro 
capo del filo. A poco a poco, il coraggio di rivelare il motivo autentico della sua 
telefonata si stava dileguando. 

Wicca non smetteva di parlare, e Brida decise di ascoltarla pazientemente. Magari 
sarebbe riuscita a diventarle arnica. E allora, forse, quella donna si sarebbe mostrata 
piu tollerante e le avrebbe insegnato un metodo piu facile per apprendere la 
Tradizione della Luna. 

La sua interlocutrice passava da un argomento all'altro: dopo essersi lagnata in vari 
modi degli idraulici, prese a raccontare la discussione che, quella mattina presto, 
aveva avuto con l'amministratore del palazzo per lo stipendio del portinaio. Poi si 
immerse in una disamina sui sussidi pagati ai pensionati. 

Brida accompagnava quel flusso di parole con mormorii affermativi. Concordava 
con tutto cio che l'altra diceva, anche se non riusciva piu a prestare attenzione a 
niente. Una noia mortale s'impossessd di lei: a quell'ora del mattino, la conversazione 
con una donna pressoche estranea su idraulici, portinai e pensionati era una delle cose 
piu moleste che si fosse trovata ad affrontare nella vita. Tento di distrarsi con le carte 
sparse sul tavolo: noto alcuni minuscoli dettagli che le erano sfuggiti in occasioni 
precedenti. 

Di tanto in tanto, Wicca le domandava se stesse ascoltando, e lei borbottava un: 
"Si, certo." Ma la sua mente vagava lontano, passando per luoghi che non aveva mai 
visto. Ogni dettaglio delle carte sembrava spingerla sempre piu profondamente in 
quel viaggio. 



All'improvviso, come scivolando dentro un sogno, Brida si accorse che non stava 
piu ascoltando i racconti dell'altra. Un suono, una voce che sembrava provenire dal 
suo intimo - ma che arrivava dall'esterno: ne era certa - comincid a sussurrarle alcune 
parole. "Capisci?" Brida rispose affermativamente. "E cosi che sei in grado di 
comprendere," sentenzio la voce misteriosa. 

Questo, comunque, non aveva alcuna importanza. I tarocchi cominciarono a 
mostrarle scene fantastiche: uomini vestiti solo di tanga, corpi abbronzati dal sole e 
lucenti di olio. Alcuni portavano delle maschere che ricordavano teste di pesce 
gigantesche. Nuvole correvano nel cielo: tutto sembrava muoversi piu velocemente 
che nella realta. AH'improvviso, la scena si trasformd nella vita di una piazza con 
edifici monumentali: persone anziane confidavano dei segreti a un gruppo di ragazzi. 
Nello sguardo dei vecchi c'erano disperazione e premura, come se una sapienza 
antichissima fosse sul punto di perdersi definitivamente. 

"Somma il sette e l'otto, e avrai il mio numero. Io sono il demonio, e ho sconfitto il 
libro," disse un giovane abbigliato con abiti medievali, dopo che la scena si fu 
trasformata in una sorta di festa. C'erano donne e uomini che sorridevano, ubriachi. 
Poi la visione mostrd templi incastonati nelle rocce in riva al mare, e il cielo 
comincid a coprirsi di nubi nere, dalle quali scaturivano raggi sfavillanti. 

Comparve una porta. Era un uscio imponente, simile a quello di un vecchio 
castello. Mentre la porta le si avvicinava miracolosamente, Brida intui che sarebbe 
riuscita ad aprirla. 

"Torna indietro," la esorto una voce. 

"Torna... torna," disse la voce al telefono. Era Wicca. Brida fu irritata 
dall'intrusione: la donna interrompeva un'esperienza straordinaria, per riprendere a 
parlare di portinai e idraulici. 

"Un momento," replied la ragazza, che stava lottando per raggiungere quell'uscio. 
Ma ormai tutto era scomparso. 

"So cos'e successo," disse Wicca. Brida era sotto shock, stupefatta. Non riusciva a 
comprendere alcunche di quanto stava avvenendo. 

"So cos'e accaduto," ribadi Wicca, davanti al silenzio di Brida. "Non parlero piu 
dell'idraulico: e venuto la settimana scorsa e ha riparato il guasto." 

Prima di abbassare la cornetta, le disse che l'aspettava all'ora stabilita. 

Brida poso il ricevitore sulla forcella, senza salutare. Rimase a lungo a fissare la 
parete della cucina, prima di scoppiare in un pianto convulso e liberatorio. 



"E stato un trucco," disse Wicca, rivolgendosi a una spaventata Brida, allorche si 
accomodarono nelle poltrone di design italiano. 

"So come ti send adesso," continud la donna. "A volte, imbocchiamo un cammino 
solo perche non crediamo in esso. In tal caso, tutto risulta facile: dobbiamo soltanto 
dimostrare che quella non e la nostra strada." 

"Quando le cose cominciano ad accadere e il cammino autentico ci si rivela, 
invece, abbiamo paura di proseguire." 

Wicca aggiunse che non capiva il motivo per cui molti preferiscono passare la 
propria vita a distruggere i cammini che non desiderano percorrere, anziche sforzarsi 
per procedere su quell'unico che li condurrebbe in qualche luogo. 

"Non posso credere che sia stato un trucco," disse Brida. Ormai aveva perso il tono 
di arroganza e di sfida: il suo rispetto per quella donna era aumentato 
considere volmente . 

"La visione non e stata un trucco. II sotterfugio al quale mi riferisco e il telefono. 

"Per milioni di anni, l'uomo ha sempre parlato con chi riusciva a vedere. Poi, 
aH'improvviso, nel volgere di un secolo appena, il 'vedere' e il 'parlare' si sono 
separati. Noi pensiamo di esserci ormai abituati, e non capiamo quale immenso 
impatto cio abbia causato nei nostri riflessi. Semplicemente, il nostro corpo e i nostri 
sensi non si sono ancora adattati. 

"In pratica, quando parliamo al telefono, riusciamo ad accedere a uno stato di 
coscienza molto simile alle trance magiche. La nostra mente 'si sintonizza' su un'altra 
frequenza, diviene piu ricettiva al mondo invisibile. Conosco alcune streghe che 
tengono sempre carta e penna accanto all'apparecchio telefonico: mentre parlano con 
la persona all'altro capo del filo tracciano scarabocchi apparentemente privi di senso. 
Quando riattaccano, quei tratti generalmente raffigurano dei simboli della Tradizione 
della Luna." 

"E perche i tarocchi mi si sono rivelati?" 

"Ecco il grande problema di chi desidera studiare la magia," rispose Wicca. 
"Quando intraprendiamo il cammino, abbiamo sempre un'idea piu o meno definita di 
cio che intendiamo scoprire. Di solito, le donne ricercano l'Altra Parte, mentre gli 
uomini bramano il Potere. Entrambi, pero, non desiderano apprendere: vogliono 
soltanto raggiungere quella che considerano la loro meta. 

"Ma il cammino della magia - al pari del percorso dell'esistenza - e e sara sempre il 
cammino del Mistero. Apprendere una cosa significa entrare in contatto con un 
mondo del quale non si conosce niente. Ed e necessario essere umili per imparare." 

"Significa immergersi nella Notte Buia," disse Brida. 

"Non interrompermi." La voce di Wicca rivelava un'irritazione repressa. 
Comunque, la ragazza capi che non era dovuta al suo commento: in fin dei conti, non 
era un'osservazione fuori luogo. 'Forse e irritata con il Mago,' penso. 'Magari in 
passato e stata innamorata di lui.' Avevano piu o meno la stessa eta. 



"Scusa," disse la giovane. 

"Nessun problema." Anche Wicca sembrava sorpresa per la propria reazione. 

"Stavi parlando dei tarocchi." 

"Quando sparpagliavi le carte sul tavolo, pensavi sempre a cio che sarebbe dovuto 
accadere. Non hai mai permesso che le carte raccontassero la loro storia: in realta, ti 
impegnavi affinche confermassero quello che immaginavi di sapere. 

"Quando abbiamo iniziato a parlare al telefono, ho avvertito questa situazione. E 
ho percepito anche che si trattava di un segnale, e che il telefono era il mio alleato. 
Ecco perche mi sono imbarcata in una conversazione noiosa, e ti ho chiesto di 
guardare le carte. Tu sei entrata nello stato di trance che provoca il telefono, e i 
tarocchi ti hanno condotto nel loro mondo magico." 

Poi Wicca le suggeri di osservare gli sguardi di coloro che parlano al telefono, 
poiche sono sempre molto interessanti. 



"Vorrei farti un'altra domanda," disse Brida, mentre prendevano il te. La cucina di 
Wicca era sorprendentemente moderna e funzionale. "Vorrei sapere perche non hai 
lasciato che abbandonassi il cammino." 

Perche voglio capire cos'ha visto il Mago al di la del tuo Dono,' penso Wicca. Che 
invece rispose: "Perche tu possiedi un Dono." 

"Come lo sai?" 

"Semplice: dalle orecchie." 

'Dalle orecchie?! Che delusione!' si disse Brida. 'Credevo che scorgesse la mia 
aura.' 

"Tutti possiedono un Dono. Ma, alia nascita, alcuni l'hanno gia sviluppato; mentre 
altri - come me, per esempio - devono lottare per rivelarlo e accrescerlo. 

"Coloro che posseggono il Dono gia nel momento in cui vengono al mondo hanno 
i lobi delle orecchie piccoli e aderenti al capo." 

Istintivamente, Brida si tocco le orecchie: era vero. 

"Possiedi un'auto?" 

La ragazza rispose di no. 

"Allora preparati a spendere una bella somma in taxi," disse Wicca, alzandosi. "Sei 
pronta per il prossimo passo." 

'Sta accadendo tutto molto rapidamente,' penso Brida, mentre si alzava dalla 
poltrona. La vita cominciava ad assomigliare alle nuvole che aveva visto durante la 
trance. 



A meta pomeriggio, giunsero in prossimita di alcune montagne che si ergevano a 
una trentina di chilometri a sud di Dublino. 'Avremmo potuto arrivare sin qui in 
autobus,' reclamd mentalmente Brida, mentre pagava il taxi. Wicca aveva portato con 
se una sacca con qualche abito. 

"Se volete, vi aspetto," disse l'autista. "Sara abbastanza difficile trovare un altro 
taxi da queste parti. Siamo piuttosto lontani dalla citta." 

"Non si preoccupi," replied Wicca, con un certo sollievo da parte di Brida. "Noi 
riusciamo sempre ad avere cio che vogliamo." 

II taxista guardo le due donne con aria perplessa, e riparti. Si trovavano davanti a 
un bosco di eucalipti, che si stendeva sino alle falde della montagna piu vicina. 

"Chiedi il permesso di entrare," disse Wicca. "Gli spiriti della foresta amano le 
gentilezze." 

Brida domando il consenso. II bosco, che prima era semplicemente un normale 
folto d'alberi, parve animarsi. 

"Mantieniti sempre sul ponte tra il visibile e l'invisibile," l'ammoni Wicca, mentre 
procedevano tra gli eucalipti. "Nell'Universo tutto e animato, e tu devi sforzarti per 
non smarrire mai il contatto con l'essenza di questa Vita. Poiche essa e in grado di 
comprendere il tuo linguaggio, il mondo acquisisce un'importanza diversa ai tuoi 
occhi." 

Brida era sorpresa dell'agilita di quella donna: i suoi piedi sembravano levitare sul 
terreno, quasi senza far rumore. 

Raggiunsero una radura nei pressi di un enorme masso. Mentre si stava 
domandando come fosse arrivato li quel macigno, Brida noto i resti di un falo al 
centro dello spazio aperto. 

Era un posto bellissimo. Mancava ancora molto all'imbrunire, e il sole rivelava il 
colore tipico dei pomeriggi estivi. Gli uccelli cinguettavano, una brezza leggera 
sfiorava le foglie degli alberi. Le due donne si trovavano su un'altura, dalla quale si 
poteva distinguere l'orizzonte - laggiu, in basso. 

Wicca tiro fuori dalla sacca una sorta di caffettano arabo, che indosso sopra i 
vestiti. Poi trasporto il borsone vicino agli alberi, dimodoche non fosse visibile dalla 
radura. 

"Siediti," le disse. 

Wicca appariva diversa, ora: Brida non sapeva se fosse per l'abito, o per il 
profondo rispetto ispirato da quel luogo. 

"Per prima cosa, devo spiegarti quello che sto per fare. Cerchero di scoprire come 
il Dono si manifesta in te. Potro impartirti i miei insegnamenti solo quando sapro 
qualcosa del tuo Dono." 

Poi la donna chiese a Brida di rilassarsi, di abbandonarsi alia bellezza del luogo, 
proprio come si era lasciata avvincere dalle carte dei tarocchi. 

"In qualche momento delle tue vite passate, tu hai gia percorso il cammino della 



magia. Lo so grazie alle visioni dei tarocchi che mi hai descritto." 

Brida chiuse gli occhi, ma Wicca le chiese di riaprirli. 

"I posti magici sono sempre bellissimi e meritano di essere contemplati. Sono 
cascate... montagne... foreste, dove gli spiriti della Terra si trattengono a giocare, 
sorridere e conversare con gli uomini. Ora sei in un luogo sacro, che ti sta rivelando il 
vento e gli uccellini. Ringrazia Dio per tutto cio: per gli uccellini, per il vento - e 
anche per gli spiriti che popolano questo spazio. Mantieniti sempre sul ponte che 
unisce il visibile all'invisibile." 

La voce di Wicca la induceva a rilassarsi e ad abbandonarsi. Cera una devozione 
quasi religiosa in quel momento. 

"Nelle settimane passate, ti ho parlato di uno dei grandi segreti della magia: l'Altra 
Parte. Tutta la vita dell'uomo sulla Terra si riduce a questo: cercare l'Altra Parte. Non 
importa se l'essere umano finge di perseguire la sapienza, il denaro o il potere... In 
realta, qualsiasi cosa risultera incompleta, se non riuscira a incontrare l'Altra Parte di 
se. 

"Tranne poche creature che discendono dagli angeli - e che per il loro incontro con 
il Creatore abbisognano della solitudine -, ogni singolo componente dell'umanita 
arrivera all'unione con Dio soltanto se in qualche momento, in qualche attimo della 
propria vita, sara riuscito a comunicare con l'Altra Parte." 

Brida avverti una strana energia nell'aria. Per alcuni istanti, gli occhi le si 
riempirono di lacrime, senza che sapesse spiegarsi il motivo di quella commozione. 

"Nella Notte dei Tempi, allorche fummo separati, una delle parti venne incaricata 
di preservare la conoscenza: l'uomo. Fu allora che questi comincid a capire le regole 
dell'agricoltura, i cicli della natura e il moto degli astri nel cielo. La conoscenza e 
sempre stata l'elemento di potere che ha permesso all'essere umano di occupare uno 
spazio ben definito nell'Universo e alle stelle di percorrere il proprio cammino. La 
gloria dell'uomo consiste nell'aver perpetuato la conoscenza: qualcosa che ha fatto si 
che l'intera razza sopravvivesse. 

"Alle donne fu riservato un compito piu sottile e delicato, senza il quale la 
conoscenza perde ogni significato: la trasformazione. Gli uomini rendevano il suolo 
fertile e noi seminavamo - e il terreno si trasmutava, diventando arbusti e piante. 

"II suolo ha bisogno della semente, cosi come il seme necessita del suolo. Uno ha 
senso solo se incontra l'altra. La medesima cosa avviene per gli esseri umani. Quando 
la conoscenza maschile si fonde con la trasformazione femminile, nasce la grande 
unione magica, che si chiama Sapienza. 

"La Sapienza e conoscere e trasformare." 

Brida comincid ad avvertire un forte vento e si accorse che la voce di Wicca la 
stava sprofondando nuovamente nella trance. In quel momento, gli spiriti della 
foresta le sembrarono vivi e premurosi. 

"Sdraiati," disse Wicca. 

Brida si lascio scivolare all'indietro e distese le gambe. Sopra di lei brillava un 
cielo senza nuvole, di un azzurro intenso. 

"Va' in cerca del tuo Dono. Oggi, non posso accompagnarti, ma non aver paura. 
Quanto piu capirai te stessa, tanto piu comprenderai il mondo. 

"E sarai piu vicina all'Altra Parte di te." 



Wicca si chind e guardd la giovane davanti a se. 'E pressoche identica a com'ero io 
un giorno,' pensd, con tenerezza. 'Alia ricerca di un senso per ogni cosa, e capace di 
guardare il mondo come le donne antiche, come quelle creature forti e fiduciose che 
non avvertivano nessun turbamento per il fatto di dover regnare sulle loro comunita.' 

D'altronde, a quell'epoca, Dio era donna. Wicca si chino sul corpo di Brida e le 
sfibbio la cintura. Poi le abbasso leggermente la cerniera dei pantaloni. I muscoli 
della ragazza si irrigidirono. 

"Sta' tranquilla, non preoccuparti di niente," disse Wicca, con voce dolce. 

Sollevo leggermente la maglietta della giovane, scoprendole l'ombelico. Poi 
estrasse da una tasca della tunica un cristallo di quarzo e ve lo poso sopra. 

"Ora voglio che tu chiuda gli occhi," disse la donna, soavemente. "Voglio che 
immagini il colore del cielo, ma a occhi chiusi." 

Prese dalla tasca una piccola ametista e la depose sulla radice del naso di Brida, tra 
le sopracciglia. 

"Da adesso, dovrai seguire esattamente le mie indicazioni. Non dovrai preoccuparti 
d'altro. 

"Ti trovi al centro dell'Uni verso. Intorno a te, puoi scorgere le stelle e i pianeti piu 
brillanti. Devi percepire questo paesaggio come qualcosa che ti avvolge 
completamente, non come un semplice scenario. Devi provare piacere nel 
contemplare questo Universo: nulla pud essere fonte di preoccupazione. Concentrati 
solo sul tuo piacere. Sei monda di ogni colpa." 

Brida vide l'Uni verso stellato e si accorse che poteva entrarvi; continuava a udire la 
voce di Wicca. A un certo punto, le chiese di rintracciare una gigantesca cattedrale al 
centro del Creato. E la ragazza vide un'enorme chiesa gotica, di marmo scuro, che 
sembrava la pietra angolare dell'Universo che la circondava - era qualcosa di 
vagamente assurdo. 

"Cammina fino alia chiesa. Sali la scalinata. Entra." 

Brida obbedi. Sali le scale della cattedrale; sotto i piedi scalzi avverti il freddo del 
lastricato. A un determinato momento, ebbe l'impressione di trovarsi in compagnia: la 
voce di Wicca sembrava provenire da una persona dietro di lei. 'E la mia 
immaginazione,' penso, ricordandosi all'improvviso che le era indispensabile credere 
nel ponte tra il visibile e l'invisibile. Non doveva temere ne la delusione ne 
l'insuccesso. 

Adesso era davanti al portale della chiesa. Era un uscio gigantesco, di metallo 
lavorato finemente, con raffigurazioni della vita di alcuni santi. Le apparve 
totalmente diverso da quello veduto nel viaggio con i tarocchi. 

"Apri la porta. Entra." 

Brida senti il freddo del metallo sotto le mani. Nonostante le dimensioni, il portale 
si apri senza costringerla ad alcuno sforzo. Entro in una chiesa immensa. 

"Osserva attentamente tutto cio che vedi," disse Wicca. Malgrado fuori fosse buio, 



si rese conto che una luce intensa penetrava dalle enormi vetrate. Poteva distinguere i 
banchi, gli altari laterali, le colonne ornate di fregi, e alcune candele accese. 
Comunque, tutto sembrava pressoche abbandonato: i banchi apparivano coperti di 
polvere. 

"Dirigiti a sinistra. A un certo punto, troverai un'altra porta. Molto piccola, pero." 

Brida avanzo nella cattedrale. I suoi piedi scalzi si muovevano tra la polvere del 
pavimento, che le provocava una sensazione sgradevole. Da chissa dove, una voce 
arnica la guidava: sapeva che apparteneva a Wicca. Adesso era conscia di non avere 
piu alcun controllo sulla propria immaginazione. Era desta, eppure le risultava 
impossibile non ottemperare a cio che le veniva chiesto. 

Raggiunse la porticina. 

"Entra. Troverai una scala a chiocciola che scende." 

Per varcare la soglia, Brida dovette abbassarsi. Lungo la parete della scala erano 
collocate alcune torce che illuminavano i gradini. II pavimento appariva pulito: 
qualcuno era gia stato li, per accendere le fiaccole. 

"Stai andando incontro alle tue vite passate. Nel sotterraneo della cattedrale c'e una 
biblioteca. Dobbiamo andare la. Io ti sto aspettando alia fine della scala." 

Brida continuo a scendere per un tempo che le parve infinito. La discesa la lascio 
leggermente intontita. Non appena arrivo alia fine della scala, trovo Wicca, avvolta 
nella tunica. Adesso era piu facile, lei si sentiva piu protetta: quella donna esisteva 
anche nella sua trance. 

Wicca apri un'altra porta, situata al termine della scala. 

"Ora ti lascero sola. Io restero fuori, in attesa. Dovrai scegliere un libro, ed esso ti 
rivelera cio che devi sapere." 

Brida non si accorse neppure che Wicca era rimasta indietro: contemplava i volumi 
impolverati. "Dovrei venir qui piu spesso, pulire tutto." II suo passato era sporco e 
versava in uno stato di abbandono: era profondamente dispiaciuta per non aver letto 
quei libri prima. Forse sarebbe riuscita a riversare nella propria vita alcune lezioni 
importanti che aveva ormai dimenticato. 

Guardo i volumi sullo scaffale. 'Ecco come ho vissuto,' penso. Di certo, era molto 
"antica": doveva imporsi di essere piu saggia. Avrebbe voluto rileggere tutto ma, 
poiche non aveva molto tempo, doveva affidarsi aH'intuizione. Ora che aveva 
imparato la strada, sarebbe potuta tornare ogni volta che avesse voluto. 

Per qualche momento, non seppe che decisione prendere. AH'improvviso, quasi 
senza pensare, scelse un libro e lo afferro: non era particolarmente grosso. Brida si 
sedette sul pavimento della stanza. 

Si mise il volume in grembo, e avverti un certo timore. Temeva che, aprendolo, 
non accadesse nulla. Aveva paura di non riuscire a leggere cio che vi era scritto. 

'Devo correre dei rischi. Non devo temere la sconfitta,' penso, aprendo il libro. 
AH'improvviso, mentre sfogliava le pagine, si senti male. Era di nuovo intontita. 

'Sto per svenire,' riusci a dirsi, prima che tutto si rabbuiasse. 



Si sveglid con l'acqua che le gocciolava sul viso. Aveva fatto un sogno molto 
strano, del quale non conosceva il significato: c'erano cattedrali che veleggiavano 
nell'aria e biblioteche stipate di libri. Ma lei non era mai entrata in una biblioteca. 

"Loni, stai bene?" 

No, non stava affatto bene. Non avvertiva piu il piede destro, e sapeva che si 
trattava di un brutto segno. Di certo, non aveva alcuna voglia di conversare, giacche 
non voleva dimenticare il sogno. 

"Loni, svegliati." 

Probabilmente la febbre l'aveva fatta delirare. Quei deliqui le apparivano assai 
vividi. In ogni caso, voleva che smettessero di chiamarla, perche il sogno stava 
svanendo, senza che fosse riuscita a interpretarlo. 

II cielo si era rannuvolato, e le nubi basse quasi sfioravano la torre piu alta del 
castello. Lei prese a guardare fissamente le nuvole. Fortunatamente le era impossibile 
scorgere le stelle: i sacerdoti affermavano che anch'esse non erano particolarmente 
benigne. 

La pioggia cesso poco dopo che ebbe aperto gli occhi. Loni era contenta di 
quell'acqua: la cisterna del castello si sarebbe riempita di nuovo. Lentamente distolse 
lo sguardo dalle nuvole e ritorno a osservare la torre, i falo nella corte e la folia che 
vagava, disorientata. 

"Talbo," mormord, adagio. 

Lui l'abbraccio. Loni avverti il freddo deH'armatura e l'odore di fuliggine dei suoi 
capelli. 

"Quanto tempo e passato? Che giorno e, oggi?" 

"Hai dormito ininterrottamente per tre giorni," rispose l'altro. 

Loni guardo il giovane e provo una certa pena: era piu magro, aveva il volto sporco 
e la pelle spenta, senza vita. Ma nulla di tutto cio aveva importanza: lei lo amava. 

"Ho sete, Talbo." 

"Non c'e acqua. I francesi hanno scoperto il cammino segreto." 

Di nuovo, udi le Voci nella sua testa. Per molto tempo, le aveva odiate: il marito 
era un soldato, un mercenario che combatteva durante la maggior parte dell'anno, e 
lei temeva che le Voci le comunicassero che era morto in qualche battaglia. 
Comunque, aveva scoperto un modo per evitare che le parlassero - era sufficiente che 
concentrasse i suoi pensieri su un antico albero che si trovava nei pressi del villaggio. 
Quando lo faceva, le Voci smettevano di ciarlare. 

Ma adesso era estremamente debole, ed esse erano tornate. 

"Tu morirai," le avevano detto. "Ma lui si salvera." 

"Ha piovuto, Talbo," insistette lei. "Dammi un po' d'acqua. 

Loni guardo ancora le nubi. Avevano coperto il cielo per l'intera settimana, ma 
l'unico risultato era stato quello di oscurare il sole e rendere l'inverno piu freddo e il 
castello piu cupo. Forse i cattolici francesi avevano ragione: probabilmente Dio era 



dalla loro parte. 

Alcuni mercenari si avvicinarono al punto in cui stavano Talbo e Loni. C'erano 
falo ovunque, e lei ebbe la sensazione di essere all'Inferno. 

"I sacerdoti stanno radunando tutti, comandante," disse uno di loro, rivolgendosi a 
Talbo. 

"Siamo stati assoldati per combattere, non per morire," soggiunse un altro. 

"I francesi hanno offerto la resa," comunico Talbo. "Hanno detto che coloro che si 
convertiranno di nuovo alia fede cattolica potranno lasciare il campo senza temere 
alcunche." 

"I Perfetti non accetteranno," sussurrarono le Voci a Loni. Si trattava di qualcosa 
che sapeva. Conosceva i Perfetti: era a causa loro che si trovava li - e non a casa, 
dove soleva aspettare il ritorno del marito dalle guerre. I Perfetti erano assediati in 
quel castello da quattro mesi, e le donne del paese conoscevano il camminamento 
segreto. Durante quell'intero periodo, avevano portato cibo, abiti e munizioni; durante 
tutto quel tempo, avevano potuto incontrare i mariti - era grazie alle compagne che 
avevano potuto continuare a combattere. Ma il passaggio nascosto era stato scoperto, 
e adesso Loni non poteva piu tornare indietro. Ne lei ne le altre mogli. 

Cerco di sedersi: il piede le doleva tremendamente. Le Voci le dicevano che era un 
brutto segno. 

"Non abbiamo niente a che vedere con il loro Dio. Non vogliamo morire per 
qualcosa che non ci riguarda, comandante," disse un altro mercenario. 

Nel castello prese a suonare un gong. Talbo si alzo. 

"Portami con te, ti prego," implord Loni. L'uomo guardo i compagni, e fisso la 
donna tremante di fronte a se. Per un momento, non seppe che decisione prendere: i 
suoi uomini erano abituati alia lotta - e sapevano che i soldati innamorati tendono a 
nascondersi durante la battaglia. 

"Sto per morire, Talbo. Portami con te, ti prego." 

Uno dei mercenari guardo il comandante. 

"Non e il caso di lasciarla qui sola," disse. "I francesi potrebbero ricominciare a 
spar are." 

Talbo finse di accettare quella motivazione. Sapeva che i nemici non avrebbero 
ripreso a sparare: era in atto una tregua e stavano negoziando la resa di Monsegur. Di 
certo, il mercenario capiva i sussulti del cuore del suo comandante - probabilmente 
era innamorato anche lui. 

"Lui sa che stai per morire," dissero le Voci a Loni, mentre Talbo la prendeva 
delicatamente in braccio. Lei non voleva ascoltare cio che le stavano dicendo: si 
ricordo di un pomeriggio d'estate in cui avevano attraversato cosi un campo di grano. 
Anche allora aveva sete, ed entrambi avevano bevuto l'acqua di un ruscello che 
scendeva dalla montagna. 



Una folia si radund presso la grande roccia che si confondeva con la muraglia 
occidentale della fortezza di Monsegur. Erano uomini, soldati, donne e bambini. 
Nell'aria regnava un silenzio opprimente: Loni sapeva che non era dovuto a una 
forma di rispetto verso i sacerdoti, bensi al timore di cio che sarebbe potuto accadere. 

I sacerdoti entrarono. Erano assai numerosi, e portavano neri mantelli con enormi 
croci gialle ricamate. Si sedettero sulle scale esterne del muraglione, davanti alia 
torre. Per ultimo entro un prelato con i capelli bianchi, che raggiunse la parte piu alta 
del bastione. La sua figura era illuminata dalle fiamme dei falo; il vento scuoteva la 
sua veste corvina. 

Quando arrivo in cima e si fermd, quasi tutti si inginocchiarono e, con le mani 
giunte, batterono il capo sul suolo per tre volte. Talbo e i suoi mercenari rimasero in 
piedi: erano stati assoldati solo per combattere. 

"Ci e stata offerta la resa," disse il sacerdote, dall'alto della muraglia. "Siete liberi 
di andarvene." 

Un sospiro di sollievo percorse la folia. 

"Le anime del Dio Straniero rimarranno nel regno di questo mondo. Quelle del Dio 
Autentico torneranno alia Sua infinita misericordia. La guerra continuera, tuttavia non 
durera in eterno. Perche, alia fine, il Dio Straniero verra sconfitto, pur avendo 
corrotto una parte degli angeli. Quel Dio sara vinto, ma non distrutto: giacera 
nell'Inferno per l'eternita, insieme alle anime che ha sedotto." 

Tutti guardavano l'uomo alia sommita della muraglia. Non erano piu tanto sicuri di 
voler fuggire, giacche avrebbero dovuto patire in eterno. 

"La Chiesa Catara e la vera chiesa," continuo il sacerdote. "Grazie a Gesu Cristo e 
alio Spirito Santo, siamo riusciti ad arrivare alia comunione con Dio. Non abbiamo 
bisogno di reincarnarci ancora. Non abbiamo bisogno di ritornare nel regno del Dio 
Straniero." 

Loni noto che tre sacerdoti uscirono dal gruppo e aprirono alcune Bibbie davanti 
alia folia. 

"Ora verra distribuito il consolamentum a coloro che vorranno morire con noi. 
Laggiu ci attende il rogo. Sara una morte orribile, tra grandi sofferenze. Sara una 
morte lenta, e il dolore provocato dalle fiamme alle nostre carni non e paragonabile a 
nessun altro che abbiate mai provato. 

"Ma non tutti avranno quest'onore: e riservato soltanto ai veri catari. Gli altri 
saranno condannati alia vita." 

Timidamente, due donne si avvicinarono ai sacerdoti che reggevano le Bibbie 
aperte. Si fece avanti anche un adolescente, che era riuscito a liberarsi della stretta 
della madre. 

Quattro mercenari raggiunsero Talbo. 

"Vogliamo ricevere il sacramento, comandante. Vogliamo essere battezzati." 

"E in questo modo che si perpetua la Tradizione," dissero le Voci. "Allorche gli 
uomini sanno morire per un'idea." 

Loni rimase in attesa della decisione di Talbo. Quei mercenari avevano combattuto 



tutta la vita per denaro, finche si erano resi conto che taluni individui scelgono di 
lottare soltanto per cio che ritengono giusto. 

Talbo infine assenti: stava per perdere alcuni dei suoi uomini migliori. 

"Lasciamo questo posto," disse Loni. "Dirigiamoci verso le mura. Ci e stato detto 
che chi vuole pud andarsene." 

"E meglio riposare, Loni." 

"Tu morirai," sussurrarono nuovamente le Voci. 

"Voglio guardare i Pirenei. Voglio vedere la valle ancora una volta, Talbo. Tu sai 
che moriro." 

Si, lo sapeva. Era un uomo avvezzo al campo di battaglia, e conosceva le ferite che 
uccidevano i suoi soldati. Quella di Loni, aperta da tre giorni, le stava avvelenando il 
sangue. 

Chi aveva ferite che non cicatrizzavano sarebbe potuto sopravvivere due giorni o 
due settimane - non di piu. 

Loni era prossima alia morte. La febbre era scomparsa, e Talbo sapeva che si 
trattava di un brutto segno. Fintantoche il piede le doleva e la febbre la bruciava, 
l'organismo stava lottando. Ma ormai non c'era piu lotta - soltanto attesa. 

"Tu non hai paura," dissero le Voci. No, Loni non aveva paura. Fin da bambina 
sapeva che la morte era solo un altro inizio. A quell'epoca, le Voci erano le sue 
compagne piu fidate. E avevano volti, corpi, gesti che soltanto lei poteva scorgere. 
Erano esseri che provenivano da mondi diversi, conversavano e non la lasciavano mai 
sola. Aveva avuto un'infanzia molto divertente - giocava con gli altri bambini e, 
utilizzando quegli amici invisibili, cambiava posto alle cose ed emetteva strani suoni, 
facendoli spaventare. A quell'epoca, sua madre era grata per il fatto che vivessero in 
un paese cataro: "Se qui dominassero i cattolici, saresti bruciata viva," soleva dire. I 
catari non davano importanza a quelle manifestazioni: ritenevano che i buoni fossero 
buoni, che i cattivi fossero cattivi, e che nessuna forza dell'Universo potesse cambiare 
tutto cio. 

Poi erano arrivati i francesi, sostenendo che non esisteva alcun paese cataro. E, da 
quando aveva otto anni, lei aveva conosciuto solo la guerra. 

La guerra le aveva portato qualcosa di bellissimo: un marito, assoldato in terre 
lontane dai sacerdoti catari, i quali si rifiutavano di impugnare una qualsiasi arma. Ma 
le aveva recato anche qualcosa di orrendo: la paura di essere bruciata viva, giacche i 
cattolici si avvicinavano sempre piu al villaggio. Aveva cominciato a temere i suoi 
amici invisibili e, a poco a poco, questi erano scomparsi dalla sua esistenza. 
Comunque, erano rimaste le Voci: seguitavano a svelarle cio che sarebbe accaduto, e 
a indicarle come doveva agire. Loni, pero, non desiderava piu la loro amicizia, perche 
sapevano sempre troppo: fu allora che una Voce le insegno la pratica dell'albero 
sacro. Da quando era cominciata la crociata contro i catari e i cattolici francesi 
vincevano una battaglia dopo l'altra, lei aveva smesso di udire le Voci. 

Poiche quel giorno non aveva piu la forza per concentrarsi sull'albero, le Voci 
erano ricomparse. Non ne era dispiaciuta. Anzi, ne aveva bisogno: le avrebbero 
indicato il cammino, dopo che fosse morta. 

"Non preoccuparti per me, Talbo. Non ho paura di morire," disse Loni. 



Raggiunsero la sommita della muraglia. Un vento gelido soffiava incessante, e 
Talbo cercd di ripararsi nel mantello. Loni non avvertiva piu il freddo. Volse lo 
sguardo verso i chiarori della citta all'orizzonte e verso i fuochi deiraccampamento ai 
piedi della montagna. I falo costellavano quasi l'intera vallata. I francesi attendevano 
la decisione finale. 

Loni e il marito udirono il suono di un flauto pro venire dal basso, insieme al canto 
di alcune voci. 

"Sono soldati," disse Talbo. "Poiche sanno che la morte potrebbe ghermirli in 
qualsiasi istante, per loro la vita e sempre una grande festa." 

Loni provo una rabbia immensa nei confronti della vita. Le Voci le stavano 
raccontando che Talbo avrebbe incontrato altre donne, avrebbe avuto dei figli e si 
sarebbe arricchito con i saccheggi delle citta. "Ma giammai amera qualcuno come te, 
perche tu sarai parte di lui per sempre," aggiunsero. 

Rimasero per qualche tempo ad ammirare il paesaggio giu in basso, abbracciati, 
ascoltando il canto dei guerrieri. Loni senti che quella montagna era stata lo scenario 
di altre guerre in passato, un passato talmente remoto che neppure le Voci riuscivano 
a rammentare. 

"Siamo eterni, Talbo. Me l'hanno detto le Voci, nei giorni in cui potevo vedere i 
loro corpi e i loro volti." 

Talbo sapeva del Dono della moglie. Ma era da tempo che lei non ne parlava. 
Forse per il delirio. 

"Anche se e cosi, nessuna esistenza e uguale a un'altra. E magari non ci 
incontreremo mai piu. Ma io voglio che tu sappia che ti ho amato per tutta la vita. 
Che ti ho amato prima di conoscerti. Che sei parte di me. 

'To morird. Poiche domani e un giorno adatto per esalare l'ultimo respiro come 
qualsiasi altro, vorrei morire insieme ai sacerdoti. Io non ho mai capito che cosa 
pensassero del mondo, ma so che hanno sempre compreso me. Voglio accompagnarli 
nell'altra vita. Potrei essere un'ottima guida, visto che ho gia conosciuto quegli altri 
mondi." 

Loni riflette sull'ironia del destino. Aveva temuto che le Voci la conducessero sulla 
via del rogo. Ma il supplizio del fuoco si trovava gia sul suo cammino - comunque. 

Talbo guardo la moglie. I suoi occhi stavano perdendo il loro splendido bagliore, 
ma lei conservava intatto il fascino di quando l'aveva conosciuta. Non le aveva mai 
parlato di alcune cose - non le aveva raccontato delle donne avute in premio dopo una 
battaglia, delle donne incontrate durante i suoi viaggi per il mondo, delle donne che 
attendevano il suo ritorno in innumerevoli contrade. Non gliene aveva mai parlato 
perche era sicuro che Loni sapesse tutto e lo perdonasse sempre: lui era il suo Grande 
Amore, e il Grande Amore e al di sopra delle vicende di questo mondo. 

In qualsiasi caso, c'erano altre cose che non le aveva mai confessato, e che 
probabilmente lei non sarebbe riuscita a scoprire: la sua presenza, il suo affetto e la 



sua allegria erano gli artefici del fatto che lui avesse ritrovato il senso della vita. 
L'amore di quella donna lo aveva spinto ai confini piu remoti della Terra, poiche 
desiderava raggiungere una ricchezza sufficiente per acquistare un terreno e vivere in 
pace con lei il resto dei suoi giorni. Era stata l'immensa fiducia in quella creatura 
fragile, il cui corpo si stava spegnendo, che lo aveva spronato a battersi 
onorevolmente, sapendo che dopo la lotta avrebbe potuto dimenticare gli orrori della 
guerra nel suo grembo. Era l'unico grembo che gli appartenesse veramente, malgrado 
tutte le donne avute nel mondo. L'unico grembo in cui riuscisse a chiudere gli occhi e 
addormentarsi come un bambino. 

"Va' a chiamare un sacerdote, Talbo," disse Loni. "Voglio ricevere il battesimo." 

Per un istante, Talbo vacillo: solo i guerrieri sceglievano come morire. Ma quella 
donna stava offrendo la sua vita per amore: per lei, forse l'amore era una forma 
sconosciuta di guerra. 

Si alzo e inizio a scendere la scala del bastione. Loni tento di concentrarsi sulla 
musica che proveniva dal basso e rendeva piu facile la morte. Nel frattempo, le Voci 
seguitavano a parlare. 

"Nella propria vita, ogni donna si trova nella condizione di utilizzare i Quattro 
Anelli della Rivelazione. Tu ne hai usato soltanto uno, ed era quello sbagliato," 
dissero le Voci. 

Loni si guardo le dita. Erano ferite, e rivelavano unghie sporche. Non c'era alcun 
anello. Le Voci risero. 

"Sai perfettamente a cosa ci riferiamo," dissero. "La Vergine, la Santa, la Martire, 
la Strega." 

Nel suo intimo, Loni sapeva cosa intendevano le Voci. Tuttavia non se ne 
ricordava. Lo aveva scoperto molto tempo addietro, in un'epoca in cui gli uomini si 
vestivano in maniera di versa e guardavano il mondo in un altro modo. A quel tempo, 
lei aveva un altro nome e parlava un'altra lingua. 

"Rappresentano i quattro modi con cui la donna comunica con l'Universo," 
continuarono le Voci, come se reputassero che fosse importante per lei ricordare cose 
tanto antiche. "La Vergine possiede il potere dell'uomo e della donna. E condannata 
alia Solitudine, ma la Solitudine rivela molti segreti. Essa e il prezzo che deve pagare 
la Vergine: non aver bisogno di nessuno, consumarsi nel proprio amore per tutti e, 
attraverso la Solitudine, scoprire la sapienza del mondo." 

La donna continuava a fissare l'accampamento, laggiu in basso. Si, sapeva. 

"Poi c'e la Martire," proseguirono le Voci. "La Martire detiene il potere di coloro 
ai quali il dolore e la sofferenza non causano alcun male. Si abbandona, soffre e, 
attraverso il Sacrificio, arriva a scoprire la sapienza del mondo." 

Loni si guardo di nuovo le mani: con un bagliore davvero strano, l'anello della 
Martire le cingeva un dito. 

"Avresti potuto scegliere la rivelazione della Santa, sebbene quello non fosse 
l'anello che ti si addiceva," dissero le Voci, a questo punto. "La Santa possiede il 
coraggio delle creature che reputano il Dare Tunica maniera di Ricevere. Sono un 
pozzo senza fondo, al quale gli uomini attingono incessantemente. E se nel pozzo 
manca l'acqua, la Santa offre il proprio sangue, affinche gli altri possano bere ancora 



e sempre. Attraverso l'Abbandono di se, la Santa scopre la sapienza del mondo." 
Le Voci tacquero. Loni udi i passi di Talbo che saliva la scala di pietra. Sapeva 

qual era il suo anello in questa vita: era quello che aveva usato nelle vite passate, 

allorche portava altri nomi e parlava lingue diverse. Con quell'anello, la Sapienza del 

Mondo veniva scoperta attraverso il Piacere. 

Ora, pero, non voleva ricordarlo. Invisibile, l'anello della Martire brillava sul suo 

dito. 



Talbo si avvicind. E, all'improvviso, levando gli occhi verso di lui, Loni notd che 
la notte era pervasa da un bagliore magico, come se fosse un giorno di sole. 

"Svegliati," dicevano le Voci. 

Erano voci diverse, perd, che non aveva mai udito. Si accorse che qualcuno le 
stava massaggiando il polso sinistro. 

"Su, Brida, alzati." 

Apri gli occhi e li chiuse immediatamente: la luce del cielo era tremendamente 
intensa. La Morte era qualcosa di strano. 

"Apri gli occhi," disse ancora Wicca. 

Ma lei doveva tornare al castello. II suo amato si era allontanato per andare a 
cercare il sacerdote. Loni non poteva svignarsela in quel modo. Talbo era solo, e 
aveva bisogno di lei. 

"Parlami del tuo Dono." 

Wicca non le dava tempo per pensare. Sapeva che lei aveva preso parte a qualcosa 
di straordinario, qualcosa di piu forte dell'esperienza dei tarocchi. In qualsiasi caso, la 
incalzava. Non capiva e non rispettava i suoi sentimenti: voleva soltanto scoprire il 
suo Dono. 

"Parlami del tuo Dono," ripete Wicca, ancora una volta. 

Brida trasse un profondo respiro, soffocando la rabbia. Ma era inutile: quella donna 
avrebbe insistito finche non le avesse raccontato qualche cosa. 

"Ero una donna innamorata di..." 

Con un movimento rapido, Wicca le tappo la bocca. Poi si alzo, fece dei gesti 
strani nell'aria e, di nuovo, volse il suo sguardo verso di lei. 

"Dio e la parola. Ricorda: e Verbo. Attenta! Presta attenzione a cio che dici, in 
qualsiasi situazione e istante della tua vita." 

Brida non capiva il motivo di quella reazione. 

"Dio si manifesta in ogni cosa, ma la parola costituisce uno dei Suoi mezzi preferiti 
per agire, giacche essa e il pensiero trasformato in vibrazione. Parlando, introduci 
nell'aria intorno a te cio che prima era soltanto energia. Stai sempre molto attenta a 
tutto quello che dici," continuo Wicca. "La parola possiede un potere piu grande di 
molti rituali." 

Brida seguitava a non capire. Non aveva altro modo di raccontare la propria 
esperienza, se non attraverso le parole. 

"Ti riferivi a una donna," prosegui Wicca, "ma tu non sei mai stata lei, bensi 
soltanto una sua parte. E possibile che altri abbiano la tua medesima memoria." 

La ragazza si sentiva derubata. La donna della visione era forte, e lei non avrebbe 
voluto condividerla con altri. Oltretutto, c'era Talbo. 

"Parlami del tuo Dono," ripete Wicca, per l'ennesima volta. Non poteva permettere 
che quella giovane restasse abbagliata dall'esperienza appena vissuta. Generalmente i 
viaggi nel tempo portano con se molti problemi. 



"Ho tante cose da raccontare. E voglio parlarne con te, poiche nessun altro mi 
crederebbe. Ti prego," insistette Brida. 

E prese a narrare, incominciando dal momento in cui la pioggia le bagno il viso. Le 
era stata concessa una possibility, e non poteva sprecarla: si trovava con qualcuno che 
credeva neH'inverosimile. Sapeva che nessuno l'avrebbe ascoltata con il medesimo 
rispetto, giacche le persone avevano paura di scoprire la magia insita nell'esistenza 
quotidiana: erano abituate alle loro case, ai loro impieghi, alle loro aspettative e, se 
fosse comparso un individuo e avesse affermato che era possibile viaggiare nel tempo 
- che era possibile vedere castelli nell'Uni verso, tarocchi che raccontavano storie, 
uomini che camminavano nella Notte Buia -, si sarebbero sentite scippate della 
propria vita: possedevano soltanto cio di cui potevano disporre materialmente, e la 
loro esistenza era sempre lo stesso giorno, la stessa notte, gli stessi fine-settimana. 

Ecco perche Brida doveva approfittare di quell'occasione: se le parole erano Dio, 
ebbene... che rimanesse impresso nell'aria che la circondava che lei aveva viaggiato 
nel passato e si ricordava ogni dettaglio come se fosse qualcosa appartenente al 
presente, come se fossero gli arbusti e le piante della foresta. Cosi, quando in seguito 
qualcuno le avesse dimostrato che non era accaduto nulla di cio che aveva raccontato, 
quando il tempo e lo spazio l'avessero portata a dubitare di ogni accadimento, quando 
si fosse infine convinta che tutto era stato solo un'illusione, le parole di quel 
pomeriggio, nel bosco, avrebbero vibrato ancora nell'aria, e almeno una persona - un 
individuo che considerava la magia parte integrante della vita - sarebbe stata in grado 
di comprendere che quelle vicende erano accadute veramente. 

Descrisse il castello, i sacerdoti con i loro mantelli neri e gialli, la visione della 
valle con i falo accesi, il marito che pensava cose che riusciva a captare. Wicca 
ascolto pazientemente: si mostrava interessata solo quando narrava delle Voci che 
scaturivano dalla mente di Loni. In quei momenti, la interrompeva e le domandava se 
fossero voci maschili o femminili (erano di entrambi i sessi), se trasmettessero un 
qualche tipo di emozione (aggressivita o conforto: no, erano impersonali), e se lei 
potesse far levare quelle voci ogniqualvolta lo desiderasse (non lo sapeva: non le era 
mai stato concesso il tempo). 

"Va bene, possiamo andare," disse Wicca, togliendosi il caffettano e riponendolo 
nella sacca. Brida rimase sconcertata: era convinta di meritarsi un qualche elogio. O, 
quanto meno, una spiegazione. II comportamento della donna le ricordo quello di 
certi medici, che si limitano a guardare il paziente con aria impersonale, piu attenti ad 
annotare i sintomi che non a capire il dolore e la sofferenza che essi causano. 



II viaggio di ritorno fu lungo. Quando Brida cercava di affrontare l'argomento della 
sua trance, Wicca si mostrava particolarmente interessata aH'aumento del costo della 
vita, al traffico congestionato del tardo pomeriggio e alle difficolta originate 
dairamministratore del suo palazzo. 

Solo quando furono sedute nelle due poltrone di design italiano, Wicca commentd 
quell'esperienza. 

"Voglio che tu sappia una cosa," disse. "Non devi preoccuparti di spiegare le 
emozioni. Vivi tutto intensamente, e serba cio che hai provato come un dono di Dio. 
Se pensi che non riuscirai a sopportare un mondo dove vivere e piu importante che 
capire, allora lascia perdere la magia. 

"II miglior modo di distruggere il ponte tra il visibile e l'invisibile consiste nel 
tentare di spiegare le emozioni." 

Le emozioni erano cavalli selvaggi, e Brida sapeva che in nessun momento la 
ragione era in grado di dominarle completamente. Una volta, aveva avuto un 
fidanzato, il quale se n'era andato senza un motivo particolare. Lei era rimasta chiusa 
in casa per mesi, ripetendosi quotidianamente le centinaia di difetti, le migliaia di 
inconvenienti di quel rapporto. Ma tutte le mattine si svegliava e pensava a lui, 
sapendo che se le avesse telefonato, avrebbe finito per accettare un incontro. 

II cane abbaio dalla cucina. Brida sapeva che si trattava di un segnale: la visita era 
conclusa. 

"Ti prego, Wicca, non abbiamo neppure parlato," implord. "E io avrei bisogno di 
farti un paio di domande." 

La padrona di casa si alzo. Quella giovane trovava sempre il modo di porre le 
domande piu importanti proprio nel momento in cui doveva andarsene. 

"Vorrei sapere se i sacerdoti della mia visione sono esistiti realmente." 

"Viviamo esperienze straordinarie e, meno di due ore dopo, ci adoperiamo per 
convincerci che sono un frutto della nostra immaginazione," sentenzio Wicca, mentre 
si avvicinava alia libreria. Brida rammentd quanto aveva pensato nel bosco riguardo 
alle persone che temono l'inverosimile. E si vergogno di se stessa. 

Wicca torno con un libro fra le mani. 

"I catari - o Perfetti - erano gli adepti di una confessione nata nel Sud della Francia 
nella seconda meta del XII secolo. Credevano nella reincarnazione e nel Bene e nel 
Male assoluti. L'umanita era divisa fra credenti e perduti: non serviva a nulla tentare 
di convertire qualcuno. 

"La posizione di distacco nei confronti dei valori terreni fece si che i feudatari 
della Languedoc ne adottassero la dottrina: in tal modo, evitavano di pagare le ingenti 
tasse che la Chiesa Cattolica allora esigeva. Poiche i buoni e i cattivi erano definiti 
prima della nascita, i catari avevano un atteggiamento piuttosto tollerante riguardo al 
sesso - soprattutto verso i comportamenti delle donne -, pur mantenendo una certa 
riserva sui rapporti meramente carnali. Si dimostravano rigorosi e inflessibili soltanto 



con coloro che ricevevano l'ordinazione sacerdotale. 

"La comunita non si trovd ad affrontare alcun problema fino a quando il catarismo 
non comincid a diffondersi in numerose citta. Intuendo la minaccia, la Chiesa 
Cattolica bandi una crociata contro gli eretici. Per quarant'anni, catari e cattolici 
ingaggiarono sanguinose battaglie ma, alia fine, con l'aiuto di varie nazioni, le forze 
tradizionaliste arrivarono a distruggere tutte le citta che avevano adottato la nuova 
religione. Resistette soltanto la fortezza di Monsegur, sui Pirenei, dove i catari 
rimasero asserragliati finche non venne scoperto il camminamento segreto attraverso 
cui ricevevano i rifornimenti. Una mattina del marzo 1244, dopo la resa della 
roccaforte, duecentoventi catari si lanciarono salmodiando neH'immenso falo acceso 
alia base della montagna sulla quale sorgeva il castello." 

Wicca racconto tutto cio con il libro chiuso in grembo. Soltanto quando ebbe 
concluso la narrazione, sfoglio le pagine alia ricerca di una fotografia. 

Brida guardo l'illustrazione: alcuni ruderi, con la torre pressoche diroccata, ma con 
i muraglioni intatti. Ecco la corte, la scala lungo la quale erano saliti Loni e Talbo, la 
roccia che si confondeva con il bastione. 

"Mi hai detto che volevi farmi un paio di domande. Qual e la seconda?" 

Non lo sapeva: forse la richiesta non era cosi importante. Brida non riusciva a 
pensare: si sentiva strana. Poi, con un certo sforzo, si ricordo di cio che voleva sapere. 

"Vorrei sapere perche perdi il tuo tempo con me. Perche desideri insegnarmi." 

"Perche cosi stabilisce la Tradizione," replied Wicca. "Ti sei divisa piuttosto poco 
nelle successive incarnazioni. Appartieni alia stirpe mia e dei miei amici: siamo lo 
stesso tipo di gente. Siamo gli esseri incaricati di preservare la Tradizione della Luna. 

"Tu sei una Strega." 

Brida non presto attenzione alle parole di Wicca. Non le sovvenne neppure di 
fissare un nuovo incontro: in quel momento, voleva solo andarsene da li, riavvicinarsi 
a cose che la riconducessero a un mondo familiare - un'infiltrazione nella parete, un 
pacchetto di sigarette gettato sul pavimento, un fascio di corrispondenza dimenticato 
sul tavolo del portinaio. 

"Domani devo andare al lavoro." D'un tratto, si preoccupava per l'orario. 

Nel tragitto verso casa, si immerse in una serie di calcoli sul fatturato delle 
esportazioni della sua ditta nella settimana precedente: giunse a elaborare un sistema 
per semplificare alcune procedure. Ne fu molto contenta: al suo capo sarebbe piaciuta 
quella soluzione e, magari, le avrebbe concesso un aumento di stipendio. 

Arrivo a casa, ceno, guardo un po' di televisione. Poi trascrisse su un foglio il 
sistema di calcolo delle esportazioni. E stramazzd esausta sul letto. 

II fatturato delle esportazioni aveva acquisito una considerevole importanza nella 
sua vita: d'altronde, veniva retribuita per lavorare su questo genere di cose. 

II resto non esisteva: era menzogna. 



Per una settimana, Brida continud a svegliarsi alia solita ora, lavord nella ditta di 
esportazioni con enorme dedizione e ricevette meritati elogi dal suo capo. Non perse 
una sola lezione all'universita, e s'interesso di ogni argomento trattato dalla miriade di 
riviste esposte nelle edicole. Aveva un solo desiderio: non pensare. Quando, 
indipendentemente dalla sua volonta, le sovveniva di aver incontrato un Mago sulla 
montagna e una Strega in citta, gli esami del semestre successivo e il commento fatto 
da una certa arnica su un'altra compagna scacciavano quei ricordi. 

Arrivo il venerdi, e il fidanzato ando a prenderla all'uscita dell'universita per 
recarsi al cinema. Piu tardi, raggiunsero il solito bar e discussero del film, degli amici 
e delle novita nei rispettivi posti di lavoro. Poi incontrarono alcuni conoscenti di 
ritorno da una festa e cenarono insieme a loro, ringraziando Dio che a Dublino ci 
fosse un ristorante ancora aperto. 

Alle due del mattino, gli altri si congedarono, e loro decisero di andare a casa di 
Brida. Appena arrivati, lei mise un long-playing degli Iron Butterfly sul piatto del 
giradischi e preparo un whisky doppio per ciascuno. Rimasero abbracciati sul divano, 
in silenzio, sereni. Lorens le accarezzo i capelli e, poi, i seni. 

"E stata una settimana folle," disse Brida, aH'improvviso. "Ho lavorato duramente, 
ho preparato alcuni esami e ho comprato tremila cose." 

II disco fini. Lei si alzo per voltarlo. 

"Ti ricordi lo sportello della credenza che si era sganciato? Be'... finalmente sono 
riuscita a trovare il tempo per chiamare qualcuno che venisse a ripararlo. Ah, poi 
sono dovuta andare piu volte in banca: una per ritirare i soldi che mi ha mandato 
papa, un'altra per depositare gli assegni della ditta, e un'altra ancora per..." 

Lorens la fissava. 

"Perche mi guardi cosi?" domandd Brida. II suo tono di voce era aggressive 
Accidenti, quell'uomo davanti a lei mostrava sempre una grande tranquillita - adesso 
continuava a fissarla, incapace di dire qualcosa di intelligente: era una situazione 
assurda. No, non aveva alcun bisogno di lui. Non aveva bisogno di nessuno. 

"Perche mi guardi cosi?" ripete. 

Ma l'altro non rispose. Si alzo e, con molta dolcezza, la ricondusse verso il divano. 

"Non presti attenzione a niente di quello che dico," continud Brida, disorientata. 

Lorens la strinse a se. 

"Le emozioni sono cavalli selvaggi." 

"Raccontami tutto," disse Lorens, con tenerezza. "Ascoltero e rispettero la tua 
decisione. Anche se si tratta di un altro uomo. Anche se si tratta di un addio. 

"E molto tempo che stiamo insieme, ormai. Ma io non ti conosco a fondo, non 
posso dire di sapere come realmente sei. Tuttavia so come non sei. E tu non sei stata 
te stessa per l'intera serata." 

Brida senti di voler piangere. Ma aveva gia sprecato troppe lacrime con le Notti 
Buie, con i tarocchi che parlavano, con le foreste incantate. Le emozioni erano cavalli 



selvaggi: alia fine, non rimaneva altro da fare che liberarli. 

Si sedette di fronte a Lorens: gli sovvenne che sia il Mago sia Wicca amavano 
questa posizione. Poi, senza interrompersi, gli raccontd tutto cio che le era successo a 
partire dail'incontro con il Mago sulla montagna. II giovane ascoltd in silenzio. 
Quando Brida gli parlo dell'illustrazione del libro, le domando se, in qualcuno dei 
suoi corsi, avesse mai sentito parlare dei catari. 

"So che non credi a nulla di quanto ti ho raccontato," disse la ragazza. "Tu pensi 
che sia stato il mio inconscio, che mi siano riaffiorate nella mente cose che gia 
conoscevo. No, Lorens, prima non avevo mai sentito parlare dei catari. In qualsiasi 
caso, so che hai una spiegazione per tutto." 

A Brida tremavano le mani: non riusciva a controllare quel tremito. Lorens si alzo, 
prese un foglio di carta e vi pratico due fori - a una distanza di venti centimetri l'uno 
dall' altro. Poso il foglio sul tavolo, appoggiandolo alia bottiglia di whisky, in modo 
che rimanesse verticale. 

Quindi si reed in cucina e torno con un tappo di sughero. 

Si sedette a capotavola e spinse la bottiglia con il foglio verso l'estremita opposta 
del piano. Dopodiche piazzo il tappo davanti a se. 

"Vieni qui," disse. 

Brida si alzo. Cercava di dissimulare il tremore delle mani, anche se lui non 
sembrava attribuirgli la minima importanza. 

"Fingeremo che questo tappo sia un elettrone, una delle particelle che compongono 
l'atomo. D'accordo?" 

La ragazza annui. 

"Allora... fa' attenzione. Se avessi a disposizione certe apparecchiature 
sofisticatissime che consentono di 'sparare gli elettroni', e se io sparassi questo in 
direzione del foglio, esso passerebbe attraverso i due buchi contemporaneamente - lo 
sapevi? Di strano, e'e solo il fatto che passerebbe attraverso entrambi i fori senza 
dividersi" 

"Non ci credo," disse Brida. "E impossibile." 

Lorens prese il foglio e lo getto nella spazzatura. Poi ripose il tappo dove lo aveva 
preso - era una persona molto ordinata. 

"Tu non ci credi, ma e la verita. E qualcosa che tutti gli scienziati sanno, sebbene 
non riescano a spiegarlo. 

"Io non credo a nulla di quanto mi hai raccontato, eppure so che e la verita." 

Le mani di Brida tremavano ancora. Ma lei non voleva piu piangere, e non era sul 
punto di perdere il controllo di se. Si limitd ad accorgersi che l'effetto dell'alcol era 
completamente passato. Adesso era lucida - una lucidita piuttosto strana. 

"E come si comportano gli scienziati di fronte ai misteri della scienza?" 

"Entrano nella Notte Buia - per usare un'espressione che mi hai insegnato tu. Noi 
sappiamo che il mistero non ci abbandonera mai: e cosi impariamo ad accettarlo e a 
convivere con esso. 

"Secondo me, si tratta di qualcosa che riguarda molte situazioni della vita. Durante 
l'educazione di un figlio, una madre deve avvertire le medesime sensazioni di chi 
sprofonda in una Notte Buia. E lo stesso accade a un emigrante che lascia la propria 
patria in cerca di lavoro e fortuna. Entrambi sono convinti che i loro sforzi verranno 



ricompensati e che, un giorno, saranno in grado di comprendere cio che gli e accaduto 
lungo il cammino - e che, all'epoca, gli sembrava tremendamente spaventoso. 

"Non sono le spiegazioni che ci fanno andare avanti: e la nostra volonta di 
proseguire." 

All'improvviso, Brida avverti una stanchezza immensa. Aveva bisogno di dormire. 
II sonno era l'unico regno magico in cui sarebbe riuscita a entrare. 



Quella notte, fece un sogno bellissimo, nel quale c'erano mari e isole coperte di 
alberi. Si sveglid all'alba, e si senti felice allorche vide che Lorens stava dormendo 
accanto a lei. Si alzo e si avvicind alia finestra della camera, per ammirare la Dublino 
addormentata. 

Ripenso a suo padre, che era solito accompagnarla alia finestra quando lei si 
svegliava in preda alia paura. II ricordo le riportd alia mente un'altra scena 
dell'infanzia. 

Si trovava su una spiaggia con il padre, il quale le aveva chiesto di controllare se la 
temperatura dell'acqua era accettabile. Brida aveva cinque anni, ed era contenta di 
poter rendersi utile: era andata in riva al mare e si era bagnata i piedi. 

"Ho messo i piedi nell'acqua: e fredda," aveva detto, di ritorno. 

Allora il genitore l'aveva presa in braccio, l'aveva riportata sul bagnasciuga e, 
senza proferire parola, l'aveva lanciata in acqua. Dapprima si era spaventata, poi era 
stata felice per quello scherzo. 

"Com'e l'acqua?" le aveva domandato il padre. 

"Piacevole," aveva risposto lei. 

"Perfetto. Sappi che, d'ora in avanti, quando vorrai conoscere qualche cosa, dovrai 
immergerti in essa." 

Aveva dimenticato questa lezione assai rapidamente. Nonostante avesse appena 
ventun anni, si era gia interessata di moltissime cose, desistendo con la medesima 
rapidita con cui si era appassionata a esse. Non temeva le difficolta: piuttosto la 
spaventava l'obbligo di dover scegliere un cammino. 

Scegliere un cammino significava abbandonare gli altri. Davanti, aveva un'intera 
vita da vivere, e si diceva sempre che forse, nel futuro, si sarebbe pentita di cio che 
aveva deciso di fare in un determinato momento. 

'Ho paura di impegnarmi,' penso. Avrebbe voluto percorrere tutti i cammini 
possibili ma, seguendo quell'istinto, si sarebbe ritrovata a non intraprenderne nessuno. 

Neppure nella cosa piu importante della sua vita, l'amore, era riuscita a raggiungere 
una meta: dopo la prima delusione, aveva scelto di non abbandonarsi piu totalmente. 
Temeva la sofferenza, la perdita, l'inevitabile separazione. Di certo, erano pericoli 
sempre presenti lungo la strada dell'amore, e Tunica maniera di evitarli era quella di 
rinunciare a percorrere quel cammino. Per non soffrire, era indispensabile non amare. 

Come se, per non scorgere le brutture della vita, si dovesse obbligatoriamente 
cavarsi gli occhi. 

"E davvero complicato vivere." 

Bisognava correre dei rischi, seguire alcune strade e abbandonarne altre. Si ricordo 
che Wicca le parlava di talune persone che percorrono determinati cammini soltanto 
per dimostrare che non gli servono. Ma questo non era la cosa peggiore - era assai 
peggio scegliere, e passare il resto della vita domandandosi se quella fosse stata 
l'opzione giusta. Nessuno era in grado di decidere senza paura. 



Eppure si trattava della legge della vita. Si trattava della Notte Buia, alia quale 
nessuno pud sfuggire, sia nel caso in cui non prenda una decisione, sia nel caso in cui 
non abbia il coraggio di cambiare qualcosa: in fondo, entrambe le situazioni 
costituivano implicitamente una scelta, un cambiamento. Una soluzione raggiunta 
senza l'ausilio dei tesori celati nella Notte Buia. 

Era possibile che Lorens avesse ragione. Alia fine, avrebbero riso delle loro paure 
iniziali. Proprio come lei aveva riso dei serpenti e degli scorpioni con cui aveva 
popolato la foresta. Nella sua disperazione, non si era ricordata che il patrono 
d'Irlanda, San Patrizio, aveva scacciato tutti i serpenti dal paese. 

"E davvero splendido che tu esista, Lorens," disse sottovoce, per paura che lui la 
udisse. 

Poi torno a letto, e il sonno arrivo rapidamente. Prima, pero, si ricordo di un'altra 
storia che riguardava il padre. Era domenica, ed erano andati a pranzo dalla nonna, 
insieme con tutta la famiglia. Brida aveva circa quattordici anni, e si lagnava per il 
fatto che non riusciva a concludere un certo compito per la scuola: ogni tentativo di 
soluzione, alia fine risultava sbagliato. 

"Forse questi errori ti stanno insegnando qualcosa," le aveva suggerito il padre, 
dopo un po'. Ma Brida aveva replicato, dicendo che, no, non era cosi: ormai aveva 
imboccato una strada sbagliata, e non c'era piu niente da fare. 

Allora il genitore l'aveva presa per mano, conducendola nella sala dove la nonna 
era solita guardare la televisione. Li c'era un grande orologio a pendolo, antico: era 
fermo ormai da molti anni, perche mancavano alcuni pezzi. 

"Nel mondo non esiste nulla di completamente sbagliato, figlia mia," le aveva 
detto il padre, indicando l'orologio. "Persino un orologio fermo riesce a segnare l'ora 
esatta due volte al giorno." 



Cammind per qualche tempo sulla montagna, finche incontro il Mago. L'uomo era 
seduto su una roccia, in prossimita della cima, e contemplava la vallata e le alture che 
sorgevano a ovest. Cera una vista bellissima, e Brida si ricordd che gli spiriti 
preferivano questo genere di luoghi. 

"Ma... il Signore e soltanto il Dio della bellezza?" domandd, non appena gli fu 
vicino. "Se fosse cosi, cosa accadrebbe alle persone e ai luoghi brutti della Terra?" 

II Mago non rispose. Brida fu avvilita. 

"Forse non ti ricordi chi sono. Sono venuta qui due mesi fa. Ho trascorso una notte 
intera, da sola, nella foresta, ripromettendomi di tornare solo quando avessi scoperto 
il mio cammino. 

"Ho conosciuto una donna di nome Wicca." 

II Mago strizzo gli occhi: sapeva che la giovane non si sarebbe accorta di nulla. 
Sorrise per la grande ironia del destino. 

"Wicca mi ha detto che sono una Strega," prosegui la giovane. 

"Non ti fidi di lei?" 

Era la prima domanda che il Mago le faceva da quando si era avvicinata. Brida 
provo una sensazione di gioia: l'uomo ascoltava le sue parole. Fino a quel momento, 
non ne aveva la certezza. 

"Mi fido," rispose. "Cosi come confido della Tradizione della Luna. In qualsiasi 
caso, so che la Tradizione del Sole mi ha aiutato, obbligandomi a comprendere la 
Notte Buia. Ecco perche sono tornata qui." 

"Allora siediti, e contempla il tramonto," disse il Mago. 

"Non voglio restare di nuovo sola nella foresta," replied la giovane. "L'ultima volta 
che sono stata..." 

II Mago la interruppe: 

"Non parlare cosi. Dio sta nelle parole." 

Era cio che aveva sostenuto anche Wicca. 

"Cos'ho detto di sbagliato?" 

"Se affermi che e stata l'ultima volta', e possibile che si trasformi davvero in tale. 
In realta, tu intendevi dire: 'La volta piu recente in cui sono stata...'" 

Brida comincid a preoccuparsi: da ora in avanti, avrebbe dovuto prestare grande 
attenzione alle parole. Decise di sedersi e rimanere in silenzio, dedicandosi a cio che 
le aveva consigliato il Mago: contemplare il tramonto. 

Osservare il tramonto la rendeva nervosa. Adesso mancava quasi un'ora al 
crepuscolo, e Brida aveva molti fatti da raccontare, tante cose da dire e domandare. 
Ogni volta che si ritrovava a non agire, a contemplare qualcosa, aveva l'impressione 
di sprecare del tempo prezioso per la sua vita, tralasciando di portare a compimento 
dei progetti e di incontrare delle persone: si, avrebbe potuto sfruttare il proprio tempo 
in maniera migliore, giacche aveva ancora molto da apprendere. Eppure, a mano a 
mano che il sole si avvicinava all'orizzonte e le nuvole si illuminavano di raggi 



rosacei e dorati, Brida aveva la sensazione che tutte le sue lotte nella vita servissero 
perche, un giorno, potesse sedersi ad ammirare un tramonto come quelle 

"Sai pregare?" le domandd il Mago, a un certo punto. 

Era scontato che Brida sapesse pregare. Tutti gli individui del mondo sanno 
pregare. 

"Allora, quando il sole tocchera l'orizzonte, recita una preghiera. Nella Tradizione 
del Sole gli uomini comunicano con Dio attraverso la preghiera. Se pronunciata con 
le parole dell'anima, essa e molto piu potente di qualsiasi rituale." 

"Se e cosi, non so pregare, perche la mia anima e silenziosa," replied Brida. 

L'uomo rise. 

"Soltanto l'anima dei grandi illuminati vive nel silenzio." 

"Per quale motivo, allora, non so pregare con l'anima?" 

"Perche ti manca l'umilta per ascoltarla e scoprire cio che essa desidera. Ti 
vergogni di prestare orecchio alle istanze della tua anima. Inoltre, temi di indirizzare 
queste richieste a Dio, perche pensi che Egli non abbia tempo per esaudirle." 

Brida si trovava di fronte a uno splendido tramonto e accanto a un saggio. Eppure, 
ogni volta che le accadeva di vivere momenti simili, aveva l'impressione di non 
meritarli. 

"Mi reputo indegna, davvero. Penso che la ricerca spirituale sia fatta per persone 
migliori di me." 

"Ammesso che esistano, queste persone non hanno bisogno di cercare alcunche. 
Costituiscono gia la manifestazione dello Spirito. La ricerca riguarda individui come 
noi." 

"Come noi" aveva detto il Mago. Eppure, era molti passi avanti a lei, nel suo 
cammino. 

"Dio dimora nelle vette ultime, sia nella Tradizione del Sole, sia nella Tradizione 
della Luna," soggiunse Brida, comprendendo che la Tradizione era identica e 
differiva soltanto nel metodo di insegnamento. "Insegnami a pregare, per favore." 

II Mago si volse verso il sole e chiuse gli occhi. 

"Siamo esseri umani e ignoriamo la nostra grandezza, Signore. Concedici l'umilta 
di chiedere cio di cui abbiamo bisogno, o Dio, giacche nessun desiderio pud dirsi 
vano ne nessuna richiesta pud venir considerata rutile. Ciascuno conosce il 
nutrimento che serve alia propria anima; infondici il coraggio per considerare i nostri 
desideri provenienti dalla fonte della Tua Sapienza Eterna. Soltanto accettando i 
nostri desideri, riusciremo ad avere un'idea di chi siamo realmente, Signore. Amen. 

"Ora tocca a te," disse il Mago. 

"Signore, fa' che io comprenda che merito tutte le cose belle che mi capitano nella 
vita. Fa' che io capisca che cio che mi spinge a ricercare la Tua verita e la medesima 
forza che animd i santi, che i miei dubbi sono identici ai loro, al pari delle mie 
debolezze. Fa' che io sia sufficientemente umile per accettare il fatto che non sono 
diversa dagli altri. Grazie, Signore. Amen." 

Rimasero in silenzio a guardare il tramonto, finche l'ultimo raggio del sole 
abbandono le nuvole. Le loro anime pregavano, chiedevano e ringraziavano di 
trovarsi li insieme. 



"Andiamo al bar del villaggio," disse il Mago. 

Brida s'infild le scarpe, e cominciarono la discesa. Piu volte, ricordo il giorno in 
cui era andata a cercarlo sulla montagna. A un certo punto, si ripromise che non si 
sarebbe verificato nuovamente: non doveva continuare a convincere se stessa. 

II Mago guardo la giovane che scendeva davanti a lui: si sforzava di mostrarsi a 
proprio agio sul terreno umido e sui sassi, ma seguitava a inciampare. II suo cuore fu 
pervaso dalla gioia ma, subito dopo, l'uomo assunse un'espressione guardinga. 

Talvolta, alcune benedizioni di Dio arrivano frantumando le vetrate. 



'E davvero splendido che questa ragazza cammini al mio fianco,' pensd il Mago, 
mentre scendevano dalla montagna. D'altronde, era un uomo come gli altri, con le 
stesse debolezze e le medesime virtu - e fino a quel giorno non era abituato al ruolo di 
Maestro. AH'inizio, quando persone provenienti da vari luoghi dell'Irlanda arrivavano 
in quella foresta in cerca dei suoi insegnamenti, gli parlava della Tradizione del Sole 
e gli chiedeva di comprendere cio che le circondava. Li, Dio aveva racchiuso la Sua 
sapienza, e tutti potevano osservarla e capirla attraverso poche pratiche - proprio cosi. 
II metodo d'insegnamento codificato dalla Tradizione del Sole era stato descritto piu 
di duemila anni addietro dall'Apostolo: "Io sono venuto in mezzo a voi debole e 
timido, pervaso da un grande timore: le mie parole e la mia predicazione non si sono 
rivelate ricche di sapienza, ma si prefiggevano di essere la dimostrazione dello Spirito 
e dell'Energia Divina - affinche la vostra fede non si fondasse sulla sapienza umana, 
bensi sulla forza del Signore." 

Eppure gli esseri umani sembravano incapaci di comprendere le sue parole sulla 
Tradizione del Sole, e cosi rimanevano delusi, perche lui era un uomo come tutti gli 
altri. 

Lui diceva che, no, era un Maestro ma, in realta, cercava soltanto di offrire a 
ciascuno dei visitatori un mezzo personale per arrivare alia Sapienza. Ma loro 
avevano bisogno di ben altro: gli occorreva una guida. Non erano in grado di 
comprendere la Notte Buia ne arrivavano a capire che, con la sua lanterna, qualsiasi 
Maestro avrebbe illuminato soltanto cio che avessero voluto vedere. E se, per una 
qualche evenienza, il lume si fosse spento, essi sarebbero stati perduti, giacche non 
conoscevano la via del ritorno. 

In qualsiasi caso, gli era indispensabile una guida - un Maestro. E, per essere un 
buon Maestro, lui doveva saper accettare le necessita altrui. 

E cosi aveva cominciato ad arricchire i propri insegnamenti con cose superflue ma 
affascinanti, dimodoche i discepoli li accogliessero piu facilmente e imparassero. II 
metodo aveva dato ottimi risultati: gli uomini apprendevano la Tradizione del Sole e, 
quando arrivavano a rendersi conto che molti esercizi suggeriti dal Mago erano 
pressoche inutili, ridevano di se stessi. In quei momenti, lui era contento, giacche 
poteva affermare di essere finalmente riuscito a trovare la maniera di insegnare. 

Brida, pero, era una persona diversa. La sua preghiera aveva toccato 
profondamente l'anima del Mago. Quella giovane sapeva che nessun essere umano 
che ha calpestato il suolo di questo pianeta era stato - o era - diverso dagli altri. Pochi 
erano in grado di affermare che i grandi Maestri del passato avevano posseduto le 
qualita e i difetti di tutti gli esseri umani, ma che questo non aveva minimamente 
ridotto la loro facolta di ricercare Dio. Reputarsi peggiore del prossimo era una delle 
manifestazioni d'orgoglio piu violente che conoscesse, perche significava adottare il 
modo piu distruttivo per mostrarsi diversi. 

Quando arrivarono al bar, il Mago ordino due whisky. 



"Guarda gli avventori," disse Brida. "Probabilmente sono persone che vengono qui 
tutte le sere e che fanno sempre le stesse cose." 

Adesso il Mago non era piu molto convinto che la ragazza si reputasse veramente 
uguale agli altri. 

"Ti preoccupi troppo della gente," replied. "II prossimo e uno specchio di te 
stessa." 

"Lo so. Avevo gia scoperto quello che mi rende allegra e cio che mi fa sentire 
triste. Poi, all'improvviso, ho capito che dovevo modificare questi concetti. Ma e 
piuttosto difficile." 

"Che cosa ti ha fatto cambiare idea?" 

"LAmore. Ho conosciuto un uomo che mi completa. Tre giorni fa, mi ha mostrato 
come anche il suo mondo sia pieno di misteri. Dunque, non sono sola." 

II Mago rimase impassibile, ma ripenso a quelle benedizioni di Dio che frantumano 
le vetrate. 

"Lo ami?" 

"Ho scoperto che forse posso amarlo di piu. Anche se questo cammino non mi 
insegnera niente, io avro imparato qualcosa di molto importante: che devo correre dei 
rischi." 

Lui aveva organizzato mentalmente una grande serata, mentre scendevano dalla 
montagna: intendeva rivelarle che aveva un enorme bisogno di lei, dimostrarle che 
era un uomo come tutti gli altri, stanco di tanta solitudine. Ma, forse, quella ragazza 
voleva soltanto delle risposte a determinate domande. 

"C'e qualcosa di strano nell'aria," disse Brida. In effetti, l'atmosfera sembrava 
mutata. 

"Sono i Messaggeri," replied il Mago. "I falsi demoni, quelli che non appartengono 
al braccio sinistro di Dio, che non ci conducono verso la Luce." 

Gli occhi del Mago brillavano. Qualcosa era davvero cambiato - e lui parlava di 
demoni. 

"II Signore creo la legione del Suo Braccio Sinistro per perfezionarci, per fare in 
modo che conoscessimo lo scopo della nostra missione," prosegui l'uomo. "Ma 
concesse agli esseri umani il potere di plasmare le forze delle Tenebre e creare i 
propri demoni." 

Era cio che stava facendo in quel momento. 

"Forse possiamo plasmare anche le forze del Bene," disse la giovane, titubante. 

"No, ci e impedito." 

Era davvero importante che la ragazza facesse qualche commento: lui aveva 
bisogno di distrarsi. Non voleva creare un demonio. Nella Tradizione del Sole, queste 
creature venivano chiamate Messaggeri, e potevano essere estremamente benevoli, 
oppure tremendamente malvagie - soltanto ai grandi Maestri era permesso invocarle. 
Anche se era un grande Maestro, ora non voleva che accadesse: la forza di un 
Messaggero era assai pericolosa, soprattutto se mischiata con una delusione amorosa. 

Brida era disorientata da quella risposta. II Mago si stava comportando in maniera 
strana. 

"Non possiamo disporre del Bene," prosegui l'uomo, facendo uno sforzo enorme 
per prestare attenzione alle parole che pronunciava. "La Forza del Bene si diffonde 



ovunque, come la Luce. Quando una persona emana vibrazioni benigne arreca un 
conforto all'umanita intera. Invece quando si trova a gestire la Forza del Messaggero, 
crea un beneficio - oppure un danno - soltanto a se stessa. 

II suo sguardo scintillava ancora. II Mago chiamd il proprietario del bar e pago il 
conto. 

"Andiamo a casa," disse. "Preparero un te, e tu mi sottoporrai le domande 
importanti che riguardano la tua vita." 

Brida ebbe un tentennamento. Era un uomo affascinante, e lei era una donna 
attraente. Temeva che quella serata potesse rovinare il suo apprendistato. 

'Devo correre dei rischi,' si ripete. 



La casa del Mago era piuttosto distante dal villaggio. Brida notd che, malgrado 
fosse diversa dall'abitazione di Wicca, appariva confortevole e arredata con gusto. 
Non vide alcun libro: predominava lo spazio vuoto, c'erano pochi mobili. 

Andarono in cucina per preparare il te; poi tornarono in sala. 

"Che cosa sei venuta a fare qui, oggi?" domando il Mago. 

"Mi ero ripromessa di tornare quando avessi gia appreso qualcosa." 

"E ora sai?" 

"Pochissime cose. So che il cammino e semplice e, di conseguenza, mi risulta piu 
difficile di quanto immaginassi. Di certo, rendero piu schietta la mia anima. 
Comunque, ecco la prima domanda: perche perdi il tuo tempo con la mia persona?" 

'Perche tu sei l'Altra Parte di me,' penso il Mago. Ma rispose: "Perche pure io ho 
bisogno di qualcuno con cui conversare." 

"Cosa ne pensi del cammino che ho scelto, quello della Tradizione della Luna?" 

II Mago doveva rispondere in modo sincero, anche se avrebbe preferito che la 
verita fosse un'altra. 

"E il tuo cammino. Wicca ha perfettamente ragione: tu sei una Strega. Dalla 
memoria del Tempo, apprenderai le lezioni che Dio ha impartito." 

Poi si ritrovo a domandarsi perche mai la vita riservasse simili prove, perche mai 
avesse incontrato un'Altra Parte in grado di apprendere solo attraverso la Tradizione 
della Luna. 

"Vorrei farti un'altra domanda: una soltanto," disse Brida. Si stava facendo tardi e, 
di li a poco, non ci sarebbero state piu corriere. "Mi serve tremendamente quella 
risposta, e so che Wicca non me la dara mai. Lo dico perche e una donna, una persona 
identica a me: sara sempre la mia Maestra ma, quando dovra affrontare questo 
argomento, ritornera a essere una donna. 

"Voglio sapere come posso incontrare l'Altra Parte di me." 

'E qui davanti a te,' penso il Mago. 

Ma non rispose. Ando in un angolo della sala e spense le luci, lasciando illuminata 
solo una scultura in materiale acrilico, che Brida non aveva notato al momento 
dell'arrivo: conteneva dell'acqua, e c'erano bolle che salivano e scendevano, 
spandendo nell'ambiente raggi rossi e azzurri. 

"Noi ci siamo gia incontrati due volte," disse il Mago, tenendo lo sguardo fisso 
sulla scultura. "Mi e consentito insegnare soltanto attraverso la Tradizione del Sole. 
Le sue pratiche consentono di risvegliare la sapienza ancestrale insita in ogni 
creatura, ma..." 

"Come posso trovare l'Altra Parte di me con la Tradizione del Sole?" 

"Questa e la grande ricerca degli uomini sulla faccia della Terra," rispose il Mago, 
ribadendo un concetto gia espresso da Wicca. 

'Forse hanno avuto lo stesso Maestro,' penso Brida. 

"La Tradizione del Sole ha reso accessibile al mondo il segno che indica l'Altra 



Parte: il bagliore negli occhi - qualcosa di facilmente osservabile." 

"Nella mia vita, ho visto molti sguardi brillanti," disse Brida. "Anche oggi, nel bar, 
i tuoi occhi scintillavano. E qualcosa che caratterizza moltissimi uomini quando 
fissano una donna." 

'Ha gia dimenticato la sua preghiera,' pensd il Mago, di nuovo convinto che quella 
giovane fosse diversa. 'Non e in grado di riconoscere cio che Dio le mostra tanto 
generosamente.' 

"Io non so leggere negli occhi," soggiunse Brida. "Voglio sapere come gli esseri 
umani riescono a scoprire l'Altra Parte di se nella Tradizione della Luna." 

II Mago si volto verso la ragazza. Aveva uno sguardo freddo o, forse, privo di 
espressione. 

"Sei triste per me, lo so," continuo lei. "Triste perche non riesco ancora ad 
apprendere attraverso le cose semplici. Ma tu non capisci che le persone soffrono, si 
cercano e muoiono per amore, senza sapere che sono alle prese con la missione 
divina di incontrare lAltra Parte. Poiche sei un saggio e non condividi le angustie 
delle persone comuni, hai dimenticato che io sono gravata da millenni di disillusione 
e mi risulta pressoche impossibile imparare determinate cose dalla semplicita della 
vita." 

II Mago rimase impassibile. 

"Un punto..." mormord l'uomo, un momento dopo. "Un punto brillante sopra la 
spalla sinistra dellAltra Parte. Ecco il segno secondo la Tradizione della Luna." 

"Ora posso andarmene," disse la giovane. E desidero ardentemente che l'altro le 
chiedesse di rimanere: le piaceva quella casa. Comunque, lui aveva risposto alia sua 
domanda. 

II Mago attese che Brida scomparisse nella strada. Una corriera partiva per Dublino 
nella mezz'ora successiva: non aveva alcun motivo di preoccuparsi. Poi si reed in 
giardino ed esegui il rituale, come ogni sera: si trattava di una pratica alia quale era 
ormai abituato, ma a volte doveva sforzarsi enormemente per raggiungere la 
concentrazione necessaria. Quel giorno fu particolarmente faticoso. 

Quando ebbe concluso il cerimoniale, si sedette sulla soglia di casa e rimase a 
osservare il cielo. Penso a Brida: la immagind seduta nella corriera, con il punto 
luminoso sopra la spalla sinistra; soltanto lui era in grado di vederlo, giacche quella 
ragazza era lAltra Parte di se. Si disse che doveva essere tremendamente ansiosa di 
concludere una ricerca iniziata il giorno della sua nascita. Considero che si era 
dimostrata assai fredda e distante quando erano arrivati a casa - e quello era un buon 
segno. Significava che era confusa nei propri sentimenti: si poneva sulla difensiva di 
fronte a cio che non poteva comprendere. 

Con un certo timore, penso anche che era innamorata. 

"Non esistono persone che non riescono a incontrare l'Altra Parte di se, Brida," 
disse il Mago, ad alta voce, rivolgendosi alle piante del giardino. Poi si rese conto 
che, malgrado fosse un vecchio adepto della Tradizione, avvertiva ancora la necessita 
di rafforzare la propria fede. In qualsiasi caso, erano parole indirizzate a se stesso. 

"In qualche momento della vita, ciascuno di noi la incrocia e la riconosce," 
prosegui. "Se io non fossi un Mago, e non vedessi quel punto sopra la tua spalla 
sinistra, Brida, impiegherei piu tempo per accettarti. Ma tu lotteresti per me e, un 



giorno, io arriverei a cogliere un bagliore nei tuoi occhi. 

"Ma io sono un Mago, e ora so che devo lottare per te. Affinche la mia conoscenza 
si trasformi in sapienza." 

Rimase a lungo a fissare la notte, e a pensare a Brida sulla corriera. La sera era piu 
fredda del solito: Testate sarebbe finita assai presto. 

"Non esiste alcun rischio neH'Amore: e qualcosa che imparerai da sola. Da 
migliaia di anni gli esseri umani si cercano e si incontrano." 

Poi, airimprovviso, si rese conto che poteva anche sbagliarsi. Esisteva sempre un 
rischio - un unico azzardo. 

Che una persona incontrasse piu di un'Altra Parte di se nella medesima 
incarnazione. 

E anche questo accadeva da millenni. 



Inverno e primavera 



Nei due mesi successivi, Wicca inizid Brida ai primi misteri della stregoneria. 
Secondo lei, le donne apprendevano piu rapidamente degli uomini, poiche ogni mese 
si verificava nei loro corpi il ciclo completo della natura: nascita, vita e morte. Lo 
definiva "il Ciclo della Luna". 

Chiese a Brida di comprare un quaderno intonso e di annotare tutte le esperienze 
psichiche vissute dal loro primo incontro. La ragazza doveva aggiornare 
sistematicamente quel repertorio, che recava sulla copertina una Stella a cinque punte 
- la quale associava cio che vi era scritto alia Tradizione della Luna. Wicca le 
racconto che tutte le streghe possedevano un simile fascicolo, noto come // libro delle 
ombre, in omaggio alle "sorelle" morte nei quattro secoli di caccia alle streghe. 

"A cosa serve tutto questo?" 

"A rivelare il Dono. Senza di esso, potrai conoscere solo i Piccoli Misteri. II Dono 
e il tuo modo di servire il mondo." 

In un angolo scarsamente utilizzato della casa, Brida dovette impiantare un 
altarino, sul quale un cero bruciava giorno e notte. Secondo la Tradizione della Luna, 
la candela era il simbolo dei quattro elementi: in se ospitava la terra dello stoppino, 
l'acqua della paraffina, il fuoco che bruciava e l'aria che permetteva alia fiamma di 
ardere. Inoltre era importante perche le ricordava che aveva una missione da 
compiere, nella quale svolgeva un ruolo particolare. Soltanto il cero era visibile - le 
altre cose dovevano restare nascoste in una credenza, o in un cassetto: sin dal Medio 
Evo, infatti, la Tradizione della Luna stabiliva che le streghe eseguissero le loro 
pratiche in gran segreto - diverse profezie affermavano che le Tenebre sarebbero 
tornate alia fine del millennio. 

Ogniqualvolta Brida arrivava a casa e guardava la fiammella della candela, 
avvertiva una responsabilita strana, quasi sacra. 

Wicca le impose anche di prestare sempre attenzione al rumore del mondo. "In 
qualsiasi luogo ti trovi, puoi ascoltare il rumore del mondo," disse la Maestra. "E un 
rumore incessante, udibile sulle montagne, nelle citta, nei cieli e sui fondali del mare. 
Simile a una vibrazione, rivela l'Anima del Mondo che si trasforma, che avanza verso 
la Luce. Ogni Strega deve concentrarsi su di esso, perche e una parte importante del 
nostro cammino." 

Poi le spiego che gli Esseri Antichi comunicavano con il nostro mondo attraverso i 
simboli. Anche se nessuno stava ascoltando, anche se il linguaggio simbolico era 
stato dimenticato quasi da tutti, seguitavano a parlare. 

"Sono esseri come noi?" domandd Brida, un giorno. 

"Noi siamo loro. E, all'improvviso, comprendiamo tutto cio che abbiamo scoperto 
nelle vite passate, tutto cio che i grandi saggi hanno scritto nell'Universo. Gesu disse: 
'II Regno di Dio e come un uomo che getti il seme nei terreno, e dorma e si alzi, la 
notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce senza che egli sappia come.' 

"La razza umana si disseta sempre a questa fonte inesauribile - e allorche gli 



uomini giungono alia conclusione che e perduta, essa trova una maniera di 
sopravvivere. Sopravvisse quando le scimmie scacciarono gli uomini dagli alberi, 
quando le acque coprirono la terra. E sopravvivra persino nel momento in cui tutti si 
staranno preparando alia catastrofe finale." 

"Noi abbiamo la responsabilita dell'Universo, poiche siamo l'Universo." Quanto 
piu tempo trascorreva con Wicca, tanto piu Brida notava quanto fosse bella la sua 
insegnante. 



Wicca continud nell'insegnamento della Tradizione della Luna. Ordind a Brida di 
procurarsi un pugnale con una lama a doppio filo, la cui forma fosse irregolare come 
una lingua di fuoco. La ragazza lo cerco in vari negozi, senza riuscire a trovare niente 
di simile. Poi Lorens risolse il problema, chiedendo a un chimico metallurgico, che 
lavorava all'universita, di fabbricarle una lama di quella foggia. Intaglio 
personalmente un'impugnatura di legno e offri l'arma in dono alia fidanzata: con quel 
gesto, intendeva comunicare a Brida che rispettava la sua ricerca. 

Fu Wicca a consacrare il pugnale, con un complicato rituale che includeva parole 
magiche, disegni col carbone sulla lama e alcuni colpi assestati con un cucchiaio di 
legno. II pugnale doveva costituire un prolungamento del suo braccio, attraverso il 
quale concentrare tutta l'energia del corpo nella punta di metallo. Per fare cid, le fate 
si servivano di una bacchetta magica, mentre i maghi utilizzavano una spada. 

Allorche Brida si mostrd sorpresa per l'impiego del carbone e del cucchiaio di 
legno, Wicca le spiego che, all'epoca della caccia alle streghe, le "sorelle" erano 
costrette a sfruttare materiali e strumenti che potessero venir confusi con oggetti di 
uso quotidiano: per quanto riguardava la lama, il carbone e il cucchiaio di legno, 
questa consuetudine si era perpetuata nel tempo. Gli elementi adoperati dagli Esseri 
Antichi erano andati perduti per sempre. 

Brida impard a bruciare l'incenso e a usare il pugnale nei cerchi magici. Aveva 
l'obbligo di compiere un certo rituale a ogni passaggio di fase lunare: si avvicinava 
alia finestra con una coppa piena d'acqua e lasciava che la luna si riflettesse sulla 
superficie del liquido. Poi si sistemava in modo che il suo viso si specchiasse nel 
recipiente e l'immagine della luna le campeggiasse in mezzo alia fronte. Si 
concentrava e, dopo aver raggiunto uno stato di concentrazione profonda, colpiva 
l'acqua con il pugnale, affinche lei e l'astro si dividessero in vari riflessi. 

Subito dopo, doveva bere quell'acqua, la quale avrebbe trasfuso il potere della luna 
nel suo corpo. 

"Non c'e alcun senso in tutto questo," commentd Brida, una volta. Wicca non diede 
grande importanza alle sue parole: era qualcosa che aveva pensato anche lei, in 
passato. Poi le sovvennero nuovamente le parole di Gesu sulle cose che crescevano 
senza che si sapesse come - valeva pure per cio che albergava dentro ciascun uomo. 

"Non importa che abbia un senso o no," replied la Maestra. "Ricordati della Notte 
Buia. Quanto piu compirai questo rituale, tanto piu gli Esseri Antichi si 
manifesteranno ed entreranno in contatto con te. Dapprima, in un modo 
incomprensibile - solo la tua anima ascoltera. Poi, un bel giorno, tutte le Voci saranno 
risvegliate." 

Ma Brida non voleva soltanto risvegliare le Voci: desiderava conoscere lAltra 
Parte di se. Comunque, non avrebbe parlato con Wicca di simili argomenti. 

Le era proibito riandare al passato: la sua insegnante sosteneva che cio si 
dimostrava necessario in rarissime occasioni. 



"E non dovrai neppure utilizzare le carte per scrutare il future Esse servono 
soltanto per una crescita muta, quella che agisce in noi senza che ce ne accorgiamo." 

Brida doveva smazzare i tarocchi tre volte alia settimana e impegnarsi a osservare 
le carte. Non sempre apparivano delle visioni - e quando cio accadeva, in genere 
erano scene incomprensibili. Allorche si lamentava delle immagini irreali, Wicca le 
spiegava che il significato di quelle visioni era talmente profondo che lei non era 
ancora in grado di identificarlo. 

"Perche non devo scoprire la sorte?" 

"Solo il presente ha un potere sulle nostre vite," rispose Wicca. "Quando cerchi di 
conoscere la sorte attraverso un mazzo di carte, trasferisci il futuro nel presente. E cio 
potrebbe causare seri danni: il presente potrebbe ostacolare il tuo futuro." 

Una volta alia settimana, si recavano in un bosco, dove Wicca insegnava alia 
discepola il segreto delle erbe. Per la sua Maestra, ogni cosa di questo mondo recava 
la firma di Dio - specialmente le piante. Certe foglie, la cui forma evocava un cuore, 
erano efficaci per le malattie cardiache; mentre taluni fiori, la cui foggia rammentava 
gli occhi, curavano i mali della vista. Brida si rese conto che moltissime erbe 
possedevano una grande somiglianza con gli organi umani - e, in un compendio di 
medicina popolare che Lorens riusci ad avere in prestito dalla biblioteca 
dell'universita, scovo alcune ricerche che ipotizzavano l'attendibilita scientifica delle 
pratiche dei contadini e delle streghe. 

"Dio ha collocato la propria farmacia nelle foreste," disse Wicca, un giorno, 
mentre si stavano riposando sotto un albero. "Affinche tutti gli uomini potessero 
godere di buona salute." 



Brida sapeva che la sua Maestra aveva altri allievi, ma le era risultato piuttosto 
difficile scoprirlo - il cane non mancava mai di abbaiare al momento giusto. In 
qualsiasi caso, le era capitato di incontrare sulle scale una donna - una tizia che aveva 
all'incirca la sua eta - e un uomo che indossava un abito elegante. La ragazza si 
tratteneva nell'androne per seguirne discretamente i passi nel palazzo, e le vecchie 
assi del pavimento rivelavano la loro destinazione: l'appartamento di Wicca. 

Un giorno, osd domandare degli altri discepoli. 

"La forza della stregoneria e collettiva," rispose Wicca. "Esistono diverse doti che 
mantengono l'energia in movimento. Ciascuna dipende da un'altra." 

Wicca le illustro l'esistenza di nove doti - o Doni -, che si perpetuavano attraverso i 
secoli sia per mezzo della Tradizione del Sole che della Tradizione della Luna. 

"Di che Doni si tratta?" 

Anziche rispondere, Wicca le disse che era una persona pigra e che si limitava a 
porre domande, mentre una vera Strega doveva mostrarsi interessata a tutte le ricerche 
spirituali del mondo. Suggeri a Brida di approfondire la lettura della Bibbia ("Dov'e 
raccolto l'intero corpus della sapienza occulta") e ricercare le doti nella Prima 
Epistola di Paolo ai Corinzi. La ragazza aderi a quella richiesta, e scopri i nove Doni: 
la parola della sapienza, la parola della conoscenza, la fede, la sollecitudine, la pratica 
dei miracoli, la profezia, il dialogo con gli spiriti, gli idiomi e la capacita di 
interpretazione. 

Fu soltanto allora che comprese qual era il dono che stava perseguendo: il dialogo 
con gli spiriti. 



Wicca insegnd a Brida a danzare. Le disse che doveva muovere il corpo seguendo 
il rumore del mondo - una vibrazione presente in ogni luogo e in ogni momento. Non 
era necessario apprendere alcuna tecnica particolare: era sufficiente che eseguisse 
qualsiasi movimento che la sua mente avesse elaborate Di certo, perd, impiego 
qualche tempo per abituarsi ad agire e a danzare senza seguire alcuna logica. 

"II Mago di Folk ti ha parlato della Notte Buia. In entrambe le Tradizioni - che, in 
realta, sono una sola -, la Notte Buia rappresenta l'unico modo di crescere. Quando 
intraprendiamo il cammino della magia, la prima azione che ci viene richiesta e 
quella di abbandonarsi a un potere piu grande, giacche ci troveremo al cospetto di 
elementi che non riusciremo mai a capire. 

"Nulla si comportera secondo la logica che conosciamo. Comprenderemo le cose 
unicamente con il nostro cuore - ed e possibile che questo suscitera una certa paura. 
Per molto tempo, il viaggio ci sembrera una Notte Buia. Ogni ricerca e un atto di 
fede. 

"Ma Dio, che e piu difficile da capire di una Notte Buia, apprezza il nostro atto di 
fede. E ci tiene per mano, guidandoci attraverso il Mistero." 

Wicca parlava del Mago senza alcun rancore o dispiacere. Brida si era sbagliata: 
quella donna non aveva mai avuto nessuna storia d'amore con lui - era scritto nei suoi 
occhi. Forse l'irritazione di quel giorno era stata causata solo dalla diversita dei 
cammini. Streghe e maghi erano vanitosi, e ciascuno voleva dimostrare all'altro come 
la propria ricerca fosse piu corretta. 

AH'improvviso, si rese conto di cio che aveva pensato. 

Poteva affermare che Wicca non era innamorata del Mago per un particolare assai 
semplice: lo sguardo. 

Aveva visto film e letto libri in cui se ne parlava: il mondo intero sapeva 
riconoscere lo sguardo di una persona innamorata. 

'Riesco a capire le cose semplici soltanto dopo essermi dibattuta in quelle 
complicate,' penso. Un giorno, forse, avrebbe potuto seguire la Tradizione del Sole. 



Era autunno inoltrato, e il freddo cominciava a risultare insopportabile, allorche 
Brida ricevette una telefonata da Wicca. 

"Incontriamoci nella foresta. Fra due giorni, quando manchera poco al calar della 
sera. Quella sara la notte della luna nuova." Le disse soltanto questo. 

Brida passo le quarantott'ore successive pensando aH'incontro. Ma, nonostante 
quell'idea fissa, compi i soliti rituali e danzo seguendo il rumore del mondo. 
Preferirei che fosse una musica,' pensava ogniqualvolta doveva danzare. Ma ormai si 
stava abituando a muovere il corpo secondo quella strana vibrazione, che riusciva a 
cogliere piu distintamente durante la notte, oppure nei luoghi silenziosi - le chiese, 
per esempio. Wicca aveva detto che, attraverso la danza sul rumore della Terra, 
l'anima migliorava il proprio rapporto con il corpo, e le tensioni diminuivano. Brida 
comincio a notare che le persone camminavano nelle strade senza sapere come 
muovere le mani, e con i fianchi e le spalle immobili. Avverti il desiderio di 
insegnare alia gente che il mondo possedeva una melodia: se tutti fossero riusciti a 
danzare seguendo quella musica, lasciando che il corpo si muovesse al di fuori di 
ogni logica per qualche minuto al giorno, si sarebbero sentiti assai meglio. 

Quella danza, pero, apparteneva alia Tradizione della Luna - e questo lo sapevano 
solo le streghe. Comunque, doveva esistere qualcosa di simile anche nella Tradizione 
del Sole: c'era sempre una corrispondenza nella Tradizione del Sole, anche se 
nessuno amava apprendere attraverso di essa. 

"Non siamo piu capaci di accettare i segreti del mondo e convivere con essi," 
diceva a Lorens. "Eppure li abbiamo sempre di fronte. Io voglio essere una Strega, per 
riuscire a distinguerli." 



Nel giorno prestabilito, Brida si addentrd nella foresta. Cammind fra le piante, 
avvertendo la presenza magica degli spiriti della natura. Seicento anni addietro, quel 
bosco era un luogo sacro frequentato da sacerdoti celti - fino al giorno in cui San 
Patrizio aveva scacciato i serpenti dall'Irlanda, e i culti druidici erano scomparsi. In 
qualsiasi caso, la considerazione per quei posti si era trasmessa di generazione in 
generazione, e anche adesso gli abitanti del villaggio piu vicino rispettavano e 
temevano quel folto d'alberi. 

Quando raggiunse la radura incontro Wicca, che indossava la sua tunica simile a 
un caffettano. Insieme a lei c'erano quattro persone - quattro donne, che vestivano 
abiti normali. Nel punto in cui, durante la prima visita, aveva notato delle ceneri, 
adesso c'era un falo acceso. Brida guardo quelle fiamme e fu pervasa da una paura 
inspiegabile: non sapeva se cio fosse dovuto alia parte di Loni che portava dentro di 
se, o se quel fuoco fosse un'esperienza vissuta in altre incarnazioni. 

Arrivarono altre donne - persone della sua eta o piu anziane di Wicca. Ora c'erano 
nove femmine, li. 

"Non ho invitato gli uomini, oggi. Aspetteremo il Regno della Luna." 

II Regno della Luna era la notte. 

Si trattennero intorno al falo, conversando di argomenti estremamente banali, e 
Brida ebbe la sensazione di essere stata invitata a un te di signore, diverso soltanto 
nell'ambientazione . 

Ma quando il cielo si riempi di stelle, l'atmosfera mutd. Non fu necessario alcun 
ordine da parte di Wicca: pian piano la conversazione si spense, e Brida si domandd 
se soltanto allora quelle donne si stessero accorgendo della presenza del fuoco e del 
bosco. 

Dopo alcuni lunghi momenti trascorsi in silenzio, la Maestra prese la parola. 

"Una volta all'anno, in questa notte precisa, le streghe di tutto il mondo si 
riuniscono per recitare un'invocazione e rendere omaggio alle loro antenate. E quanto 
stabilisce la Tradizione: alia decima luna dell'anno ci si deve ritrovare intorno a un 
falo, a un fuoco che per le nostre 'sorelle' perseguitate rappresento la vita e la morte." 

Wicca estrasse dalla tunica un cucchiaio di legno. 

"Ecco il simbolo," disse, mostrando il cucchiaio alle astanti. 

Le donne si alzarono e si presero per mano. Poi, levando le mani congiunte verso il 
cielo, ascoltarono la preghiera della Maestra. 

"Che la benedizione della Vergine Maria e di suo figlio Gesu discenda sul nostro 
capo, stanotte. Nel nostro corpo alligna e dorme lAltra Parte dei nostri antenati: che 
la Vergine Maria ci benedica! 

"Che ci benedica perche siamo donne, e oggi viviamo in un mondo nel quale gli 
uomini ci amano e ci comprendono sempre di piu. Eppure, noi portiamo ancora nei 
nostri corpi il marchio delle vite passate, un segno tuttora doloroso. 

"Che la Vergine Maria ci liberi da esso e cancelli per sempre il nostro senso di 



colpa. Lasciando i figli soli, ci sentiamo colpevoli quando usciamo da casa, anche se 
siamo costrette a farlo per procurarci il denaro necessario al loro sostentamento. 
Rimanendo chiuse nelle nostre abitazioni, ci sentiamo colpevoli perche ci sembra di 
non beneficiare della liberta del mondo. Ci reputiamo in colpa per ogni cosa, ma e 
impossibile che sia cosi, visto che siamo sempre state lontane dai luoghi deputati alle 
decisioni e dal potere. 

"Che la Vergine Maria ci ricordi ognora che siamo state noi donne a rimanere 
accanto a Gesu nel momento in cui gli uomini fuggirono e rinnegarono la propria 
fede. Che siamo state noi a versare fiumi di lacrime mentre portava la croce, che 
siamo state noi a inginocchiarci ai suoi piedi nell'ora della morte, che e stata una di 
noi a scoprire il sepolcro vuoto. Che non possiamo avere alcuna colpa. 

"Che la Vergine Maria ci rammenti sempre che siamo state bruciate e perseguitate 
perche predicavamo la Religione dell'Amore. Mentre gli uomini tentavano di fermare 
il tempo con la forza del peccato, noi ci riunivamo nelle feste proibite per celebrare 
cio che ancora vi era di bello nel mondo. A causa di cio, fummo condannate e 
bruciate nelle piazze. 

"Che la Vergine Maria ci ricordi sempre che, mentre gli uomini venivano giudicati 
nella pubblica piazza per dispute riguardanti il possesso di terreni, noi eravamo 
condannate in quelle stesse piazze per adulterio. 

"Che la Vergine Maria ci rammenti sempre delle nostre antenate che dovettero 
travestirsi da uomini, come la Santa Giovanna d'Arco, affinche si compisse la parola 
del Signore. E, nonostante l'obbedienza e il sacrificio, morirono su un rogo." 

Wicca afferro il cucchiaio di legno con entrambe le mani e lo sollevo. 

"Ecco il simbolo del martirio delle nostre antenate. Che le fiamme che divorarono i 
loro corpi illuminino e mantengano sempre accese le nostre anime. Perche esse 
vivono in noi. Perche noi siamo loro." 

E scaglio il cucchiaio di legno nel fuoco. 



Brida seguitd a compiere i rituali che le aveva insegnato Wicca. Teneva la candela 
sempre accesa e danzava al rumore del mondo. Annotava nel Libro delle ombre gli 
incontri con la Strega e si recava nel bosco sacro due volte alia settimana. Con una 
certa sorpresa, si accorse che cominciava a comprendere alcune cose riguardo alle 
erbe e alle piante. 

Pero le Voci che la sua insegnante desiderava risvegliare non si manifestavano. 

E tanto meno la ragazza riusciva a scorgere il punto luminoso. 

'Chissa, forse non sono stata in grado di riconoscere l'Altra Parte di me,' penso, con 
un certo timore. II destino delle adepte della Tradizione della Luna contemplava il 
fatto di non sbagliarsi sull'uomo della propria vita. Allorche si fosse trasformata in 
una vera Strega, non avrebbe piu vissuto le illusioni che le altre persone coltivavano 
riguardo all'amore. Di certo, significava soffrire di meno - anzi, forse comportava 
persino una totale assenza di sofferenza, giacche era possibile amare tutto piu 
intensamente: l'Altra Parte costituiva una missione divina nella vita di ciascun essere 
umano. Anche se un giorno lei si fosse dovuta allontanare, l'amore per l'Altra Parte 
sarebbe stato ugualmente pregno di gloria, di comprensione e di una nostalgia 
purificatrice - cosi recitavano gli insegnamenti delle Tradizioni. 

Tuttavia voleva anche dire che, dal momento in cui fosse riuscita a scorgere il 
punto luminoso, non avrebbe piu sperimentato l'incanto della Notte Buia dell'Amore. 
Brida pensava alia sofferenza vissuta per alcune passioni, alle notti insonni, in attesa 
di una telefonata che non arrivava, ai romantici fine-settimana di amori destinati a 
finire il lunedi, alle feste con sguardi ansiosi lanciati in ogni direzione, alia gioia di 
una conquista fatta soltanto per dimostrare a se stessa che era possibile, alia tristezza 
della solitudine allorche aveva la certezza che il ragazzo di un'amica fosse l'unico 
uomo in grado di renderla felice. Tutto cio apparteneva al suo mondo - e a quello 
delle persone che conosceva. Si, questo era l'Amore, ed era cosi che gli esseri umani 
ricercavano l'Altra Parte sin dal principio dei tempi: guardandosi negli occhi e 
cercando di scoprirvi il bagliore e il desiderio. Brida non aveva mai dato un 
particolare valore a simili cose: al contrario, in qualche modo, riteneva inutile soffrire 
per qualcuno, struggersi per il timore di non incontrare un'altra persona con la quale 
condividere la propria vita. Adesso che era arrivata al punto di poter liberarsi 
definitivamente di questa paura aveva cominciato a sentirsi piu sicura riguardo a cio 
che desiderava. 

'Ma io voglio davvero vedere il punto luminoso?' si chiese. 

Ripenso al Mago - e comincid a credere che quell'uomo avesse ragione, e che la 
Tradizione del Sole fosse la maniera corretta per affrontare l'Amore. Tuttavia le era 
impossibile cambiare idea, adesso: aveva conosciuto e intrapreso un cammino, e 
doveva percorrerlo sino alia meta. Sapeva perfettamente che, se avesse desistito, le 
sarebbe stato davvero difficile compiere qualsiasi altra scelta nella vita. 



Un pomeriggio, dopo una lunga lezione sui rituali compiuti dalle antiche streghe 
per provocare la pioggia - che Brida avrebbe dovuto annotare coscienziosamente nel 
suo Libro delle ombre, anche se non li avrebbe mai utilizzati -, Wicca le domandd se 
indossasse tutti gli abiti che possedeva. 

"No, assolutamente no" fu la risposta. 

"Ebbene, a partire da questa settimana, dovrai usare ogni vestito che tieni 
neH'armadio." 

Brida credette di non aver capito bene. 

"Tutto cio che ospita la nostra energia dev'essere sempre in movimento," disse 
Wicca. "Gli abiti che hai scelto di acquistare costituiscono una parte di te e 
rappresentano dei momenti speciali. Momenti in cui sei uscita da casa con 
l'intenzione di regalarti qualcosa, perche eri contenta del mondo. Momenti in cui il 
prossimo ti ha procurato un dolore, e tu pensavi di meritarti un risarcimento. 
Momenti in cui credevi che fosse necessario cambiare vita. 

"I vestiti trasformano sempre l'emozione in materia. Sono uno dei ponti tra il 
visibile e l'invisibile. Taluni abiti possono persino farti del male, giacche sono stati 
realizzati per altre persone e, chissa come, hanno incrociato la tua vita. 

Brida comprendeva quello di cui Wicca stava parlando. Infatti possedeva alcuni 
vestiti che le era pressoche impossibile usare: ogni volta che li indossava, le accadeva 
qualcosa di spiacevole. 

"Devi disfarti degli abiti che non sono stati cuciti per te," insistette Wicca. "E 
utilizzare tutti gli altri. E importante mantenere sempre la terra smossa, l'onda 
schiumosa e l'emozione viva. L'Universo intero si muove: e noi non possiamo 
rimanere fermi." 

Arrivando a casa, Brida dispose sul letto l'intero contenuto dell'armadio. Poi prese 
a esaminare ogni capo di vestiario - ce n'erano alcuni di cui non ricordava nemmeno 
l'esistenza, altri che le rammentavano momenti felici del passato, ma che ormai erano 
fuori moda. Li conservava comunque, giacche quegli indumenti sembravano 
possedere una sorta di magia: qualora se ne fosse liberata, magari avrebbe potuto 
smarrire tutte le cose belle vissute quando li indossava. 

Quindi si soffermd sugli abiti che, a parer suo, possedevano delle vibrazioni 
negative. Aveva sempre nutrito la speranza che, un giorno, quelle emanazioni si 
"invertissero", e che lei potesse indossarli di nuovo. Ma ogni volta che decideva di 
verificare l'avvenuto cambiamento, finiva per avere dei problemi. 

Si accorse che il suo rapporto con gli abiti era assai piu complicato di quanto 
sembrasse. In qualsiasi caso, le risultava difficile accettare che Wicca si intromettesse 
in quella maniera in una scelta cosi intima e personale della sua vita: il suo modo di 
vestire. Alcuni vestiti erano riservati a occasioni speciali, e soltanto lei poteva sapere 
quando avrebbe dovuto indossarli. Altri non erano minimamente adatti per recarsi al 
lavoro o uscire nei fine- settimana. Perche Wicca doveva intervenire in quelle 
faccende? Brida non aveva mai discusso un suo ordine: seguitava a danzare, ad 
accendere le candele, a colpire l'acqua con il pugnale e ad apprendere pratiche delle 
quali non si sarebbe mai servita. Era qualcosa che poteva accettare: apparteneva a una 
Tradizione che non comprendeva appieno, ma che - forse - si stava relazionando con 
il suo lato sconosciuto. Eppure, nel momento in cui l'insegnante discuteva dei suoi 



abiti, s'intrometteva anche nel suo modo di vivere nel mondo. 

Chissa, forse Wicca aveva dimenticato i limiti del suo potere. Magari si stava 
comportando in una maniera assai dubbia, immischiandosi in faccende che non la 
riguardavano. 

"Cid che stafuori e piu difficile da cambiare di quello che si trova dentro" 

Qualcuno aveva parlato. Con un movimento istintivo, Brida si guardo intorno, 
spaventata. Comunque, aveva la certezza che il suo sguardo non avrebbe incontrato 
nessuno. 

Era la Voce. 

La Voce che Wicca voleva risvegliare. 

Si sforzo di dominare l'eccitazione e la paura. Rimase in silenzio, aspettando di 
udire qualcos'altro - ma riusci a sentire soltanto il brusio proveniente dall'esterno, il 
sonoro lontano di un televisore e l'onnipresente rumore del mondo. Cerco di 
conservare la posizione mantenuta sino a quel momento, di pensare le cose che le 
avevano attraversato la mente qualche istante prima. Tutto si era verificato cosi 
rapidamente che il suo corpo non era stato scosso neppure da un sussulto - ne si era 
sentita sorpresa o orgogliosa di se stessa. 

Ma la Voce aveva detto qualcosa. Anche se tutti gli abitanti del mondo le avessero 
dimostrato che si era trattato soltanto della sua immaginazione, anche se la caccia alle 
streghe fosse ripresa all'improvviso e lei avesse dovuto affrontare un processo e 
morire sul rogo, era decisa a rivendicare con assoluta certezza il fatto di avere udito 
una voce che non le apparteneva. 

"Cid che sta fuori e piu difficile da cambiare di quello che si trova dentro": la Voce 
avrebbe potuto presentarsi con un'affermazione piu grandiosa, visto che era la prima 
volta che Brida la udiva in questa incarnazione. Ma, tutt'a un tratto, la ragazza fu 
pervasa da una gioia immensa. Avverti un forte desiderio di telefonare a Lorens, di 
recarsi a trovare il Mago, di raccontare a Wicca che il suo Dono si era manifestato e 
che lei, adesso, poteva aderire pienamente alia Tradizione della Luna. Prese a 
camminare avanti e indietro nella stanza e fumd un paio di sigarette: soltanto 
mezz'ora dopo si senti sufficientemente tranquilla per sedersi di nuovo sul letto, sopra 
il quale erano sparsi tutti i suoi vestiti. 

La Voce aveva ragione. Brida aveva affidato la propria anima a un'estranea - e, per 
quanto assurdo potesse sembrare, era assai piu facile consegnare l'anima che il modo 
di vestire. 

Solo adesso Brida capiva quanto quegli esercizi, apparentemente privi di senso, 
stessero interferendo nella sua vita. Soltanto ora che aveva scelto di cambiare fuori, 
riusciva a percepire quanto fosse mutata dentro. 



All'incontro successive) con Brida, Wicca voile sapere tutto della Voce: ogni 
dettaglio era annotato nel Libro delle ombre, e l'insegnante ne fu contenta. 

"A chi appartiene la Voce?" le domandd Brida. 

Wicca si rifiutava di rispondere alle continue domande della giovane: aveva cose 
piu importanti da dire. 

"Fino a oggi ti ho mostrato come riprendere il cammino che la tua anima sta 
compiendo da varie incarnazioni. Ho risvegliato la tua conoscenza comunicando con 
essa attraverso i simboli e i rituali dei nostri antenati. Tu protestavi, ma la tua anima 
era felice perche stava ritrovando la propria missione. Mentre mostravi una certa 
irritazione per gli esercizi, ti annoiavi con la danza, cascavi dal sonno per i rituali, il 
tuo lato occulto si dissetava con la sapienza del Tempo e rammentava nuovamente 
quanto aveva appreso in un periodo remoto - e la semente fruttava senza che tu ne 
fossi consapevole. Ora, perd, e giunto il momento di imparare altre cose. E un passo 
che si chiama 'Iniziazione', giacche esso costituisce il tuo autentico inizio in cio che 
hai bisogno di apprendere in questa vita. La manifestazione della Voce indica che sei 
ormai pronta. 

"Nella Tradizione delle streghe, l'lniziazione avviene sempre in occasione degli 
Equinozi, in quelle date dell'anno in cui i giorni e le notti sono assolutamente uguali. 
II prossimo Equinozio sara quello di Primavera, il 21 marzo. Vorrei che fosse la data 
della tua Iniziazione, poiche anch'io sono stata iniziata nel medesimo giorno. Ormai 
padroneggi gli strumenti e i rituali necessari per mantenere sempre aperto il ponte tra 
il visibile e l'invisibile. Ogniqualvolta compi un rituale, la tua anima rammenta le 
lezioni apprese nelle vite passate. 

"Nell'udire la Voce, tu hai portato nel mondo visibile cio che stava accadendo in 
quello invisibile. Ovverosia, hai compreso che la tua anima e pronta per il prossimo 
passo. Hai raggiunto il primo grande obiettivo." 

A Brida sovvenne che, in precedenza, avrebbe voluto scorgere anche il punto 
luminoso. Tuttavia, dal momento in cui aveva cominciato a riflettere sulla ricerca 
dell'Amore, la sua importanza era andata scemando settimana dopo settimana. 

"Manca solo una prova affinche tu possa accedere all'Iniziazione deU'Equinozio di 
Primavera. Se non riuscissi a superarla, non preoccuparti: nel tuo futuro ci sono molti 
Equinozi, e un giorno verrai iniziata. Finora hai operato utilizzando il tuo lato 
maschile: la conoscenza. Adesso tu sai, e sei in grado di capire ogni particolare del 
tuo sapere, tuttavia non hai ancora sperimentato - neppure episodicamente - la grande 
forza femminile, una delle energie piu importanti della trasformazione. E senza la 
trasformazione, la conoscenza non pud dirsi sapienza. 

"Questa forza e sempre stata rappresentata dal Potere di Maledizione delle streghe 
- e delle donne in generale. E qualcosa di noto a tutti coloro che vivono su questo 
pianeta. Gli esseri umani sanno che le donne sono le grandi custodi dei loro segreti. 
Poiche eravamo in grado di padroneggiare una forza tremenda, fummo condannate a 



vagare in un mondo pericoloso e ostile - in alcuni luoghi, essa venne bandita come un 
abominio. Chi ha a che fare con quella potesta, magari inconsciamente, vi rimane 
legato per il resto dell'esistenza. Pud esserne signore o schiavo, pud trasformarla in 
un'energia magica, oppure impiegarla sino alia fine dei suoi giorni senza rendersi 
conto del suo immenso potere. Questa forza permea tutto cio che ci circonda: alligna 
nel mondo visibile degli uomini e nel mondo invisibile dei mistici. Pud essere 
massacrata, umiliata, nascosta o addirittura negata. Puo rimanere sopita per lunghi 
anni, puo essere abbandonata in qualsiasi posto, puo essere trattata dagli umani in 
innumerevoli modi, tranne uno: quello di rinnegarla - poiche dopo averla conosciuta, 
sara pressoche impossibile dimenticarla in ogni momento del proprio future" 

"Ma di che forza si tratta?" 

"Non continuare a pormi domande sciocche," rispose Wicca. "So perfettamente 
che la conosci." 

Era cosi: Brida la conosceva. 

Era il sesso. 

Wicca scosto una delle tende - di un bianco immacolato - e le mostrd il paesaggio. 
La finestra affacciava sul fiume, sui palazzi antichi e sulle montagne all'orizzonte. Su 
una di quelle alture viveva il Mago. 

"Che cos'e quella?" domandd Wicca, indicando la sommita di una chiesa. 

"Una croce. II simbolo del cristianesimo." 

"Un romano non sarebbe mai entrato in un edificio con una croce: avrebbe pensato 
che si trattasse di un luogo di supplizio, giacche quel simbolo e uno degli strumenti di 
tortura piu terribili che l'uomo abbia inventato. 

"Anche se la croce e identica, il suo significato e cambiato. Nel medesimo modo, 
quando gli uomini erano vicini a Dio, il sesso rappresentava la comunione simbolica 
con l'Essenza Divina. Era la riscoperta del senso della vita." 

"Perche coloro che cercano Dio di solito rifuggono il sesso? 

Wicca parve irritata dall'interruzione. Ma decise di rispondere. 

"Quando parlo della forza, non mi riferisco soltanto all'atto sessuale. Alcune 
persone si servono di essa senza usarla realmente. Tutto dipende dal cammino 
scelto." 

"Conosco questa forza," disse Brida. "E so come utilizzarla." 

Adesso, pero, era indispensabile tornare all'argomento principale della 
conversazione. 

"Forse saprai affrontare il sesso in un letto. Ma questo non significa conoscerne la 
forza. Sia l'uomo sia la donna risultano vulnerabili dal potere del sesso, perche il 
piacere e la paura hanno la medesima importanza in quell'ambito." 

"E perche il piacere e la paura procedono insieme?" 

Finalmente la giovane aveva posto una domanda a cui valeva la pena di rispondere. 

"Perche chi si rapporta con il sesso e conscio di trovarsi di fronte a qualcosa che 
manifesta tutta la propria intensita soltanto quando si perde il controllo. Quando 
siamo a letto con qualcuno, accordiamo al nostro partner il permesso di comunicare 
non solo con il nostro corpo, ma anche con la nostra personality. Sono le forze 
autentiche della vita che comunicano fra loro indipendentemente dalla nostra volonta 



- e, allora, non possiamo nascondere chi siamo. 

"Non importa l'immagine che abbiamo di noi. Sono ininfluenti i travestimenti, le 
risposte pronte, le ritirate onorevoli. Nel sesso, e difficile ingannare l'altro - perche in 
quei momenti ciascuno si mostra com'e realmente." 

Wicca parlava come se fosse una profonda conoscitrice di quella forza. I suoi occhi 
brillavano, e la sua voce tradiva un certo orgoglio. Forse era quella potesta che le 
consentiva di essere cosi attraente. Era bello apprendere con lei: un giorno, Brida 
sarebbe riuscita a scoprire il segreto del suo fascino. 

"Perche l'lniziazione possa aver luogo, devi possedere questa forza. II resto - il 
sesso delle streghe - appartiene ai Grandi Misteri, che ti saranno svelati dopo la 
cerimonia." 

"Come posso procurarmela?" 

"II metodo e assai semplice - e, come tutte le cose semplici, i risultati si rivelano 
piu inesplicabili dei complessi rituali che ti ho insegnato finora." 

Wicca si avvicino a Brida, la prese per le spalle e la guardo intensamente negli 
occhi. 

"II metodo e questo: durante l'amplesso, utilizza i tuoi cinque sensi. Se 
raggiungeranno insieme l'orgasmo, potrai accedere all'Iniziazione." 



"Sono venuta a scusarmi," disse la giovane. 

Si trovavano nel medesimo luogo in cui si erano incontrati la volta precedente: le 
rocce sulla destra della montagna, dalle quali si scorgeva la valle immensa. 

"Talvolta penso una cosa e ne faccio un'altra," prosegui Brida. "Ma se un giorno 
hai vissuto l'amore vero, sai che e tremendamente penoso soffrire per esso." 

"Si, lo so," replied il Mago. Era la prima volta che le parlava della propria vita 
privata. 

"Avevi ragione riguardo al punto luminoso. La vita perde una parte del suo 
fascino. Comunque, ho scoperto che la ricerca pud essere altrettanto interessante 
dell'incontro." 

"Purche si vinca la paura." 

"E vero." 

Brida fu contenta di apprendere che anche quell'uomo, che conosceva 
innumerevoli cose, continuava a provare paura. 

Passeggiarono per l'intero pomeriggio nella foresta innevata. Parlarono delle 
piante, del paesaggio e del modo in cui i ragni solevano tessere la tela in quella zona. 
A un certo punto, incontrarono un pastore che riconduceva il suo gregge di pecore 
all'ovile. 

"Salve, Santiago!" disse il Mago, salutandolo. Poi si rivolse a Brida: "Dio ha 
un'affezione speciale per i pastori: sono individui avvezzi alia natura, al silenzio e alia 
pazienza. Possiedono tutte le virtu indispensabili per comunicare con l'Universo." 

Fino a quell'istante, non avevano mai affrontato simili argomenti, e Brida non 
voleva precipitare gli eventi. Riprese a parlare della propria vita e di cio che accadeva 
nel mondo. II suo sesto senso la mise in guardia: doveva evitare di pronunciare il 
nome di Lorens - non sapeva che cosa stesse accadendo, ignorava perche il Mago le 
dedicasse tanta attenzione, tuttavia si sentiva in dovere di mantenere accesa questa 
fiammella. "Potere di Maledizione," aveva detto Wicca. Lei aveva un obiettivo, e il 
Mago era l'unico che potesse aiutarla a raggiungerlo. 

Passarono accanto ad alcuni agnelli, le cui orme tracciavano un buffo sentiero nella 
neve. Adesso non e'era alcun pastore, ma le bestiole sapevano dove andare e cosa 
desideravano trovare. II Mago rimase a lungo a contemplare gli animali, come se 
fosse davanti a un grande segreto della Tradizione del Sole - che Brida non riusciva a 
decifrare. 

A mano a mano che la luce del giorno scemava, diminuiva anche il sentimento di 
terrore e rispetto che s'impossessava di Brida allorche incontrava quell'uomo: per la 
prima volta, si sentiva tranquilla e fiduciosa accanto a lui. Forse perche non aveva piu 
bisogno di rivelare il proprio Dono - ormai aveva udito la Voce, e il suo ingresso nel 
mondo di quegli uomini e di quelle donne particolari era soltanto una questione di 
tempo. Anche lei ormai apparteneva al Cammino dei Misteri e, dal momento in cui 



aveva sentito la Voce, l'individuo che le stava di fianco era parte del suo Universe 

Avverti il desiderio di prendergli le mani, di domandargli che le mostrasse 
qualcosa della Tradizione del Sole, proprio come soleva chiedere a Lorens di parlarle 
delle stelle piu remote. Sarebbe stato come confessargli che vedevano la medesima 
cosa, seppure da angolature differenti. 

Qualcosa le suggeriva che l'altro ne aveva bisogno, tuttavia non si trattava della 
Voce misteriosa della Tradizione della Luna, bensi di quella inquieta e talvolta 
stupida del suo cuore. Una voce alia quale, di solito, non prestava una grande 
attenzione, giacche la conduceva sempre lungo cammini incomprensibili. 

Comunque, le emozioni erano cavalli selvaggi, e volevano essere ascoltate. Brida 
le aveva lasciate correre liberamente, fino alio stremo. Adesso le raccontavano quanto 
sarebbe stato bello quel pomeriggio se lei fosse stata innamorata di quell'uomo. 
Perche quando si innamorava, era capace di apprendere e conoscere cose alle quali 
non osava neppure pensare, giacche l'amore costituiva la chiave per la comprensione 
di tutti i misteri. 

Immagind una gran messe di scene d'amore, finche riprese il controllo delle 
proprie emozioni. Poi si disse che non avrebbe mai potuto amare un uomo simile: 
perche lui capiva l'Universo, e tutti i sentimenti umani si rivelavano assai modesti, se 
osservati da lontano. 

Raggiunsero i ruderi di una vecchia chiesa. II Mago si sedette su uno dei cumuli di 
pietre disseminati li intorno; Brida ripuli dalla neve il davanzale di una finestra. 

"Dev'essere bello vivere qui, trascorrere i giorni nella foresta e passare le notti in 
una casa riscaldata," disse la ragazza. 

"Si, e bello. Io riconosco il canto degli uccelli, so leggere i segnali di Dio, e riesco 
a capire appieno la Tradizione del Sole e la Tradizione della Luna." Avrebbe voluto 
aggiungere: "Ma sono solo. E non serve pressoche a nulla comprendere l'Universo 
quando si e soli." 

Davanti a lui, seduta sul davanzale di una finestra, e'era lAltra Parte di se: poteva 
scorgere il punto luminoso sopra la sua spalla sinistra. Per un attimo, provo una sorta 
di dispiacere per aver appreso le Tradizioni: forse era stato proprio quel punto che lo 
aveva portato a innamorarsi di quella donna. 

'Lei e intelligente,' penso il Mago. 'Ha intuito il pericolo prima, e adesso non vuole 
piu saperne di punti luminosi.' 

"Ho identificato il mio Dono: l'ho udito. Wicca e un'eccellente Maestra." 

Era la prima volta che affrontava l'argomento della magia, quel pomeriggio. 

"Quella Voce ti insegnera i misteri del mondo, i segreti imprigionati nel Tempo 
che vengono perpetuati dalle streghe attraverso le generazioni." 

L'uomo parlo senza prestare attenzione alle parole che pronunciava. Stava 
cercando di ricordarsi quando aveva incontrato l'Altra Parte di se per la prima volta. 
Le persone solitarie smarriscono il senso del tempo, le ore risultano assai lunghe e i 
giorni interminabili. In qualsiasi caso, sapeva che erano entrati in contatto soltanto 
due volte. Brida stava apprendendo tutto molto rapidamente. 

"Conosco i rituali, e sard iniziata ai Grandi Misteri nel giorno del prossimo 
Equinozio." 



La tensione la stava attanagliando di nuovo. 

"Eppure c'e una cosa che ancora ignoro: la Forza che tutti conoscono, che tutti 
riveriscono come un mistero." 

II Mago comprese il motivo della sua visita di quel pomeriggio. Non era stato solo 
per passeggiare tra gli alberi e lasciare due tracce di impronte nella neve - tracce che 
si avvicinavano sempre piu. 

Brida si sollevo il bavero del giaccone, a coprirsi le gote. Non sapeva se quell'atto 
fosse dovuto al freddo, che si faceva piu pungente quando smettevano di camminare, 
oppure se stesse cercando solo di nascondere il proprio nervosismo. 

"Voglio apprendere il modo in cui risvegliare la forza del sesso. Quella che 
coinvolge tutti i cinque sensi," disse infine. "Wicca non affronta l'argomento. Dice 
che scopriro anche questo, esattamente come ho trovato la Voce." 

Per alcuni minuti, rimasero in silenzio. Brida riflette sull'opportunita di discutere di 
un simile tema tra i ruderi di una chiesa. Poi le sovvenne che esistevano molte 
maniere di coltivare la Forza. I monaci che avevano vissuto in quel luogo la 
esercitavano attraverso l'astinenza - e avrebbero capito cio che lei stava tentando di 
fare. 

"Ho provato in innumerevoli modi. Credo che dev'esserci una sorta di trucco, un 
escamotage simile a quello del telefono, che Wicca ha usato con i tarocchi. E 
qualcosa che non ha voluto rivelarmi: penso che lei abbia appreso nella maniera piu 
difficile, e che ora voglia che io affronti le stesse fatiche." 

"E questo il motivo per cui sei venuta a cercarmi?" la interruppe il Mago. 

Brida lo guardo profondamente negli occhi. 

"Si." 

Si aspetto che quella risposta lo convincesse. Ma, quei giorno, sin dal primo 
momento in cui lo aveva incontrato, la sua sicurezza si era affievolita. II percorso 
attraverso il bosco innevato, la luce del sole che si rifletteva sulla coltre bianchissima, 
la conversazione rilassata intorno alle cose del mondo... tutto aveva fatto si che le sue 
emozioni galoppassero come cavalli selvaggi. Ora doveva convincersi nuovamente di 
trovarsi li solo per perseguire un obiettivo, che avrebbe dovuto raggiungere con ogni 
mezzo. Perche, prima di essere uomo, Dio era stato donna. 

II Mago si alzo dal cumulo di pietre sul quale era seduto e si avvicino all'unico 
muro ancora eretto. Al centro si apriva una porta, e lui si appoggio alio stipite. La 
luce pomeridiana gli illuminava la schiena; Brida non riusciva a scorgere il suo viso. 

"C'e una cosa che Wicca non ti ha insegnato," disse il Mago. "Pud darsi che si sia 
trattato di una dimenticanza. Oppure pud aver voluto che la scoprissi da sola." 

"Eccomi qui. Pronta a scoprirla da sola," replied la ragazza. 

E si domandd se, in fondo, non fosse proprio questo il piano della Maestra: fare in 
modo che lei incontrasse quell'uomo. 

"Ti insegnero," disse lui, infine. "Seguimi." 



Camminarono fino a un punto in cui gli alberi erano piu alti e massicci. Brida notd 
che alcune rozze scale erano legate ai tronchi. Alia sommita di ognuna di esse 
sorgeva una sorta di capanna. 

'Probabilmente, qui vivono gli eremiti della Tradizione del Sole,' penso. 

II Mago esamind accuratamente ogni costruzione, ne scelse una e domandd a Brida 
di salire insieme a lui. 

La ragazza comincio la salita. A meta percorso, avverti la paura: una caduta 
sarebbe potuta risultare fatale. Comunque, decise di proseguire: in fin dei conti, era in 
un luogo sacro, protetto dagli spiriti della foresta. II Mago non aveva chiesto alcun 
permesso, ma forse nella Tradizione del Sole non era necessario. 

Quando arrivarono alia meta, Brida trasse un lungo sospiro: aveva vinto un altro 
dei suoi timori. 

"E un ottimo posto dove insegnarti il cammino," disse l'uomo. "Un luogo di 
appostamento." 

"Un luogo di appostamento?" 

"Sono casotti di cacciatori. Devono essere in alto, perche gli animali non sentano 
l'odore dell'uomo." 

"Per un anno intero, i cacciatori lasciano qui del cibo. Abituano la preda a venire 
sempre in questo posto. Poi, un bel giorno, l'ammazzano." 

Brida notd alcune cartucce vuote sul terreno. Era scioccata. 

"Guarda in basso," disse il Mago. 

Nel capanno non c'era spazio sufficiente per due persone, e il corpo della giovane 
sfiorava quello dell'uomo. Brida si alzo e guardo verso il basso: da quell'albero - forse 
il piu alto del bosco - poteva scorgere i rami spogli delle altre piante, la valle, le 
montagne coperte di neve all'orizzonte. Era un posto bellissimo: non c'era alcun 
bisogno che lui le dicesse che si trattava di un luogo di sorveglianza. 

II Mago rimosse il tetto di spessa tela del casotto e, di colpo, l'angusto spazio 
venne inondato dai raggi del sole. Faceva freddo, e Brida ebbe la sensazione che si 
trovassero in un sito magico, sulla vetta del mondo. Le sue emozioni avrebbero 
voluto galoppare all'impazzata, ma lei doveva mantenere il controllo di se. 

"Non c'era alcuna necessita che ti portassi qui per spiegarti cio che desideri 
sapere," disse il Mago. "Tuttavia ho voluto che conoscessi qualcos'altro di questa 
foresta. D'inverno, quando non ci sono ne cacciatori ne prede, mi arrampico su questi 
alberi e contemplo la Terra." 

Quell'uomo voleva davvero condividere con lei il proprio mondo. II sangue di 
Brida comincio a scorrere piu velocemente. Si sentiva in pace; stava vivendo uno di 
quei momenti dell'esistenza che offre una sola alternativa: perdere il controllo delle 
proprie azioni. 

"Ogni rapporto dell'uomo con il mondo avviene attraverso i cinque sensi. 



Immergersi nel mondo della magia e oltrepassare alcune soglie e scoprire sensi 
sconosciuti - e il sesso ci spinge verso una di queste porte." 

AH'improvviso, l'uomo aveva cambiato tono. Sembrava un professore che 
impartiva una lezione di biologia a un allievo. 'Forse e meglio cosi,' penso Brida, 
anche se non era particolarmente convinta della soluzione. 

"Non importa se stai ricercando la sapienza oppure il piacere che deriva dalla forza 
del sesso: in qualsiasi caso, sara sempre un'esperienza totale. Perche si tratta di 
un'attivita umana che coinvolge - o, perlomeno, dovrebbe coinvolgere - i cinque sensi 
contemporaneamente. Tutti i canali che ci permettono di comunicare con il prossimo 
sono aperti. 

"Nel momento dell'orgasmo, i cinque sensi si annullano - e tu penetri nel mondo 
della magia: non sei piu in grado di vedere, di udire, di avvertire il gusto, di percepire 
il tatto, di sentire l'odore. Durante quei lunghi secondi, tutto sparisce - e lo spazio 
viene occupato totalmente dall'estasi. Un'estasi identica a quella raggiunta dai mistici 
dopo anni di rinunce e disciplina." 

Brida avrebbe voluto domandare perche i mistici non la ricercassero attraverso 
l'orgasmo. Ma le sovvenne la discendenza dagli angeli. 

"Cio che spinge un individuo verso quest'estasi sono i cinque sensi. Quanto piu 
sono stimolati, tanto piu forte sara lo slancio. E l'estasi risultera piu sublime. 
Capisci?" 

Certo. Lei comprendeva alia perfezione, e annui. Tuttavia una simile domanda la 
allontano ulteriormente da quell'uomo. Avrebbe voluto che lui stesse al suo fianco, 
come quando avevano camminato nella foresta. 

"E semplicemente questo," disse il Mago. 

"E qualcosa che so, eppure non ci riesco!" Brida non voleva parlare di Lorens: 
intuiva che poteva rivelarsi pericoloso. "Mi hai detto che esiste un altro modo di 
raggiungere questo stato!" 

Era nervosa. Le emozioni avevano iniziato a galoppare, e lei stava perdendo il 
controllo di se. 

II Mago guardo di nuovo la foresta, laggiu in basso. Brida si domandd se anche lui 
non stesse lottando contro le emozioni. Comunque, non voleva - e non doveva - 
credere a cio che stava pensando. 

La giovane conosceva la Tradizione del Sole. Sapeva che i suoi Maestri 
insegnavano attraverso lo Spazio, attraverso il presente. Era cio che aveva pensato 
prima di cercarlo. Aveva immaginato che potessero ritrovarsi insieme, come adesso - 
senza nessuno vicino. I Maestri della Tradizione del Sole affidavano i loro 
insegnamenti alia pratica, evitando che la teoria prendesse il sopravvento e si 
dimostrasse prioritaria. L'aveva pensato prima di recarsi in quel bosco, e 
corrispondeva a verita, giacche ora reputava il suo cammino piu importante di 
qualsiasi altra cosa. Si, doveva continuare la Tradizione che aveva caratterizzato 
molte delle sue vite. 

II Mago, pero, si stava comportando come Wicca: si limitava ad accennare 
l'argomento. 

"Insegnami," gli disse, ancora una volta. 



II Mago teneva gli occhi fissi sulle cime degli alberi, spoglie e coperte di neve. In 
quel momento, avrebbe potuto scordare di essere un Maestro e ritenersi soltanto un 
Mago, un uomo come tutti gli altri. Sapeva che aveva di fronte l'Altra Parte di se. 
Avrebbe potuto parlarle della luce che scorgeva, e lei avrebbe capito e gli avrebbe 
creduto - e la loro riunione si sarebbe consumata. Anche se quella giovane si fosse 
allontanata in lacrime, alia fine sarebbe tornata, perche lui stava dicendo la verita - e 
cosi come lui aveva bisogno di lei, lei aveva bisogno di lui. Ecco la cognizione 
propria delle Altre Parti: una era sempre in grado di riconoscere l'altra. 

Ma lui era un Maestro. E un giorno, in un villaggio spagnolo, aveva fatto un 
giuramento sacro. Tra gli altri obblighi, quella promessa solenne stabiliva che un 
Maestro non poteva indurre qualcuno a compiere una scelta. Poiche gli era accaduto 
di commettere un simile errore, era stato esiliato dal mondo per molti anni. Adesso la 
situazione appariva diversa, ma lui non voleva rischiare. 'Per lei, potrei rinunciare alia 
Magia,' penso, per alcuni istanti; poi si rese immediatamente conto dell'insanita 
dell'idea. All'Amore non era necessario quel tipo di rinuncia: il vero Amore permette 
a ciascuno di seguire il proprio cammino, giacche esso non allontana mai le Parti. 

Doveva avere pazienza. Doveva continuare a osservare il comportamento dei 
pastori, sapendo che, prima o poi, loro sarebbero stati insieme. Era questa la Volonta 
Suprema. Lui aveva creduto in essa per tutta la vita. 

"Cio che mi stai chiedendo e semplice," disse l'uomo, infine. Continuava a essere 
padrone di se: la disciplina aveva vinto. 

"Fa' in modo che, quando ti accosterai all'altro, i cinque sensi siano gia desti. 
Perche il sesso possiede un'esistenza propria. Dal momento in cui ti affidi al suo 
ritmo, non lo controlli piu - e lui che assume il controllo di te. E tutto cio che hai 
riversato in esso, che ti sei portata dietro dal mondo esterno - le paure, i desideri, 
l'emotivita - permarra per l'intero arco di tempo. Ecco il motivo per cui le persone 
diventano impotenti. Nel sesso, devi portare nel letto soltanto l'amore e i cinque sensi 
attivi. Solo cosi sperimenterai la comunione con Dio." 

Brida contempld le cartucce vuote sparse sul terreno. Non rivelo nulla di cio che 
stava provando. In qualsiasi caso, conosceva gia quel trucco. Fra se e se si disse che 
era Tunica cosa che le interessava. 

"E tutto quello che posso insegnarti." 

La giovane rimase ancora immobile. I cavalli selvaggi sembravano domati dal 
silenzio. 

"Respira adagio per sette volte, fa' in modo che i tuoi cinque sensi siano gia attivi 
prima del contatto fisico. Dai tempo al tempo." 

Era un Maestro della Tradizione del Sole. Aveva superato un'ulteriore prova. 
Anche l'Altra Parte di se stava agendo affinche apprendesse nuove cose. 

"Ti ho mostrato la vista da quassu. Ora possiamo scendere." 



La giovane rimase a osservare distrattamente i bambini che giocavano nella piazza. 
Una volta, qualcuno le aveva detto che in ogni citta esiste un "luogo magico", un 
posto nel quale si e soliti andare allorche si avverte la necessita di riflettere 
seriamente sulla vita. Quella piazza era il suo "luogo magico" a Dublino. Poco 
distante, aveva affittato il suo primo appartamento, quando era arrivata nella grande 
citta, piena di sogni e di aspettative. A quell'epoca, progettava di iscriversi al Trinity 
College, di laurearsi e di insegnare letteratura. Allora sedeva a lungo sulla panchina 
dove si trovava adesso, scrivendo poesie e cercando di adottare i comportamenti dei 
suoi idoli letterari. 

Poiche le somme di denaro inviatele dal padre erano piuttosto esigue, fu obbligata 
a cercarsi un lavoro: lo trovo nella ditta di esportazioni. Non poteva lamentarsi: era 
contenta di cio che faceva e, in quel momento, l'impiego era una delle cose piu 
importanti della sua vita - perche era quello che conferiva un senso di realta a tutto e 
le impediva di impazzire. Inoltre le consentiva di mantenere il precario equilibrio tra 
il mondo visibile e quello invisibile. 

I ragazzini continuavano a giocare. Tutti quei bambini - com'era accaduto a lei, in 
passato - avevano udito storie di fate e di streghe, le quali venivano rappresentate 
interamente vestite di nero mentre offrivano mele avvelenate a povere fanciulle 
smarrite nella foresta. Nessuna di quelle creature avrebbe potuto immaginare che, li, a 
osservare i loro giochi, c'era una Strega. 

Quel pomeriggio, Wicca le aveva chiesto di compiere un esercizio che esulava 
dalla Tradizione della Luna - chiunque avrebbe potuto ottenere ottimi risultati. Brida, 
pero, doveva eseguirlo per mantenere aperto il ponte tra il visibile e l'invisibile. 

Si trattava di una pratica assai semplice: doveva sdraiarsi, rilassarsi e immaginare 
una via commerciale della citta. Poi, doveva concentrarsi e osservare una vetrina di 
quella strada, sforzandosi di coglierne i dettagli - i prezzi, gli oggetti, la loro 
disposizione. Al termine dell'esercizio, doveva recarsi nella via e verificare le 
corrispondenze. 

Adesso era seduta e guardava i bambini. Era appena ritornata da quel negozio: gli 
oggetti esposti erano come li aveva immaginati durante la concentrazione. Si 
domandd se si trattasse davvero di un esercizio per persone comuni, o se i mesi di 
addestramento come Strega non avessero contribuito a farle raggiungere un risultato 
cosi eclatante. Non l'avrebbe mai saputo. 

La strada dell'esercizio era vicina al suo "luogo magico": 'Nulla avviene per caso,' 
penso. Aveva il cuore greve di pena per un problema che non riusciva a risolvere: 
l'Amore. Amava Lorens, ne era certa. Sapeva che, quando si fosse impadronita della 
Tradizione della Luna, avrebbe scorto il punto luminoso sopra la spalla del fidanzato. 
Un pomeriggio, durante il quale erano andati a prendere una cioccolata calda nei 
pressi della torre che aveva ispirato James Joyce per YUlisse, lei aveva notato 



quell'inconfondibile bagliore negli occhi di lui. 

II Mago aveva ragione: la Tradizione del Sole era il cammino di tutti gli uomini - e 
poteva essere decifrata da chiunque sapesse pregare, mostrare pazienza e desiderare i 
suoi insegnamenti. Quanto piu Brida approfondiva la Tradizione della Luna, tanto piu 
comprendeva e ammirava la Tradizione del Sole. 

II Mago. Di nuovo, stava pensando a lui. Era questo il "problema" che l'aveva 
condotta nel suo "luogo magico". DaH'incontro nel capanno dei cacciatori, le era 
accaduto spesso di pensare a lui. Anche ora sentiva il desiderio di andare da 
quell'uomo, di parlargli dell'esercizio che aveva appena terminato, ma sapeva che si 
sarebbe trattato solo di un pretesto - in realta, sperava che la invitasse a passeggiare 
nella foresta. Aveva la certezza che sarebbe stata ben accolta e cominciava a credere 
che, per qualche misteriosa ragione - a cui non osava neppure pensare -, anche l'altro 
apprezzasse la sua compagnia. 

'Ho sempre avuto una certa tendenza al delirio,' si disse, cercando di scacciare dalla 
mente il Mago. Comunque, era perfettamente conscia che il pensiero sarebbe 
ritornato nel volgere di poco tempo. 

Brida, pero, non voleva continuare a vivere in quel modo. Era una donna, e sapeva 
riconoscere i sintomi di una nuova passione: no, doveva evitarla a ogni costo. Amava 
Lorens, desiderava che la sua vita seguitasse lungo quel binario. II suo mondo aveva 
gia subito troppi cambiamenti. 



II sabato mattina, Lorens telefond. 

"Facciamo una gita," disse. "Andiamo alle scogliere." 

Brida approntd qualche provvista, e affrontarono un'ora di corriera - sul pullman, il 
riscaldamento funzionava male. Verso mezzogiorno arrivarono al paese. 

Brida era emozionata. Durante il primo anno di universita, alia facolta di 
letteratura, aveva letto molte opere del poeta che era vissuto li nel secolo precedente: 
un individuo misterioso, grande conoscitore della Tradizione della Luna e membro di 
societa segrete, che aveva consegnato ai suoi libri il messaggio occulto di coloro che 
perseguono un cammino spirituale. Si chiamava William Butler Yeats. Le 
sovvennero alcuni versi che si adattavano perfettamente a quella mattinata gelida, con 
i gabbiani che volteggiavano sopra le imbarcazioni ancorate nel porticciolo: 

Ho seminato i miei sogni laddove ora tu posi i piedi; 
Cammina dolcemente, perche stai calpestando i miei sogni. 

Entrarono nell'unico bar del villaggio e ordinarono un whisky, per affrontare 
meglio il freddo; bevvero, e poi uscirono, diretti alle scogliere. Presto, la stradina 
asfaltata si trasformd in una salita e, mezz'ora dopo, Lorens e Brida raggiunsero 
quelle che gli abitanti del luogo chiamavano "falesie". Si trattava di un promontorio 
costituito da piu formazioni rocciose, che terminavano in uno strapiombo sul mare. 
Un sentiero girava intorno agli scogli: camminando senza fretta, avrebbero compiuto 
il periplo delle falesie in meno di quattro ore. A quel punto, non gli sarebbe rimasto 
che prendere la corriera e far ritorno a Dublino. 

Brida era affascinata dal programma: per quanti turbamenti le stesse riservando la 
vita quell'anno, le risultava comunque difficile affrontare l'inverno. Si limitava a 
recarsi al lavoro durante il giorno, a frequentare l'universita alia sera e ad andare al 
cinema nei fine-settimana. Negli orari stabiliti, eseguiva sempre i rituali e danzava 
secondo gli insegnamenti di Wicca. Comunque, aveva voglia di vivere, di uscire di 
casa, di vedere qualche scorcio di natura. 

II cielo era coperto di nuvole basse, ma l'esercizio fisico e il whisky le 
consentivano di vincere il freddo. II sentiero era troppo stretto perche potessero 
camminare affiancati - e cosi Lorens la precedeva di alcuni metri. Questa situazione 
rendeva impossibile la conversazione. Di tanto in tanto, comunque, riuscivano a 
scambiare qualche parola: e cio era sufficiente a farli sentire vicini nella condivisione 
della natura che li circondava. 

Brida guardava il paesaggio con uno stupore infantile. Era uno scenario identico a 
quello di migliaia di anni prima, quando non c'erano ne citta ne porti ne poeti ne 
ragazze che perseguivano la Tradizione della Luna. Allora esistevano solo le rocce, il 
mare che s'infrangeva di sotto e i gabbiani che volavano tra le nubi basse. Di tanto in 
tanto, la ragazza spingeva il proprio sguardo oltre il precipizio e avvertiva una leggera 



vertigine. II mare sussurrava cose che non comprendeva, i gabbiani tracciavano 
disegni che non riusciva a seguire. Eppure osservava quel mondo ancora primordiale 
come se li, piu che nei libri che leggeva o nei rituali che praticava, fosse custodita la 
vera sapienza dell'Universo. A mano a mano che si allontanavano dal porto, la realta 
attuale perdeva importanza - i suoi sogni, il suo quotidiano, la sua ricerca. Rimaneva 
solo cio che Wicca aveva definito la "firma di Dio". 

Restava soltanto quel momento primitivo, nei quale si rivelavano le forze pure 
della natura: la sensazione di essere viva, accanto a qualcuno che amava. 

Dopo quasi due ore di cammino, il sentiero si allargo, e loro decisero di sedersi uno 
accanto all'altra per riposare. Gli era impossibile trattenersi a lungo: ben presto il 
freddo sarebbe diventato insopportabile, e avrebbero dovuto muoversi. Ma Brida 
avrebbe voluto rimanere almeno per qualche minuto accanto a Lorens, a guardare le 
nubi e ad ascoltare il rumore del mare. 

La ragazza senti l'odore del salmastro nell'aria e il sapore del sale sulle labbra. 
Teneva il viso contro il giaccone del fidanzato. Stava vivendo un momento intenso, di 
vita piena. I suoi cinque sensi erano desti. 

Si, i suoi cinque sensi erano gia attivi. 

Per una frazione di secondo, penso al Mago; poi lo dimenticd. Ora le interessavano 
soltanto i suoi cinque sensi. Doveva sforzarsi di mantenerli ben desti. Era arrivato il 
momento. 

"Debbo parlarti, Lorens." 

II giovane mormord una frase, ma in cuor suo avverti una certa paura. Mentre 
scrutava le nuvole e il precipizio, si rese conto che quella donna era la cosa piu 
importante della sua vita. Era una spiegazione, Tunica motivazione valida per quelle 
rocce, per quel cielo, per quell'inverno. Se non si fosse trovata li, accanto a lui, 
sarebbe stato pressoche inutile che tutti gli angeli del Cielo scendessero a confortarlo: 
il Paradiso non avrebbe avuto alcun senso. 

"Voglio dirti che ti amo," disse Brida, dolcemente. "Perche mi hai fatto conoscere 
la gioia dell'amore." 

Ora si sentiva completa, realizzata, mentre quel paesaggio penetrava nella sua 
anima. Lorens prese ad accarezzarle i capelli. E lei ebbe la certezza che, se avesse 
corso dei rischi, avrebbe potuto sperimentare un amore mai provato prima. 

Brida lo bacio. Assaporo il gusto della sua bocca, il tocco della sua lingua. Adesso 
poteva cogliere ogni movimento; intui che la stessa cosa accadeva a Lorens - giacche 
la Tradizione del Sole si rivela sempre a tutti coloro che guardano il mondo come se 
stessero vedendolo per la prima volta. 

"Voglio amarti qui, Lorens." 

Per una frazione di secondo, il giovane penso che si trovavano su una strada 
pubblica, lungo la quale sarebbe potuto passare qualcuno, una persona abbastanza 
folle da recarsi in quel posto in pieno inverno. Ma se un individuo si fosse dimostrato 
cosi coraggioso da affrontare una simile prova, sarebbe stato in grado di capire che 
alcune forze, dopo che hanno iniziato la loro azione, non possono essere fermate. 

Le poso le mani sul petto, e senti i seni sodi. Brida si era abbandonata 
completamente - tutte le forze del mondo erano penetrate in lei attraverso i cinque 
sensi e si stavano trasformando in un'energia che la pervadeva. Si sdraiarono sul 



terreno: erano circondati dalle rocce, dal precipizio, dal mare, dalla vita dei gabbiani 
che volteggiavano lassu in alto e dalla morte che si frangeva tra gli scogli laggiu in 
basso. Cominciarono a fare l'amore senza alcun timore, giacche Dio protegge sempre 
gli innocenti. 

Non sentivano piu il freddo. Nelle vene di Brida, il sangue scorreva a una velocita 
tale che lei si strappo alcuni indumenti; Lorens fece altrettanto. Non avvertivano 
alcun dolore, nonostante che le ginocchia e le spalle si graffiassero sul terreno 
sassoso - tutto cio faceva parte del piacere, e lo completava. Brida capi che l'orgasmo 
era ormai prossimo, ma si tratto di una sensazione piuttosto distante: in quel 
momento, lei era completamente legata al mondo - il suo corpo e quello del fidanzato 
si fondevano con il mare, le pietre, la vita e la morte. Resistette in questo stato quanto 
piu le fu possibile, mentre un'altra parte di se percepiva - ancorche molto vagamente - 
che stava sperimentando cose ignorate fino ad allora. Stava ritrovando se stessa e il 
senso dell'esistenza: era il ritorno nel giardino dell'Eden, il momento in cui Eva 
rientrava nel corpo di Adamo - e le due Parti si trasformavano nella Creazione. 

AH'improvviso, le risulto impossibile rapportarsi con la realta circostante: era come 
se i suoi cinque sensi volessero liberarsi e a lei non restasse alcuna forza per 
controllarli. Come se fosse colpita da un raggio sacro, Brida li lascio andare - e il 
mondo, i gabbiani, il gusto del sale, la terra scabra, l'odore del mare, la visione delle 
nuvole... tutto scomparve, sostituito da un'immensa luce dorata, che aumentava 
d'intensita e si espandeva sempre piu, fino a raggiungere la Stella piu lontana della 
galassia. 

A poco a poco, abbandono quello stato. Riapparvero il mare e le nuvole - ma tutto 
era immerso in una vibrazione di pace profonda: la pace di un universo che, magari 
soltanto per qualche istante, cominciava ad avere una spiegazione, giacche lei era in 
comunione con il mondo intero. Aveva scoperto un nuovo ponte che collegava il 
visibile all'invisibile: si trattava di un percorso che non avrebbe dimenticato mai piu. 



L'indomani, Brida telefond a Wicca, raccontandole l'accaduto. L'altra rimase in 
silenzio per qualche istante. 

"Complimenti," disse infine. "Ce Thai fatta." 

Le spiegd che, da quel momento, la forza del sesso avrebbe determinato 
trasformazioni profonde nel suo modo di vedere e di sentire il mondo. 

"Sei pronta per la festa dell'Equinozio. Ti serve soltanto un'altra cosa." 

"Un'altra cosa ancora? Ma tu mi hai parlato solo di questo!" 

"Si tratta di qualcosa di estremamente facile. Devi sognare un vestito: il vestito che 
indosserai quel giorno." 

"E se non ci riesco?" 

"Stai tranquilla, lo sognerai. Hai gia ottenuto la cosa piu difficile." 

Poi, aH'improvviso, cambio argomento - si comportava spesso cosi. Disse che 
aveva acquistato un'automobile nuova, e che avrebbe voluto andare a fare shopping. 
Le domando se potesse accompagnarla. 

Brida si senti orgogliosa dell'invito, e chiese al capufficio il permesso di uscire dal 
lavoro in anticipo. Era la prima volta che Wicca dimostrava una sorta di affetto verso 
di lei - anche se si trattava solo di accompagnarla a fare compere. Era consapevole 
che, in quel momento, molti altri discepoli sarebbero stati felicissimi di trovarsi al suo 
posto. Chissa, magari quel pomeriggio avrebbe potuto dimostrare a Wicca quanto 
fosse importante per lei e quanto avrebbe voluto esserle arnica. Per Brida era difficile 
separare l'amicizia dalla ricerca spirituale e, di conseguenza, provava un certo 
dispiacere per il fatto che, fino ad allora, la Maestra non avesse palesato alcun tipo di 
interesse per la sua vita quotidiana. Le loro conversazioni si limitavano agli elementi 
indispensabili affinche lei potesse conseguire dei risultati soddisfacenti nella 
Tradizione della Luna. 

All'ora stabilita, Wicca la stava aspettando seduta in una MG spider, rossa, con la 
capote abbassata. La vettura, un modello classico dell'industria automobilistica 
britannica, era tenuta eccezionalmente bene, con la carrozzeria brillante e il cruscotto 
di radica incerato. Brida non oso calcolarne il prezzo. L'idea che una Strega 
possedesse un'auto tanto costosa la spaventava. Prima di conoscere la Tradizione 
della Luna, durante l'infanzia, le era stato raccontato che le streghe stipulavano patti 
scellerati con il demonio, in cambio di denaro e potere. 

"Non credi che sia piuttosto freddo per circolare con la capote abbassata?" 
domando, mentre saliva. 

"Non me la sento di aspettare fino all'estate," rispose Wicca. "Semplicemente non 
posso. Non vedo l'ora di provarla cosi." 

Che bello! Almeno in questo, la sua Maestra era una persona normale. 

Girovagarono per le strade, attirando gli sguardi di ammirazione delle persone 
anziane e i fischi e i complimenti degli uomini. 



"La tua preoccupazione di non sognare il vestito mi rende felice," disse Wicca. 
Brida aveva gia dimenticato la conversazione al telefono. 

"Non smettere mai di avere dubbi. Quando non hai piu indecisioni, vuol dire che ti 
sei fermata nel tuo cammino. E li che interviene Dio a smentire tutto: e il modo che 
utilizza per controllare i propri eletti, facendo si che percorrano sempre - sino alia 
fine - la strada che gli e stata assegnata. Egli ci obbliga a proseguire allorche, per un 
qualche motivo - egoismo, pigrizia, o la falsa sensazione che le nostre conoscenze 
siano gia sufficienti -, ci fermiamo. 

"Ma... attenta: non lasciare mai che i dubbi paralizzino le tue azioni. Prendi sempre 
tutte le decisioni che ti riguardano, anche senza avere l'assoluta certezza che stai 
scegliendo correttamente. Allorche agisce, nessuno sbaglia se, nel compiere le 
proprie scelte, si attiene a un antico adagio tedesco che la Tradizione della Luna ha 
tramandato fino ai nostri giorni. Se ricorderai questo detto, sarai in grado di tramutare 
una decisione sbagliata in una scelta giusta. 

"II proverbio recita: 11 diavolo dimora nei dettagli. "' 

All'improvviso, Wicca si fermd davanti a un'officina. 

"C'e una diceria che riguarda questo proverbio," disse. "Esso ci sovviene solo 
quando ne avvertiamo la necessita. Io ho appena comprato quest'auto e, 
aH'improvviso, ricordo che il diavolo dimora nei dettagli." 

Balzo fuori dall'automobile nel momento in cui il meccanico si avvicino. 

"Ha la capote rotta, signora?" 

Wicca non si prese neppure la briga di rispondere: gli chiese di fare una revisione 
completa dell'auto. Sul marciapiede opposto c'era una pasticceria: le due donne 
andarono a prendere una cioccolata calda mentre il meccanico esaminava la MG. 

"Osserva il meccanico," disse Wicca, rivolgendosi a Brida, mentre entrambe 
guardavano in direzione dell'officina attraverso la vetrina della pasticceria. L'uomo 
era immobile davanti al cofano aperto dell'auto: non faceva niente. 

"Non sta toccando nulla. Si limita a guardare. Sono anni che esercita il mestiere di 
meccanico, e sa che l'auto gli parla con un linguaggio speciale. Non sta utilizzando il 
suo raziocinio e la sua perizia, ma la sua sensibilita." 

AH'improvviso, il meccanico si concentro su una parte del motore e comincid a 
lavorare. 

"Ha trovato il difetto," prosegui Wicca. "Non ha impiegato molto tempo, perche la 
comunicazione fra la macchina e lui e perfetta. Tutti i meccanici valenti di mia 
conoscenza agiscono in quel modo." 

'Anche quelli che conosco io,' penso Brida. Tuttavia credeva che agissero in quella 
maniera perche non sapevano da dove cominciare. Non si era mai resa conto che 
iniziavano sempre dal punto giusto. 

"Perche queste persone, che possiedono la sapienza del Sole nelle loro vite, non 
tentano mai di comprendere le domande fondamentali dell'Universo? Perche 
preferiscono riparare motori o servire caffe nei bar?" 

"Ma cosa ti fa pensare che, con la scelta del nostro cammino e la nostra dedizione, 
noi siamo in grado di comprendere piu profondamente l'Universo rispetto ad altri 
individui? 



"Io ho molti discepoli: pur sapendo che la morte non esiste, sono persone 
esattamente identiche a tutte le altre, che si commuovono al cinema e si preoccupano 
quando i figli ritardano. La stregoneria e soltanto una delle forme che consente di 
avvicinarsi alia Sapienza Suprema - comunque, qualsiasi azione pud condurre l'uomo 
a quella meta, purche la compia con amore. Le streghe possono conversare con 
l'Anima del Mondo, scorgere la luce sopra la spalla sinistra dell'Altra Parte e 
contemplare l'lnfinito per mezzo del bagliore e del silenzio di una candela. Di certo, 
non capiscono nulla dei motori delle automobili. Proprio come i meccanici hanno 
bisogno delle streghe, a noi servono i meccanici. II loro ponte per l'invisibile si trova 
nel motore di un auto; il nostro, nella Tradizione della Luna. In qualsiasi caso, 
l'invisibile e il medesimo. 

"Fa' la tua parte e non preoccuparti degli altri. Devi credere che Dio parla anche 
con loro - che sono impegnati quanto te a scoprire il senso di questa vita." 

"L'auto e a posto," disse il meccanico quando, dopo essere uscite dalla pasticceria, 
le due donne tornarono in officina. "E stata fortunata. Ha evitato un grosso guaio 
appena in tempo: un manicotto stava per scoppiare." 

Wicca fece qualche rimostranza riguardo al prezzo, ma fu contenta di essersi 
ricordata del proverbio. 



Andarono a fare shopping in una delle principali vie commerciali di Dublino, 
proprio quella che Brida aveva immaginato nell'esercizio della vetrina. Ogniqualvolta 
il discorso affrontava temi privati, Wicca replicava con risposte vaghe o evasive; al 
contrario, parlava con grande entusiasmo di argomenti banali: i prezzi, gli abiti, le 
commesse scostanti. Quel pomeriggio, spese una somma rilevante di denaro, perlopiu 
in acquisti che rivelavano un sofisticato buongusto. 

Brida sapeva che non e educato domandare da dove provengano i soldi che l'altro 
sta spendendo. Tuttavia la sua curiosita la spinse quasi a violare una delle norme piu 
elementari della buona creanza. 

Conclusero il pomeriggio nel ristorante giapponese piu rinomato della citta, 
davanti a un vassoio di sashimi. 

"Che Dio benedica il nostro cibo," disse Wicca. "Poiche siamo navigatori in un 
mare ignoto, che Egli ci conservi sempre il coraggio di accettare questo mistero." 

"Ma tu sei una Maestra della Tradizione della Luna," commentd Brida. "Tu 
conosci le risposte." 

Wicca contempld il cibo per un momento, con sguardo assente. 

"So viaggiare tra il presente e il passato," disse, dopo qualche istante. "Conosco il 
mondo degli spiriti, e sono entrata in comunione con forze cosi stupefacenti che i 
termini di tutti gli idiomi noti risultano insufficienti per descriverle. Forse potrei 
affermare che possiedo la conoscenza silenziosa del cammino che ha guidato la razza 
umana fino a questo momento. 

"E poiche conosco tutto cio, e sono una Maestra, so anche che non scopriremo mai 
- assolutamente mai - la ragione autentica della nostra esistenza. Potremo arrivare a 
scoprire come, dove, quando e in quale maniera ci troviamo qui. Ma il perche e - e 
sara sempre - un quesito senza risposta. L'obiettivo principale del Grande Architetto 
dell'Universo e noto soltanto a Lui, e a nessun altro." 

Sembrava che il silenzio si fosse impossessato del ristorante. 

"In questo momento, mentre noi ce ne stiamo sedute a mangiare, il novantanove 
per cento degli individui che abitano questo pianeta si confrontano, in differenti 
modi, con questa domanda: 'Perche siamo qui?' Mold credono di avere trovato la 
risposta nella religione, oppure nel materialismo. Altri si disperano e sprecano la 
propria esistenza e le proprie fortune, cercando di penetrare il mistero contenuto in 
essa. Alcuni - pochi - hanno accantonato l'interrogativo e si limitano a vivere il 
presente, senza preoccuparsi di risultati e conseguenze. 

"Soltanto gli impavidi, e coloro che conoscono la Tradizione del Sole e la 
Tradizione della Luna, sanno che Tunica risposta possibile a questa domanda e: 'NON 

so: 

"Dapprincipio, e qualcosa che pud spaventarci, poiche ci lascia inermi di fronte al 
mondo, alle cose mondane e al senso stesso della nostra esistenza. Eppure, scacciato 



il primo moto di paura, gradualmente prendiamo coscienza dell'unica soluzione 
possibile: seguire i nostri sogni. Trovare il coraggio di compiere i passi che abbiamo 
sempre desiderato e Tunica maniera di dimostrare che confidiamo in Dio. 

"Nell'istante in cui accettiamo questa realta, la vita comincia ad avere un senso 
sacro, e noi sperimentiamo la medesima emozione provata dalla Vergine allorche, in 
un pomeriggio della sua esistenza ordinaria, le apparve uno sconosciuto, latore di una 
sorta di offerta. 'Sia fatta la vostra volonta,' replied la Vergine. Perche aveva 
compreso che la nobilta d'animo piu grande che un essere umano possa mostrare e 
l'accettazione del Mistero." 

Dopo un lungo momento di silenzio, Wicca prese le posate e ricomincid a 
mangiare. Brida la guardava, orgogliosa di trovarsi al suo fianco. Ormai non pensava 
piu alle domande che non le avrebbe mai posto: quanto guadagnasse, se fosse 
innamorata o gelosa di un uomo. II suo pensiero era rivolto alia grandezza d'animo 
dei veri saggi - coloro che avevano vissuto la propria vita cercando una risposta 
inesistente e che, nel momento in cui si erano resi conto dell'inutilita dei loro sforzi, 
non avevano falsificato le spiegazioni. Avevano cominciato a vivere umilmente in un 
Universo che non sarebbero mai riusciti a comprendere. Comunque, potevano fame 
parte - in un unico modo, pero: seguendo i propri desideri e i propri sogni. E cosi che 
l'uomo si trasforma in uno strumento di Dio. 

"E allora perche dedicarsi alia ricerca?" domandd Brida. 

"Noi non cerchiamo. Ci limitiamo ad accettare, e cosi la nostra vita diviene piu 
intensa e brillante, giacche arriviamo a capire che ciascuno dei passi compiuti durante 
l'esistenza ha un significato che travalica il nostro essere. Arriviamo a capire che, in 
qualche punto del Tempo e dello Spazio, vi e una risposta a questa domanda. 
Arriviamo a capire che esiste un motivo per il fatto di trovarci su questo pianeta - e 
questo e sufficiente. 

"Ci immergiamo nella Notte Buia affidandoci alia fede, sforzandoci di realizzare 
cio che gli antichi alchimisti chiamavano 'Leggenda Personale'. Ci abbandoniamo 
totalmente a ogni istante, sapendo che e'e sempre una mano che ci guida: e una nostra 
scelta accettarla o no." 



Quella notte, Brida trascorse diverse ore ascoltando musica, abbandonandosi 
completamente al miracolo di essere viva. Ripenso ai suoi scrittori preferiti. Con una 
frase molto semplice, uno di essi le aveva instillato la fede necessaria per 
intraprendere la sua ricerca della sapienza. Si trattava di un poeta inglese, vissuto 
alcuni secoli prima; il suo nome era William Blake. Aveva scritto: 

Per ogni domanda che la mente umana pud concepire 
esiste sempre una risposta. 

Era arrivato il momento del rituale. Avrebbe dovuto passare i minuti successivi 
contemplando la fiammella della candela; si sedette davanti al piccolo altare allestito 
in casa. La luce del cero la proietto nel pomeriggio in cui aveva fatto l'amore con 
Lorens sulla scogliera. C'erano dei gabbiani che volteggiavano alti vicino alle nuvole, 
e bassi sopra le onde. 

Forse i pesci si domandavano come fosse possibile volare giacche, di tanto in 
tanto, qualche misteriosa creatura s'immergeva nel loro mondo, prima di sparire nello 
stesso modo in cui vi era penetrata. 

Probabilmente gli uccelli si chiedevano come fosse possibile respirare nell'acqua, 
visto che gli animali di cui si cibavano vivevano sotto le onde. 

Esistevano sia i pesci che gli uccelli. Saltuariamente, i loro universi entravano in 
comunicazione, senza che uno potesse rispondere alle domande dell'altro. Eppure, 
entrambi si ponevano degli interrogativi. Per i quali c'erano delle risposte. 

Nel momento in cui Brida fisso la fiamma della candela, intorno a lei comincid a 
crearsi un'atmosfera magica: si trattava di qualcosa che accadeva normalmente, 
tuttavia quella sera possedeva un'intensita diversa. 

Se si trovava a formulare una domanda, di certo - in un altro Universo - esisteva 
una risposta. Qualcuno la conosceva, anche se forse lei non l'avrebbe mai appresa. 
Non aveva piu bisogno di comprendere il significato della vita: le era sufficiente 
incontrare un Essere Umano che lo padroneggiasse. E addormentarsi fra le sue 
braccia, proprio come accade a un bambino quando sa che qualcuno piu forte lo 
proteggera da ogni pericolo e da ogni male. 

Al termine del rituale, recito una breve preghiera di ringraziamento per i passi 
compiuti fino ad allora. Voleva ringraziare il Cielo perche la prima persona alia quale 
si era rivolta per avvicinarsi alia magia non aveva tentato di spiegarle l'Universo - 
anzi, le aveva fatto trascorrere un'intera notte nel buio di una foresta. 

Avrebbe dovuto recarsi da quell'individuo ed esprimergli la propria gratitudine per 
tutto cio che le aveva insegnato. 

Ogni volta che Brida si rivolgeva a quell'uomo, stava cercando qualcosa. E quando 
lo otteneva, si limitava semplicemente ad andarsene, spesso senza neppure 



congedarsi. Eppure era stato lui a indicarle la soglia che si prefiggeva di varcare al 
prossimo Equinozio. Di certo, avrebbe dovuto almeno dirgli: "Grazie." 

No, non aveva paura di innamorarsi del Mago. Negli occhi di Lorens, aveva letto 
innumerevoli cose sul lato occulto della propria anima. 

Forse poteva nutrire qualche dubbio sul sogno dell'abito ma, riguardo al proprio 
amore, ormai tutto le era perfettamente chiaro. 



"Grazie di aver accettato il mio invito," disse al Mago, dopo che si furono 
accomodati. Erano seduti nell'unico bar del villaggio, nel locale dove Brida aveva 
colto quello strano bagliore negli occhi dell'altro. 

II Mago non disse nulla. Si accorse che l'energia della ragazza aveva subito un 
cambiamento radicale: quella giovane era riuscita a risvegliare la Forza. 

"Quando rimasi sola nella foresta, mi ripromisi che sarei tornata per ringraziarti o 
per maledirti. Di certo, non ho mantenuto quella promessa: sono sempre venuta in 
cerca di aiuto, e tu non mi hai mai abbandonato quando avevo bisogno. 

"Forse ti sembrerd presuntuosa, ma voglio che tu sappia che sei stato uno 
strumento della mano di Dio. E desidererei che stasera fossi mio ospite." 

Mentre Brida stava per ordinare i due soliti whisky, l'altro si alzo e si avvicino al 
bancone del bar; ritorno al tavolo con una bottiglia di vino, una di acqua minerale e 
due bicchieri. 

"Nell'antica Persia," disse, "quando due persone s'incontravano per bere insieme, 
una di esse veniva nominata Re della Serata. Generalmente era colei che invitava." 

Non sapeva se il suo tono di voce risultasse deciso: era un uomo innamorato, il 
quale si era reso conto che l'energia dell'altra si era modificata. 

Mise davanti a Brida il vino e l'acqua minerale. 

"Spettava al Re della Serata decidere il tono e gli argomenti della conversazione. 
Se durante la prima mescita avesse versato piu acqua che vino, avrebbero parlato di 
cose serie. Se ne avesse versato quantita identiche, avrebbero affrontato temi sia 
seriosi che frivoli. Infine, se avesse riempito le coppe di vino, aggiungendovi soltanto 
un goccio d'acqua, la serata sarebbe stata rilassante, piacevole." 

Brida riempi i bicchieri di vino fin quasi all'orlo, aggiungendovi una modestissima 
quantita di acqua. 

"Sono venuta solo per ringraziarti," disse. "Perche mi hai insegnato che la vita e un 
atto di fede. E che io sono degna della ricerca che ho deciso di condurre. E qualcosa 
che mi ha aiutato enormemente nel cammino che ho scelto." 

D'un fiato, bevvero insieme il primo bicchiere: l'uomo perche era teso; la ragazza 
perche si sentiva rilassata. 

"Argomenti leggeri, allora?" domandd Brida. 

II Mago disse che, poiche era il Re della Serata, la decisione spettava a lei. 

"Mi piacerebbe conoscere qualcosa della tua vita privata. Vorrei sapere se hai 
avuto una storia con Wicca." 

II Mago annui. Brida avverti un moto di gelosia inspiegabile - pur non sapendo se 
fosse gelosa di lui o di lei. 

"Tuttavia non abbiamo mai pensato di stare insieme," prosegui l'uomo. Tutti e due 
conoscevano le Tradizioni. Ed entrambi sapevano che non si trovavano di fronte 
all'Altra Parte di se. 

'Non avrei mai voluto apprendere la faccenda del punto luminoso,' penso Brida, 



pur sapendo che era inevitabile. Nell'amore tra maghi e streghe accadevano simili 
cose. 

Bevve ancora. Era ormai prossima al suo obiettivo: poiche mancava poco 
all'Equinozio di Primavera, poteva rilassarsi. 

Era molto tempo che non si concedeva di bere oltre un certo limite. Adesso doveva 
soltanto sognare un vestito. 

Continuarono a conversare e a bere. Brida avrebbe voluto riprendere l'argomento 
della vita privata, ma era necessario che l'altro si sentisse maggiormente a proprio 
agio. Faceva in modo che i bicchieri fossero sempre pieni; terminarono la prima 
bottiglia durante una conversazione sulle difficolta di vivere in un villaggio piccolo 
come quelle Per gli abitanti del luogo, il Mago era legato al demonic 

Brida si senti importante e provo una sensazione di gioia. Quell'uomo doveva 
essere molto solo: in paese, forse nessuno si spingeva a rivolgergli parole che non 
fossero di cortesia. Stapparono un'altra bottiglia, e la ragazza fu sorpresa allorche si 
rese conto che anche un Mago, un uomo che trascorreva le giornate nelle foreste alia 
ricerca della comunione con Dio, potesse bere e ubriacarsi. 

Al termine della seconda bottiglia, la giovane aveva ormai dimenticato di essere li 
solo per ringraziare l'individuo che le sedeva di fronte. II suo rapporto con lui - se ne 
accorgeva adesso - era sempre una sfida velata. Non avrebbe voluto vederlo come 
una persona comune, eppure stava pericolosamente avviandosi a considerarlo tale. In 
qualche modo, avrebbe preferito conservare l'immagine del saggio che l'aveva 
condotta in un capanno sulla cima di un albero e che si tratteneva per ore a 
contemplare il tramonto. 

Prese a parlare di Wicca, con l'intenzione di scoprire una qualche reazione nel suo 
interlocutore. Gli disse che era una Maestra eccellente, che le aveva insegnato tutto 
cio che aveva bisogno di sapere fino a quel momento: l'aveva fatto in una maniera 
talmente acuta che lei aveva sempre avuto l'impressione di conoscere gia ogni cosa 
che stava apprendendo. 

"In effetti, sapevi gia tutto," replied il Mago. "E la Tradizione del Sole." 

'Ora so che rifiuta di ammettere che Wicca e una buona Maestra,' penso la ragazza. 
Bevve un altro bicchiere di vino e riprese a parlare di lei. II Mago, pero, non ebbe piu 
alcuna reazione. 

"Vorrei ritornare a parlare dell'amore tra voi," disse Brida, nel tentativo di 
provocarlo. In realta, non voleva sapere alcunche: al contrario, conoscerne i 
particolari forse le avrebbe procurato un dispiacere. Tuttavia era il modo migliore per 
suscitare una qualche reazione. 

"Un amore di ragazzi. Appartenevamo a una generazione che si rifiutava di 
riconoscere i limiti, che amava i Beatles e i Rolling Stones." 

La ragazza fu sorpresa nell'udire quelle parole. Anziche rilassarla, il vino stava 
scatenando la sua tensione. Aveva sempre desiderato porgli queste domande, ma ora 
si rendeva conto che le risposte la intristivano. 

"Ci incontrammo durante quel periodo," prosegui l'uomo, senza accorgersi del suo 
disagio. "Entrambi cercavamo una strada. I nostri cammini s'incrociarono quando ci 
ritrovammo ad apprendere dal medesimo Maestro. Insieme venimmo a conoscenza 



della Tradizione del Sole e della Tradizione della Luna, ma ciascuno divenne un 
Maestro sulla base delle proprie scelte." 

Brida decise di proseguire la conversazione intorno a quell'argomento. Due 
bottiglie di vino riescono a trasformare degli estranei in amici d'infanzia. E rendono 
coraggiosi. 

"Perche vi allontanaste?" 

Stavolta fu il Mago a ordinare un'altra bottiglia. Dopo quel gesto, la tensione di 
Brida aumento. Non avrebbe mai voluto scoprire che l'uomo era ancora innamorato di 
Wicca. 

"Ci allontanammo perche apprendemmo dell'esistenza dell'Altra Parte." 

"Se non aveste saputo del punto luminoso o del bagliore negli occhi, sareste 
rimasti insieme fino a oggi?" 

"Non so. Credo solo che, se fossimo rimasti insieme, la nostra unione non sarebbe 
stata feconda per nessuno. Siamo in grado di comprendere la vita e l'Universo 
soltanto quando incontriamo l'Altra Parte di noi." 

Per qualche momento, Brida non riusci a proferire parola. Fu il Mago a riprendere 
il discorso. 

"Andiamo via," disse, dopo aver appena assaggiato il contenuto della terza 
bottiglia. "Ho bisogno di sentire il vento e l'aria fresca sul viso." 

'E quasi ubriaco,' penso la ragazza. 'E comincia ad avere paura.' Fu orgogliosa di se 
stessa: resisteva all'alcol piu di lui e non aveva alcun timore di perdere il controllo di 
se. Quella sera voleva divertirsi. 

"Fermiamoci ancora un po'. Sono io il Re della Serata." 

II Mago bevve un altro bicchiere - adesso era proprio arrivato al limite. 

"Non mi domandi niente di me?" Io incalzo Brida, in tono di sfida. "Non hai 
alcuna curiosita? Oppure riesci a vedere tutto grazie ai tuoi poteri?" 

Per una frazione di secondo, la giovane penso che si stava spingendo troppo oltre, 
tuttavia non vi diede importanza. Noto soltanto che gli occhi del Mago erano 
cambiati: adesso mostravano un bagliore diverse Qualcosa parve aprirsi dentro Brida 
- o meglio, ebbe la sensazione che una muraglia stesse crollando, che da quel 
momento tutto sarebbe stato permesso. Ripenso aH'ultima volta in cui avevano 
passeggiato insieme, al suo desiderio di stargli accanto e alia freddezza con cui il 
Mago l'aveva congedata. Ora si rendeva conto che quella sera non era andata da lui 
per ringraziarlo: no, era li per vendicarsi. Per dirgli che aveva scoperto la Forza con 
un altro uomo - l'uomo che amava. 

'Perche avverto la necessita di vendicarmi di lui? Perche provo rabbia nei suoi 
confronti?' II vino non le permetteva di rispondere con chiarezza. 



II Mago guardava la giovane davanti a se, e il desiderio di dimostrare il suo Potere 
gli scivolava dentro e fuori dalla mente. Era stato proprio per via di un giorno come 
quello - un giorno di molti anni addietro - che la sua vita era cambiata. A quell'epoca 
c'erano i Beatles e i Rolling Stones, e vero. Ma c'erano anche individui che 
invocavano forze sconosciute senza credere in esse, che utilizzavano poteri magici 
perche si ritenevano in grado di piegarli al proprio volere, e che avevano la certezza 
di poter abbandonare la Tradizione quando gli fosse venuta a noia. Lui era stato uno 
di questi: era entrato nel "mondo venerabile" attraverso la Tradizione della Luna, 
apprendendo i rituali e percorrendo il ponte che collega il visibile con l'invisibile. 

Dapprima, aveva affrontato queste prove senza l'aiuto di nessuno, con il solo 
ausilio dei libri. Poi aveva conosciuto il suo Maestro. Sin dal primo incontro, questi 
gli aveva detto che avrebbe appreso piu proficuamente la Tradizione del Sole - ma era 
qualcosa che il Mago non accettava. La Tradizione della Luna possedeva un fascino 
maggiore, poiche includeva gli antichi rituali e la sapienza del Tempo. E cosi il 
Maestro l'aveva istruito sulla Tradizione della Luna - spiegandogli che forse si 
trattava del cammino che avrebbe dovuto percorrere per giungere alia Tradizione del 
Sole. 

A quel tempo, lui era un individuo sicuro di se, sicuro della vita e delle proprie 
conquiste. Era atteso da una brillante camera professionale e pensava di utilizzare la 
Tradizione della Luna per raggiungere i suoi obiettivi. Perche cio accadesse, la 
stregoneria esigeva innanzitutto che diventasse un Maestro. E, in seconda istanza, che 
si impegnasse a rispettare la sola condizione imposta ai Maestri dalla Tradizione: non 
manipolare la volonta altrui. Avrebbe potuto crearsi un cammino in questo mondo 
servendosi delle conoscenze magiche, ma non avrebbe potuto scacciare gli altri dalla 
via ne obbligarli a procedere al suo fianco. Era questa Tunica proibizione, l'unico 
albero di cui non doveva assaggiare il frutto. 

E tutto era andato a gonfie vele fino al momento in cui si era innamorato di una 
discepola del Maestro - e la giovane si era innamorata di lui. Entrambi conoscevano 
le Tradizioni: lui sapeva di non essere il suo uomo, lei sapeva di non essere la sua 
donna. Ma, nonostante cio, si erano abbandonati l'uno all'altra, affidando alia vita la 
responsabilita di separarli, allorche fosse giunto il momento. Anziche indebolire il 
loro trasporto, la coscienza della situazione li aveva spinti a vivere ogni istante come 
se fosse l'ultimo - e il loro amore aveva cominciato ad acquisire l'intensita tipica delle 
cose che si reputano eterne per scacciare la paura della morte. 

Poi, un giorno, la giovane aveva incontrato un uomo: un individuo che ignorava le 
Tradizioni, che non mostrava quel particolare punto luminoso sopra la spalla o quel 
bagliore negli occhi che rivela l'Altra Parte. Ma lei si era innamorata ugualmente, 
giacche neppure l'amore rispetta le ragioni. II suo tempo accanto al Mago si era 
esaurito. 

Avevano discusso e litigato, lui aveva chiesto e implorato. Si era piegato a tutte le 



umiliazioni che costellano la vita degli innamorati. Nelle ore dell'amore, aveva 
appreso cose inimmaginabili: l'attesa, la paura e... la remissivita. "Lui non ha il punto 
luminoso sopra la spalla sinistra, me Thai detto tu," diceva, nel tentativo di 
convincerla. Ma alia giovane non importava: prima di incontrare l'Altra Parte di se, 
voleva conoscere gli uomini e il mondo. 

II Mago aveva stabilito un limite per il proprio dolore. Nel momento in cui l'avesse 
raggiunto, avrebbe dimenticato la donna. E, un giorno, quel confine gli si era 
presentato davanti - per un motivo che ora non ricordava. Ma quando si tratto di 
sprofondare nell'oblio la giovane, aveva scoperto che alcuni insegnamenti del suo 
Maestro contenevano una verita profonda: le emozioni sono selvagge, e occorrono 
sapienza e perizia per controllarle. La sua passione si stava dimostrando piu forte dei 
lunghi anni di studio della Tradizione della Luna, piu forte dei metodi di controllo 
mentale appresi fino ad allora, piu forte della rigida disciplina a cui si era 
assoggettato per raggiungere determinati risultati. La passione era una forza cieca, 
che gli sussurrava insistentemente all'orecchio che non poteva perdere quella donna. 

Ma non poteva nemmeno agire contro di lei: era una Maestra, e conosceva 
innumerevoli pratiche magiche, apprese nel corso di tantissime incarnazioni - alcune 
ricche di gratitudine e di gloria, altre segnate dal fuoco e dalla sofferenza. Si, avrebbe 
saputo difendersi. 

Di certo, nella lotta furiosa della sua passione, era presente una terza persona: un 
uomo imprigionato nella trama misteriosa del destino, in quella ragnatela che spesso 
neppure i maghi e le streghe sono in grado di comprendere. Si trattava di un 
individuo normale, forse innamorato di quella donna quanto lui, desideroso di 
renderla felice, di darle il meglio di se. Una persona comune, che gli enigmatici 
disegni della Provvidenza avevano scagliato all'improvviso nel rabbioso conflitto tra 
un uomo e una donna che conoscevano la Tradizione della Luna. 

Una notte, allorche gli fu impossibile controllare ulteriormente il dolore, colse il 
frutto dell'albero proibito. Servendosi dei poteri e delle cognizioni apprese attraverso 
la sapienza del Tempo, allontano queH'individuo dalla donna che amava. 

Ancora oggi ignorava se lei l'avesse scoperto: magari si era ormai stancata di 
quella conquista e non aveva dato molta importanza alia separazione. Di certo, pero, 
il suo Maestro l'aveva saputo subito - sapeva sempre tutto, il Maestro. La Tradizione 
della Luna era implacabile nei confronti degli Iniziati che utilizzavano la Magia Nera, 
soprattutto verso la cosa piu importante e piu vulnerable della razza umana: l'Amore. 

Ritrovandosi di fronte al Maestro, il Mago aveva capito immediatamente che gli 
sarebbe stato impossibile sciogliere il giuramento sacro: le forze che credeva di 
dominare e utilizzare erano molto piu potenti di lui. Aveva compreso che si trovava 
su un cammino che non poteva abbandonare - lo aveva scelto, ma era differente da 
qualsiasi altro. Aveva capito che, in questa incarnazione, non esisteva alcun modo di 
allontanarsi. 

Aveva sbagliato, e sapeva di dover pagare un prezzo. E il prezzo era stato bere un 
calice colmo del piu crudele dei veleni: la solitudine. Sarebbe rimasto solo fino a 
quando lAmore non avesse compreso che era diventato nuovamente un Maestro. A 
quel punto, quello stesso Amore che aveva ferito l'avrebbe liberato, mostrandogli 
finalmente lAltra Parte di se. 



"Non mi domandi niente di me. Non hai alcuna curiosita? Oppure riesci a vedere 
tutto grazie ai tuoi poteri?" 

La storia della sua vita gli passo davanti agli occhi in una frazione di secondo, il 
tempo necessario per decidere se lasciare che le cose accadessero secondo la 
Tradizione del Sole. Oppure parlare del punto luminoso, e interferire nel destine 

Brida voleva essere una Strega, ma non lo era ancora. L'uomo si ricordo del 
capanno in cima all'albero, dove era stato sul punto di parlarne - ora avvertiva di 
nuovo la medesima tentazione, perche aveva abbassato la guardia, aveva dimenticato 
che il diavolo dimora nei dettagli. Gli uomini sono artefici del proprio destino. 
Possono commettere sempre gli stessi errori. Possono fuggire costantemente da cio 
che desiderano - e che magari la vita gli offre in modo generoso. 

Oppure possono abbandonarsi alia Provvidenza Divina, affidarsi alia Mano di Dio 
e lottare per i propri sogni, accettando il fatto che si presentano sempre al momento 
giusto. 

"Andiamo via," ripete il Mago. E Brida si accorse che stava parlando seriamente. 

La ragazza voile pagare il conto: era il Re della Serata. Indossarono i giacconi e 
uscirono nell'aria fredda - ormai non era particolarmente pungente: mancava solo 
qualche settimana alia primavera. 

Camminarono fino alia stazione. Li e'era una corriera, che sarebbe partita dopo 
pochi minuti. A causa del freddo l'irritazione di Brida si tramutd in un'immensa 
confusione, in un coacervo di sensazioni che non riusciva a spiegarsi. Non voleva 
partire con quel pullman - stava male: era come se l'obiettivo principale della serata 
fosse improvvisamente mutato, e lei dovesse sistemare le cose prima di andarsene. Si 
era recata dal Mago per ringraziarlo, e invece si stava comportando come tutte le altre 
volte. 

Disse che aveva la nausea e non sali sull'autobus. 

Un quarto d'ora dopo arrivo un altro pullman. 

"Non voglio partire, adesso," disse Brida. "E non perche stia male. Capisco di aver 
rovinato tutto. Non ti ho ringraziato come avrei voluto." 

"Questa e l'ultima corriera della sera," replied il Mago. 

"Prendero un taxi, piu tardi. Anche se e costoso." 

Quando l'autobus parti, la giovane si penti di essere rimasta. Era confusa, non 
aveva idea di cosa realmente volesse. 'Sono ubriaca,' penso. 

"Andiamo a fare due passi. Voglio riprendermi dall'alcol." 

Camminarono per il paesino deserto; e'erano i lampioni accesi e le finestre buie, 
spente. 'Non e possibile. Ho visto il bagliore negli occhi di Lorens, eppure desidero 
restare qui, con quest'uomo.' Lei era una donna normale, incostante, indegna degli 
insegnamenti e delle esperienze della stregoneria. Si vergognava di se stessa: qualche 
bicchiere di vino e... il fidanzato e l'Altra Parte e tutto cio che aveva appreso della 
Tradizione della Luna non avevano piu importanza. Per qualche istante, penso di 



essersi sbagliata - che lo scintillio dello sguardo di Lorens non fosse esattamente 
quello di cui parlava la Tradizione del Sole. Ma si stava ingannando: nessuno pud 
confondere il bagliore degli occhi dell'Altra Parte di se. 

Se si fosse trovata in un teatro affollato, e Lorens fosse stato uno degli spettatori, al 
quale non aveva mai rivolto la parola, nel momento in cui i suoi occhi avessero 
incrociato quelli di lui, avrebbe avuto la certezza assoluta di trovarsi davanti aH'uomo 
della sua vita. Quando l'avesse avvicinato, si sarebbe mostrato ricettivo, perche le 
Tradizioni non sbagliano mai - e le Altre Parti finiscono sempre per incontrarsi. 
Prima di apprendere tutto cid, aveva gia sentito parlare dell'Amore a Prima Vista, di 
quel sentimento impulsivo che nessuno riesce a spiegare. 

Ogni essere umano e in grado di identificare il bagliore, anche senza ricorrere ad 
alcuna forza magica. Infatti, Brida sapeva riconoscerlo prima ancora di apprendere 
della sua esistenza. Per esempio, lo aveva scorto negli occhi del Mago durante il loro 
incontro iniziale, quando erano andati al bar, nel pomeriggio. 

Si fermd all'improvviso. 

'Sono ubriaca,' penso di nuovo. Doveva dimenticare quelle sciocchezze al piu 
presto. Contare il denaro, scoprire se era sufficiente a pagare il ritorno in taxi: si 
trattava di qualcosa di molto importante. 

Ma aveva visto il bagliore negli occhi del Mago - uno scintillio che le rivelava 
l'Altra Parte di se. 

"Sei pallida," disse l'uomo. "Devi aver bevuto troppo." 

"Mi riprendero. Sediamoci per qualche momento, e la sbronza passera. Poi tornero 
a casa." 

Si sedettero su una panchina. Brida frugo ripetutamente nella borsa in cerca dei 
soldi. Avrebbe potuto levarsi in piedi, prendere un taxi e andarsene per sempre: aveva 
una Maestra, sapeva come continuare il proprio cammino. E conosceva l'Altra Parte 
di se: se avesse deciso di alzarsi da li e tornare a casa, il suo gesto sarebbe comunque 
stato un compimento della missione che Dio le aveva affidato. 

Ma aveva ventun anni. E nel corso dell'esistenza, aveva appreso che era possibile 
incontrare due Altre Parti di se nella medesima incarnazione, anche se cio le avrebbe 
procurato un grande dolore e un'enorme sofferenza. 

Come poteva sottrarsi a quella situazione? 

"Non ritornero a casa," disse. "Restero qui." 

Gli occhi del Mago brillarono, e quella che prima era soltanto una speranza si 
tramutd in una certezza. 



Ripresero a camminare. II Mago vide l'aura di Brida cambiare colore piu volte e si 
augurd ardentemente che la giovane perseverasse nella propria decisione. Sapeva che, 
in quel momento, tuoni e terremoti sconvolgevano l'animo dell'Altra Parte di se - ma 
quegli sconquassi appartenevano al processo di cambiamento: attraverso di essi, 
infatti, si erano trasformati la terra, le stelle e gli uomini. 

Uscirono dal villaggio. Mentre si trovavano in aperta campagna, diretti verso le 
montagne dove si incontravano sempre, Brida lo prego di fermarsi. 

"Addentriamoci tra questi alberi," disse, imboccando un sentiero che li avrebbe 
condotti a un campo di grano. Non sapeva perche avesse preso quella strada. Sentiva 
soltanto di aver bisogno delle forze della natura, dei suoi amici spiriti, che 
dimoravano nei luoghi piu belli del pianeta sin dalla Creazione. Nel cielo brillava una 
luna immensa, che permetteva loro di scorgere il viottolo e la campagna circostante. 

II Mago seguiva Brida silenziosamente. Dal profondo del cuore, ringraziava Dio 
per aver creduto, e per non essere caduto nell'errore del passato - un minuto prima di 
ottenere cio che bramava. 

Entrarono nel campo di grano, che la luce lunare trasfigurava in un mare argentato. 
Brida avanzava senza meta, senza neppure conoscere la direzione del passo 
successive Nel suo intimo, una voce le sussurrava che doveva proseguire, che era 
una donna forte quanto le sue antenate, che non aveva alcun motivo di preoccuparsi, 
giacche erano quelle figure ataviche a guidare il suo cammino e a proteggerla con la 
Sapienza del Tempo. 

Si fermarono al centro della distesa di grano. Erano circondati dalle montagne: su 
una di esse e'erano una roccia dalla quale si poteva ammirare il tramonto, un capanno 
da caccia che dominava tutti gli altri e un luogo dove, una sera, una giovane aveva 
affrontato l'oscurita e il terrore. 

'Mi sono abbandonata,' penso. 'Mi sono abbandonata, eppure so di essere protetta.' 
Si figuro mentalmente la candela accesa nella sua casa, il sigillo della Tradizione 
della Luna. 

"Qui va bene," disse, fermandosi. 

Raccolse un rametto e traccio sul terreno un grande circolo, mentre recitava i nomi 
sacri che le erano stati insegnati dalla sua Maestra. Non aveva con se il pugnale 
rituale ne nessun altro degli oggetti sacri, ma sapeva che le sue antenate erano li, 
pronte a dirle che, per non morire sul rogo, avevano consacrato i loro attrezzi da 
cucina. 

"Ogni cosa del mondo e sacra," disse. Si, anche quel ramoscello. 

"E cosi," commentd il Mago. "In questo mondo, tutto e sacro. Persino un granello 
di sabbia pud essere un ponte per raggiungere l'invisibile." 

"Adesso, pero, il ponte che unisce il visibile all'invisibile e l'Altra Parte di me," 
replied Brida. 

Gli occhi del Mago si riempirono di lacrime. Si, Dio era giusto. 



Entrarono entrambi nel cerchio, che Brida chiuse seguendo la prassi del rituale. Era 
la protezione che maghi e streghe utilizzavano da tempi immemorabili. 

"Tu mi hai generosamente mostrato il tuo mondo," disse la ragazza. "Io mi 
appresto a compiere un rituale per testimoniare che gli appartengo." 

La giovane levo le braccia verso la lima, invocando le forze magiche della natura. 
Era un gesto che aveva visto fare spesso alia sua Maestra, quando si recavano nel 
bosco - ma adesso era lei a eseguirlo, con la certezza che tutto si sarebbe rivelato 
giusto. Le forze le dicevano che non doveva apprendere null'altro: era sufficiente che 
rammentasse i lunghi tempi e le molte vite da Strega. Prego affinche il raccolto di 
grano fosse abbondante e quel campo non cessasse mai di essere fertile. In quel 
momento, era la sacerdotessa che, in epoche passate, aveva unito la conoscenza del 
suolo con la trasformazione del seme, e aveva pregato mentre il suo uomo lavorava la 
terra. 

II Mago lascio che Brida affrontasse i preliminari. Sapeva che, a un certo punto, 
avrebbe dovuto assumere la guida del rituale: in qualsiasi caso, risultava 
fondamentale che rimanesse impresso nello Spazio e nel Tempo che era stata la 
ragazza a dare inizio a quella pratica. II suo Maestro, che adesso vagava nello spazio 
astrale in attesa della prossima incarnazione, era certamente presente in quel campo 
di grano, proprio come gli stava accanto nel bar, nel momento dell'ultima tentazione - 
e, di certo, era contento per il fatto che lui avesse appreso attraverso la sofferenza. In 
silenzio, l'uomo ascolto le invocazioni della giovane, fino a quando terminarono. 

"Non so perche l'ho fatto. Ma ho la certezza di svolgere il mio ruolo," disse Brida. 

"Continuo io," disse il Mago. 

Poi, volgendosi verso nord, imitd il canto di alcuni uccelli che adesso esistevano 
soltanto nelle leggende e nei miti: era l'unico dettaglio mancante. Wicca si era 
rivelata un'ottima Maestra e le aveva insegnato quasi tutto, tranne il finale. 

Quando risuonarono gli stridi del pellicano sacro e della fenice, il circolo si riempi 
di luce: un chiaro misterioso che non illuminava null'altro intorno. II Mago guardo 
verso l'Altra Parte di se, e lei era li, splendente nel suo corpo eterno, con l'aura dorata 
e miriadi di filamenti luminosi che promanavano dall'ombelico e dalla fronte. Sapeva 
che la ragazza stava vedendo la medesima cosa, oltre al punto luminoso sopra la 
spalla sinistra di lui - leggermente distorto e offuscato, per via del vino che avevano 
bevuto insieme. 

"L'Altra Parte di me," sussurro Brida, quando lo noto. 

"Camminerd insieme a te nella Tradizione della Luna," disse il Mago. E, 
aH'improvviso, il campo di grano si trasformd in un deserto grigio, nel quale si ergeva 
un tempio popolato di donne vestite di bianco che danzavano davanti all'enorme 
portale dell'ingresso. La giovane e l'uomo assistevano alia scena dall'alto di una duna, 
e lei non sapeva se quelle persone fossero in grado di vederla. 

Brida avvertiva la presenza del Mago al suo fianco, e avrebbe voluto domandargli 
che cosa significasse quella visione, ma le risultava impossibile far uscire la voce 
dalla gola. L'uomo avverti la paura negli occhi della compagna, e tornarono insieme 
al circolo di luce del campo di grano. 

"Che cos'e stato?" domandd lei. 

"Un mio regalo per te. Questo e uno degli undici templi segreti della Tradizione 



della Luna. Un dono d'amore e di gratitudine per il fatto che tu esisti - e che io ho 
dovuto aspettare molto tempo per incontrarti." 

"Portami con te," disse Brida. "Insegnami a camminare nel tuo mondo." 
E insieme viaggiarono nel Tempo, nello Spazio e nelle Tradizioni. Brida vide 
campi ricoperti di fiori, animali che conosceva solo grazie ai libri, castelli misteriosi e 
citta che sembravano fluttuare dentro nuvole di luce. L'intero cielo s'illumind mentre, 
al di sopra del campo di grano, il Mago tracciava alcuni simboli sacri. A un certo 
punto, le sembrd di trovarsi su uno dei poli della Terra, in un paesaggio di ghiaccio, 
ma si trattava di un altro pianeta: creature strane e piccole, con dita affusolate e occhi 
incredibili si affaccendavano intorno a un'immensa astronave. Ogni volta che Brida 
tentava di commentare qualche cosa con il compagno, le visioni scomparivano, 
sostituite da altre. Con la sua indole femminile, la giovane capi che quell'uomo si 
stava sforzando di mostrarle tutto cio che aveva appreso nel corso di molti anni - 
qualcosa che doveva aver serbato per un tempo lunghissimo solo per donarglielo. Di 
certo, lui poteva abbandonarsi senza alcun timore, giacche aveva trovato l'Altra Parte 
di se. Lei poteva viaggiare con il Mago attraverso i Campi Elisi, la dove dimorano le 
anime illuminate - e dove si recano quelle ancora in cerca deH'illuminazione per 
alimentare la propria speranza. 

Per Brida fu impossibile stabilire quanto tempo fosse passato, finche si ritrovo 
insieme all'essere luminoso dentro il circolo che aveva tracciato. In altre occasioni, 
aveva sperimentato l'amore ma, fino a quella sera, esso significava anche paura. Per 
quanto esiguo, quel timore rappresentava una sorta di velo, attraverso il quale le era 
preclusa una visione totale: poteva scorgere tutto, ma non i colori. In quel momento, 
davanti all'Altra Parte di se, comprese che lAmore era una "percezione" intimamente 
legata ai colori, qualcosa di paragonabile a migliaia di arcobaleni sovrapposti. 

'Quante cose ho tralasciato per la paura di perdere!' penso, ammirando gli 
arcobaleni. 

Era sdraiata, e l'essere luminoso stava sopra di lei: un punto di luce brillava sulla 
sua spalla sinistra; filamenti scintillanti fluivano dalla sua fronte e dal suo ombelico. 

"Desideravo parlarti, ma non ci riuscivo," disse la giovane. 

"A causa di cio che hai bevuto," replied l'altro. 

Per Brida si trattava di un ricordo lontano: il bar... il vino... la sensazione di essere 
irritata per qualcosa che non voleva accettare. 

"Grazie per le visioni." 

"Non sono state visioni," disse l'essere luminoso. "Tu hai veduto la sapienza della 
Terra e di un pianeta distante." 

La ragazza non intendeva affrontare simili argomenti: non voleva assistere ad 
alcuna lezione. Desiderava soltanto appropriarsi di cio che aveva sperimentato. 

"Anch'io sono luminosa?" 

"Si, sei esattamente come me. Lo stesso colore, la medesima luce. E identici fasci 
di energia." 

Adesso dominava una tinta dorata, e i raggi di energia - i filamenti che partivano 
dall'ombelico e dalla fronte - erano di un celeste brillante. 

"Ho l'impressione che ci fossimo perduti, e che ora siamo in salvo," disse Brida. 



"Mi sento stance Dobbiamo tornare. Ho bevuto molto anch'io." 
Brida sapeva che, chissa dove, esisteva un mondo nel quale e'erano altri bar, altri 
campi di grano e altre fermate di autobus. Ma non voleva tornarci. Desiderava 
soltanto restare li - per sempre. Udi una voce lontana che salmodiava delle 
invocazioni mentre, tutt'intorno, la luce scemava lentamente; poi si spense. Nel cielo 
sfavillo di nuovo una luna enorme, che rischiarava l'intera campagna. Erano nudi e 
abbracciati. E non provavano ne freddo ne vergogna. 



II Mago chiese a Brida di concludere il rituale, visto che era stata lei a iniziarlo. La 
giovane pronuncid le parole apprese dalla sua Maestra, e l'uomo la soccorse in alcuni 
passi. Al termine delle formule, lui ruppe il circolo magico. Poi si vestirono e si 
sedettero sul terreno. 

"Andiamo via da qui," disse Brida, dopo qualche tempo. II Mago si alzo e si avvio; 
la ragazza lo segui. Non sapeva cosa dire: si sentiva abbattuta - come il compagno, 
d'altronde. Si erano confessati il loro amore e, adesso, come qualsiasi coppia che vive 
una simile esperienza, non riuscivano a guardarsi negli occhi. 

Fu il Mago a violare il silenzio. 

"Devi tornare in citta. So dove chiamare un taxi." 

Brida era indecisa se sentirsi delusa o sollevata da quella frase. La sensazione di 
felicita stava cedendo il passo alia nausea e al mal di testa. Era sicura che sarebbe 
stata una pessima compagna per quella notte. 

"Perfetto," replied. 

Cambiarono strada piu volte e raggiunsero il villaggio. L'uomo chiamd il taxi da 
una cabina telefonica. Poi rimasero seduti sul ciglio della strada ad aspettare l'arrivo 
dell'auto. 

"Voglio ringraziarti per questa serata," disse Brida. 

L'altro non rispose. 

"Non so se la festa dell'Equinozio sia riservata soltanto alle streghe. Di certo, per 
me sara un giorno importante... 

"Una festa e una festa." 

"... e cosi vorrei invitarti." 

II Mago fece un gesto, come se intendesse cambiare argomento. Di sicuro, in quel 
momento stava pensando la stessa cosa che occupava la mente della ragazza: e assai 
difficile separarsi dallAltra Parte di se, dopo averla incontrata. Brida lo immaginava 
durante il rientro solitario a casa, impegnato a domandarsi quando sarebbe tornata. Si, 
lei sarebbe tornata - perche era quello che le dettava il cuore. Tuttavia la solitudine 
delle foreste e piu ardua da sopportare di quella delle citta. 

"Non so se l'amore nasca all'improvviso," continuo la giovane. "Ma ho la certezza 
che io sono aperta all'amore. Pronta alle sue lusinghe." 

Arrivo il taxi. Brida guardo l'uomo ancora una volta, ed ebbe la sensazione che lui 
fosse piu giovane di svariati anni. 

"Anch'io sono pronto all'amore" fu tutto cio che l'altro disse. 



La cucina era ampia, e i raggi del sole entravano dai vetri delle finestre 
perfettamente puliti. 

"Hai dormito bene, tesoro?" 

La madre mise la cioccolata calda sul tavolo, insieme al pane tostato e al 
formaggio. Poi tornd ai fornelli, per preparare le uova con il bacon. 

"Si. Vorrei sapere se il mio vestito e pronto. Mi serve per la festa di dopodomani." 

La donna servi le uova con il bacon e si sedette. Aveva coscienza che la figlia fosse 
piuttosto problematica, ma non sapeva come agire. Oggi avrebbe voluto chiacchierare 
come non aveva mai fatto in passato, ma sarebbe servito a ben poco. La fuori esisteva 
un mondo nuovo, che la ragazza non conosceva ancora. Procedeva da sola lungo 
quelle strade sconosciute, e lei aveva paura, perche la amava profondamente. 

"II vestito sara pronto per tempo, mamma?" insistette Brida. 

"Prima di pranzo," rispose la donna. A questo punto, la ragazza si tranquillizzo. 
Perlomeno in determinate cose, il mondo non era cambiato: le mamme continuavano 
a risolvere i problemi per le figlie. 

La donna ebbe un attimo di esitazione, prima di domandare: 

"Come sta Lorens, tesoro?" 

"Bene. Verra a prendermi nel pomeriggio." 

La madre fu sollevata e rattristata nel contempo. I problemi di cuore costituivano 
sempre un grande tormento per l'anima, e lei ringrazio il Signore che la figlia non 
dovesse affrontarli. D'altronde, pero, questo era forse l'unico campo in cui avrebbe 
potuto aiutarla: l'amore era cambiato assai poco nel corso dei secoli. 

Quella mattina, uscirono per una passeggiata nel paese dove Brida aveva trascorso 
l'infanzia. Le case non erano cambiate, e le persone si affaccendavano nelle 
medesime occupazioni. Brida incontro un paio di compagne di scuola - lavoravano 
nell'unica banca e nella cartoleria. Poiche li tutti si conoscevano, i paesani salutavano 
la ragazza: alcuni fecero dei commenti sul fatto che fosse cresciuta; altri ci tennero a 
sottolineare che si era trasformata in una bella donna. Alle dieci, presero un te nel 
locale dove la madre era solita andare il sabato, prima di conoscere il marito - allora 
era alia ricerca di un incontro, di una passione improvvisa, di qualcosa che segnasse 
la fine di quei giorni perfettamente identici. 

La donna scruto la figlia, mentre spettegolavano sulle novita della vita di ogni 
singolo abitante del paese. Brida mostrava interesse, e lei ne fu contenta. 

"II vestito mi serve proprio oggi," ribadi Brida. Si sentiva angosciata, anche se 
questo probabilmente non era il motivo del suo stato d'animo. Sapeva che la madre 
avrebbe soddisfatto qualsiasi suo desiderio. 

La donna si disse che doveva rischiare di nuovo: porre quelle domande che i figli 
detestano udire, perche si reputano individui indipendenti, liberi e capaci di far fronte 
alle proprie necessita. 



"C'e qualche problema che ti assilla, figlia mia?" 

"Ti e mai capitato di amare due uomini contemporaneamente, mamma?" Cera un 
tono di sfida nella sua voce, come se il mondo spalancasse le sue trappole soltanto 
per lei. 

La madre intinse una madeleine nella tazza di te e la mangid con delicatezza. I suoi 
occhi vagarono alia ricerca di un tempo ormai perduto. 

"Si, mi e accaduto." 

Brida si blocco e la fisso, stupita. 

La madre sorrise. La invito a riprendere la passeggiata. 

"Tuo padre e stato il mio primo amore - e il piu grande," disse la donna, quando 
uscirono dal locale. "Accanto a lui, sono felice. Ho avuto tutto cio che sognavo sin da 
quando ero piu giovane di te. A quell'epoca, sia io che le mie amiche credevamo che 
Tunica ragione della vita fosse l'amore. Chi non fosse riuscita a incontrarlo, non 
avrebbe mai potuto dire di aver realizzato i propri sogni." 

"Lascia perdere le divagazioni: torna a bomba, mamma." Brida era impaziente. 

"Ma io avevo anche altri sogni. Per esempio, immaginavo di fare esattamente cio 
che hai fatto tu: andare a vivere in una grande citta e conoscere il mondo che si apriva 
oltre i confini del mio paese. Esisteva un'unica maniera perche i miei genitori 
accettassero quella decisione: dire che volevo continuare gli studi altrove, seguendo 
dei corsi che nessuna scuola dei dintorni offriva. 

"Passai molte notti in bianco, pensando alia discussione che avrei dovuto 
affrontare con mia madre e mio padre. Pianificavo ogni frase, mi figuravo le loro 
risposte e riflettevo sul modo di controbattere." 

La madre non le aveva mai parlato in quella maniera. Brida ascoltava con 
tenerezza; avverti una sorta di pentimento. Entrambe avrebbero potuto godere di altri 
momenti simili, ma ciascuna era imprigionata nel proprio mondo e nelle proprie 
convinzioni. 

"Due giorni prima che parlassi con loro, conobbi tuo padre. Lo guardai negli occhi: 
avevano un bagliore speciale. Era come se avessi incontrato la persona che piu 
desideravo nella vita." 

"So a cosa ti riferisci, mamma." 

"Dopo aver conosciuto tuo padre, compresi che la mia ricerca era terminata. Non 
mi occorreva piu alcuna spiegazione per il mondo, ne mi sentivo piu frustrata per il 
fatto di vivere qui, tra le solite persone, facendo le medesime cose. Le giornate 
cominciarono a essere sempre diverse, grazie aH'immenso amore che provavamo 
l'uno per l'altra. 

"Ci fidanzammo e ci sposammo. Non gli raccontai mai del mio sogno di vivere in 
una grande citta, di conoscere nuovi luoghi e altre persone. D'un tratto, l'intero mondo 
era confluito nel mio paese. L'amore giustificava la mia esistenza." 

"Hai parlato di un'altra persona, mamma." 

"Voglio mostrarti una cosa" furono le sole parole che pronuncio la madre. 



Camminarono fino ai piedi di una scalinata che conduceva all'unica chiesa cattolica 
del paese, distrutta e ricostruita durante varie guerre di religione. Brida era solita 
andare a messa li tutte le domeniche e, da bambina, salire quegli scalini era un 
autentico supplizio. All'inizio dei corrimano c'erano le statue di due santi - San Paolo 
a sinistra e San Giacomo, l'apostolo, a destra -, ormai consunte dal tempo e dalle 
mani dei turisti. II suolo era coperto di foglie secche, come se in quel luogo stesse 
arrivando l'ultimo scorcio di autunno, e non la primavera. 

La chiesa sorgeva in cima a una collina e, a causa degli alberi, era impossibile 
vederla dal punto in cui si trovavano. Sua madre si sedette sul primo scalino e invito 
Brida a fare altrettanto. 

"E accaduto qui," disse la donna. Un giorno, decisi di dedicare tutto il pomeriggio 
alia preghiera: non ricordo il motivo preciso di quella scelta. Avevo bisogno di stare 
da sola, di riflettere sulla mia vita. Pensai che la chiesa quassu sarebbe stato un ottimo 
posto. 

"Quando arrivai qui, pero, incontrai un uomo. Se ne stava seduto proprio li, dove 
sei tu: aveva due valigie accanto, e un'aria smarrita - sembrava che stesse cercando 
disperatamente qualcosa in un libro che teneva aperto fra le mani. Pensai che fosse un 
turista alia ricerca di un albergo e decisi di avvicinarmi. Fui io ad attaccare discorso. 
AH'inizio, fu piuttosto spaventato; poi si abituo alia mia presenza. 

"Mi disse che non si era perso. Era un archeologo diretto a nord con la sua auto - 
avevano ritrovato alcuni reperti, lassu -, ma il motore si era fermato. Mentre 
attendeva l'arrivo di un meccanico, aveva approfittato della sosta per visitare la 
chiesa. Mi fece alcune domande sul villaggio, sui paesi dei dintorni, sui monumenti 
storici. 

"I miei problemi svanirono all'improvviso, come se si trattasse di un miracolo. Mi 
sentivo utile, in quel momento, e presi a raccontargli ogni cosa che sapevo sulla zona: 
compresi che, ora, tutti gli anni vissuti li acquistavano un senso. Avevo di fronte un 
uomo che studiava uomini e popoli, che avrebbe saputo tramandare alle generazioni 
future cio che io avevo udito o scoperto da bambina. QueH'individuo seduto sulla 
scalinata mi fece capire quanto io fossi importante per il mondo e per la storia del 
mio paese. Mi sentii 'necessaria' - e questa e una delle piu belle sensazioni che si 
possano provare. 

"Quando ebbi finito di illustrargli la storia della chiesa, continuammo la 
conversazione parlando d'altro. Gli raccontai dell'orgoglio che provavo per il mio 
paese, e lui replied con le parole di uno scrittore, del quale non ricordo il nome. 
Disse: 'E il tuo villaggio che ti concede il potere universale.'" 

"Lev Tolstoj," disse Brida. 

Ma sua madre stava ormai viaggiando nel tempo, come un giorno era accaduto 
anche a lei. La donna, pero, non aveva bisogno di cattedrali nello spazio, di 
biblioteche sotterranee e libri impolverati: le bastava il ricordo di un pomeriggio di 



primavera e di un uomo con due valigie seduto su una scalinata. 

"Chiacchierammo per un po' di tempo. Io sarei potuta rimanere li per tutto il 
pomeriggio ma, da un momento all'altro, sarebbe arrivato il meccanico. Fu cosi che 
decisi di sfruttare ogni secondo. Gli domandai del suo mondo, degli scavi, della sfida 
di vivere ricercando il passato nel presente. Lui mi parlo di guerrieri, di saggi e di 
pirati che avevano vissuto nelle nostre terre. 

"Quando ebbi nuovamente coscienza della realta, il sole era prossimo all'orizzonte: 
mai, in tutta la mia vita, un pomeriggio era passato tanto rapidamente. 

"Mi accorsi che anche lui stava provando le medesime sensazioni. Mi subissava di 
domande, come se volesse continuare aH'infinito la nostra conversazione: non 
intendeva concedermi il tempo di dire che dovevo andar via. Parlava senza 
interruzione, raccontava ogni particolare di cio che aveva vissuto sino a quel giorno - 
e voleva sapere tutto di me. Dai suoi occhi, compresi che mi desiderava, anche se, a 
quell'epoca, avevo gia il doppio dei tuoi anni. 

"Era primavera, e nell'aria aleggiava un gradevole odore di cose nuove - e io 
avvertii ancora la mia gioventu. Da queste parti c'e un fiore che cresce solo in 
autunno: ebbene, in quel pomeriggio, io mi sentii come quel fiore. AH'improvviso, 
mentre mi avviavo verso l'autunno dell'esistenza e ormai pensavo di aver 
sperimentato tutto cio che avrei potuto vivere, sulla scalinata era comparso 
quell'uomo, semplicemente per dimostrarmi che nessun sentimento - l'amore, per 
esempio - invecchia insieme al corpo. I sentimenti appartengono a un mondo che io 
non conosco, ma nel quale non esistono tempo, spazio e frontiere. 

Per lungo tempo, la donna rimase in silenzio. Aveva lo sguardo ancora rivolto 
lontano, a quella primavera. 

"In quel momento, io ero un'adolescente di trentotto anni, e mi sentivo di nuovo 
desiderata. Quell'individuo non voleva che me ne andassi. Poi, a un certo punto, 
smise di parlare. Mi guardo profondamente negli occhi e sorrise. Come se avesse 
capito con il cuore cio che stavo pensando e volesse dirmi che, si, era vero: per lui, io 
ero molto importante. Rimanemmo in silenzio per un po', quindi ci salutammo. II 
meccanico non era ancora arrivato. 

"Per molti anni, mi domandai se quell'uomo fosse esistito veramente, o se si fosse 
trattato dell'apparizione di un angelo che Dio mi aveva inviato per rivelarmi le lezioni 
segrete dell'esistenza. Alia fine, arrivai alia conclusione che era davvero un uomo. Un 
uomo che mi aveva amato, foss'anche per un solo pomeriggio, e che in quelle ore mi 
aveva offerto tutto cio che aveva serbato fino ad allora - le sue lotte, le sue estasi, le 
sue difficolta e i suoi sogni. Anch'io gli avevo dato ogni fibra di me stessa: ero stata 
la sua compagna, la sua sposa, la sua amante. Per qualche ora, avevo potuto 
sperimentare l'amore di una vita intera." 



La madre guardd Brida: si augurava che la figlia avesse compreso le sue parole. 
Ma, in fondo, pensava che vivesse in un mondo nel quale non c'era piu posto per 
questo tipo di amore. 

"Non ho mai smesso di amare tuo padre, neppure per un giorno," concluse la 
donna. "Mi e sempre stato accanto, mi ha dato il meglio di se, e io desidero stargli 
vicino sino alia fine dei miei giorni. Ma i moti del cuore sono un mistero, e io non 
capiro mai cio che e accaduto. Di certo, so che quell'incontro accrebbe la fiducia in 
me stessa, mostrandomi che ero ancora capace di amare e di essere amata, e 
rivelandomi un insegnamento che non dimenticherd mai: nella vita, quando ti trovi di 
fronte a una cosa importante, non significa che devi rinunciare a tutte le altre. 

"Ogni tanto mi ricordo di lui. Vorrei sapere dov'e adesso, se ha trovato cio che 
cercava quel pomeriggio, se e ancora vivo, oppure se Dio ha accolto la sua anima. So 
che non ritornera - ed e per questo che ho potuto amarlo con tanta forza e tanta 
determinazione. Perche non avrei mai potuto perderlo: quel pomeriggio si era 
concesso completamente." 

La donna si alzo. 

"Penso che sia ora di tornare a casa per terminare il tuo vestito," disse. 

"Voglio restare qui ancora per un po'," replied Brida. 

La madre si avvicino e la bacio con tenerezza. 

"Grazie per avermi ascoltato. E la prima volta che racconto questa storia. Ho 
sempre temuto che finisse nella tomba con il mio cadavere e scomparisse per sempre 
dalla Terra. Adesso so che la ricorderai per me." 



Brida sali gli scalini e si fermo davanti alia chiesa. II piccolo edificio a pianta 
circolare era un vanto della regione: era stato uno dei primi luoghi sacri del 
cristianesimo in quelle terre, e tutti gli anni studiosi e turisti andavano a visitarlo. 
Della costruzione originale del V secolo non si era conservato pressoche niente, 
tranne alcuni lembi di pavimento: ogni distruzione, perd, aveva lasciato qualche parte 
intatta, e cosi il visitatore poteva ammirare vari stili architettonici nella medesima 
costruzione. 

DaH'interno proveniva un suono d'organo: per qualche momento, Brida si trattenne 
ad ascoltare quella musica. Nella chiesa, ciascun elemento aveva una spiegazione - 
proprio come l'Universo era collocato nel posto esatto in cui doveva trovarsi -, e chi 
varcava la sua soglia non doveva piu preoccuparsi di nulla. Li non esistevano forze 
misteriose che dominavano gli individui, Notti Buie nelle quali bisognava credere 
senza comprendere. Ormai i roghi erano scomparsi dalle piazze e dai libri delle leggi, 
e tutte le religioni del mondo convivevano in una sorta di alleanza, ed erano ritornate 
a proporsi come lo strumento di unione dell'uomo con il Signore. Ma, in questo 
consorzio di entita pacifiche, il suo paese rappresentava un'eccezione: nel Nord, gli 
uomini si uccidevano in nome della fede. Ma lo scempio sarebbe terminato nel giro di 
pochi anni: la grandiosita di Dio era quasi chiarita. Egli era un padre generoso; tutti 
potevano salvarsi. 

'Sono una Strega,' si disse Brida, lottando contro l'impulso sempre pia forte di 
entrare. Ma adesso seguiva una Tradizione diversa e, sebbene adorasse il medesimo 
Dio, se avesse varcato la soglia, avrebbe profanato quel luogo - dal quale, comunque, 
sarebbe stata anch'essa contaminata. 

Si accese una sigaretta e fisso l'orizzonte, cercando di scacciare quel pensiero. Si 
sforzo per concentrarsi sulla madre. Avverti il desiderio di correre a casa, di gettarsi 
fra le sue braccia e di raccontarle che, due giorni dopo, sarebbe stata iniziata ai 
Grandi Misteri delle streghe. Di dirle che aveva viaggiato nel tempo, che conosceva 
la forza insita nel sesso, che era in grado di scoprire a distanza gli oggetti esposti 
nella vetrina di un negozio utilizzando le tecniche proprie della Tradizione della 
Luna. Aveva bisogno di affetto e comprensione, perche anche per lei esistevano storie 
che non poteva raccontare a nessuno. 

La musica dell'organo cesso, e Brida torno a udire il brusio del paese lontano, il 
canto degli uccelli, il vento che frusciava tra i rami e testimoniava l'arrivo della 
primavera. Sul retro dell'edificio, una porta si apri e si richiuse: qualcuno era uscito. 
Per un attimo, la giovane rivide se stessa in una domenica della sua infanzia, 
immobile dentro la chiesa, irritata perche la messa si prolungava e la festivita era 
l'unico giorno in cui poteva correre nei campi. 

'Devo entrare,' penso. Forse la madre avrebbe compreso cio che provava in quel 
momento, ma era lontana. Brida aveva davanti a se una chiesa vuota. Non aveva mai 
domandato a Wicca quale fosse il ruolo del cristianesimo in cio che stava vivendo: in 



qualsiasi caso, aveva l'impressione che, se avesse varcato quella soglia, avrebbe 
tradito le "sorelle" bruciate sul rogo. 

'Eppure, anch'io sono stata bruciata su un rogo,' si disse. E le sovvenne la preghiera 
che Wicca aveva recitato il giorno in cui si celebrava il martirio delle streghe: in essa 
venivano citati sia Gesu sia la Vergine Maria. L'amore era al di sopra di ogni cosa, e 
non portava con se alcun odio, ma soltanto equivoci. Forse, in qualche epoca passata, 
gli uomini avevano deciso di rappresentare Dio in ogni Sua funzione - e avevano 
commesso degli errori. 

Le loro azioni esulavano completamente dal concetto di Dio. 

Quando finalmente entrd, all'interno non c'era nessuno. Le fiammelle di alcune 
candele rivelavano che, quella mattina, qualcuno si era preoccupato di rinnovare la 
propria alleanza con una forza che intuiva soltanto, attraversando cosi il ponte fra il 
visibile e l'invisibile. Si penti dei suoi pensieri di qualche momento prima: anche li 
dentro, niente era spiegato, e tutti dovevano azzardare la propria scommessa, 
immergersi nella Notte Buia della Fede. Davanti a lei, con le braccia spalancate a 
croce, c'era un Dio davvero troppo semplice. 

Che non poteva aiutarla. Brida doveva affrontare da sola le proprie decisioni: 
nessuno avrebbe potuto soccorrerla - doveva imparare a correre dei rischi. Non aveva 
i privilegi dell'individuo crocifisso che le stava davanti - conosceva la sua missione, 
perche era il figlio di Dio. Non aveva mai commesso errori, lui; forse non aveva 
sperimentato l'amore degli uomini, ma solo quello per il Padre. Doveva soltanto 
mostrare la propria sapienza e insegnare di nuovo agli esseri umani il cammino dei 
cieli. 

Ma... il suo compito era davvero solo questo? Si ricordo di una lezione di 
catechismo, una domenica in cui il prete si sentiva piu ispirato del solito. Quel giorno, 
stavano commentando l'episodio dell'Orto degli Ulivi, nel quale Gesu chiedeva al 
Padre che gli fosse allontanato il calice da cui doveva bere. 

"Ma se sapeva di essere il figlio di Dio, perche lo chiese?" aveva domandato Brida 
al sacerdote. 

"Perche lo sapeva unicamente con il cuore," aveva risposto il prete. "Se ne fosse 
stato assolutamente certo, la sua missione non avrebbe avuto alcun senso, perche non 
si sarebbe dovuto trasformare in un uomo. Essere uomo significa avere dubbi e, 
comunque, continuare lungo la propria strada." 

Di nuovo, la ragazza guardo la figura e, per la prima volta nella vita, si senti piu 
vicina all'individuo sulla croce: li c'era un uomo solo e impaurito, che affrontava la 
morte domandando: "Padre, Padre, perche mi hai abbandonato?" Se parlava in quel 
modo, probabilmente neppure lui era sicuro dei propri passi. Aveva azzardato una 
scommessa, si era immerso nella Notte Buia come tutti gli altri esseri umani, sapendo 
che avrebbe ottenuto una risposta soltanto alia fine del viaggio. Anche lui aveva 
dovuto affrontare l'angoscia di prendere delle decisioni nella vita: abbandonare il 
padre, la madre e il piccolo villaggio nel quale abitava, per andare alia scoperta dei 
segreti degli uomini e dei misteri della sapienza. 

Si era trovato a vivere tutto questo, e probabilmente aveva conosciuto anche 
l'amore, sebbene i Vangeli non ne parlassero: l'amore degli uomini e assai piu 
difficile da comprendere di quello per un Essere Supremo. A Brida sovvenne che, 



dopo la resurrezione, la prima persona che Gesu vide fu una donna, che gli era stata 
accanto sino alia morte. 

La figura silenziosa sembrava concordare con lei. Aveva sperimentato il vino, il 
pane, le feste, le persone e le bellezze del mondo... era impossibile che non avesse 
conosciuto l'amore di una donna: ecco perche aveva implorato il Padre nell'Orto degli 
Ulivi - era estremamente arduo abbandonare la vita terrena e consegnarsi alle 
sofferenze per amore dell'intera umanita dopo aver conosciuto l'amore di una sola 
creatura. 

Gesu aveva provato ogni cosa che la Terra pud offrire, ma aveva proseguito nel 
suo cammino, consapevole che la Notte Buia poteva condurre a una croce o a un 
rogo. 

'Nel mondo, tutti dobbiamo correre i rischi della Notte Buia, Signore. Io ho paura 
della morte, giacche non voglio perdere la vita. Ho paura dell'amore, perche esso 
implica cose che vanno al di la dell'umana comprensione: la sua luce e immensa, ma 
la sua ombra mi spaventa.' 

Si rese conto che, senza saperlo, stava pregando. Quel Dio troppo semplice la 
fissava: sembrava comprendere le sue parole, e credere in esse. 

Per un po' di tempo, Brida rimase in attesa di una risposta, ma non udi alcun suono 
e non avverti nessun segnale. Eppure la risposta era proprio li, davanti a lei, in 
quell'uomo inchiodato a una croce: aveva compiuto la sua missione, mostrando al 
mondo che, se ciascuno si fosse prodigato per il prossimo, nessuno avrebbe piu 
patito. Aveva offerto la sua sofferenza per tutti gli uomini che avevano il coraggio di 
lottare per i propri sogni. 

Brida pianse, ignorando il motivo delle proprie lacrime. 



II giorno si presentd con una coltre di nubi: comunque, non avrebbe piovuto. Da 
alcuni anni, Lorens abitava in quella citta, e ormai conosceva le sue nuvole. Si alzo e 
ando in cucina a preparare il caffe. 

Brida entrd prima che l'acqua bollisse. 

"Ti sei coricata molto tardi, ieri sera," disse il giovane. 

La ragazza non replied. 

"E arrivato il giorno," prosegui lui. "So quanto sia importante per te. Vorrei tanto 
starti accanto." 

"E una festa," disse Brida. 

"Che cosa intendi dire?" 

"Che e una festa. E che, da quando ci conosciamo, siamo sempre andati insieme 
alle feste. Sei invitato." 



II Mago andd a controllare se la pioggia del giorno precedente avesse danneggiato 
le sue bromelie: no, erano perfette. Sorrise di se stesso: alia fine, le forze della natura 
riuscivano talvolta a intendersi. 

A quel punto, il suo pensiero ando a Wicca: anche se non sarebbe stata in grado di 
scorgere i punti luminosi, giacche possono vederli soltanto le Altre Parti reciproche, 
avrebbe notato l'energia dei fasci di luce che si diffondevano tra la sua discepola e lui. 
Prima di ogni altra cosa, le streghe erano delle donne. 

La Tradizione della Luna definiva quel fenomeno la "Visione dell'Amore" e, 
malgrado potesse verificarsi anche tra esseri semplicemente innamorati - e, di 
conseguenza, non fosse riconducibile a un rapporto con lAltra Parte -, il Mago si 
disse che tutto cio avrebbe incollerito Wicca. Una collera femminile, una rabbia da 
matrigna di Biancaneve, che non ammetteva l'esistenza di una donna piu bella e 
desiderabile. 

Tuttavia Wicca era una Maestra, e si sarebbe resa conto subito dell'assurdita del 
proprio risentimento. Ma, a quel punto, la sua aura avrebbe gia rivelato un colore 
differente. 

Allora lui si sarebbe avvicinato e l'avrebbe baciata sul viso, dicendole che si 
trattava soltanto di gelosia. Wicca avrebbe negate A questo punto, le avrebbe 
domandato il motivo della sua collera. 

Lei avrebbe risposto che era una donna, e che non doveva rendere conto dei propri 
sentimenti. II Mago l'avrebbe baciata di nuovo, perche stava dicendo la verita. Poi 
avrebbe aggiunto che aveva provato molta nostalgia durante il periodo in cui erano 
stati separati, e che comunque la ammirava piu di qualsiasi altra donna al mondo - al 
di fuori di Brida, ovviamente, perche quella giovane era lAltra Parte di se. 

Wicca ne sarebbe stata felice: era una persona saggia. 

'Sono vecchio. E mi perdo in fantasticherie.' Ma non si trattava di qualcosa 
imputabile all'eta: 'Gli uomini innamorati si comportano cosi,' si disse. 



Wicca si rallegrd perche la pioggia era cessata e le nuvole si sarebbero dissipate 
prima di sera. Era indispensabile che la natura mostrasse il suo assenso verso le opere 
dell'essere umano. Tutto era stato approntato, e ciascuno aveva svolto il proprio 
ruolo: non mancava proprio nulla. 

Si avvicino all'altare e invoco il suo Maestro, chiedendo che presenziasse in spirito 
alia cerimonia: quella sera, tre nuove streghe sarebbero state iniziate ai Grandi 
Misteri; sulle sue spalle gravava una responsabilita enorme. 

Poi si reed in cucina per il caffe. Preparo succo di arancia e toast, e mangio qualche 
biscotto dietetico. Si impegnava a curare il proprio aspetto - sapeva di essere bella. 
Non doveva certo tralasciare la sua bellezza per dimostrare la propria intelligenza e la 
propria abilita. 

Mentre mescolava distrattamente il caffe nella tazza, le sovvenne un giorno 
pressoche identico a quello, molti anni prima, quando il suo Maestro aveva suggellato 
il suo destino con i Grandi Misteri. Per alcuni istanti, tento di immaginarsi com'era 
allora, quali fossero i suoi sogni e cosa desiderasse dalla vita. 

"Sono vecchia. Continuo a ricordare il passato," disse a voce alta. Termind 
rapidamente di bere il caffe e inizio i preparativi. Aveva ancora qualche cosa da fare. 

In qualsiasi caso, sapeva che non stava diventando vecchia: nel suo mondo, il 
Tempo non esisteva. 



Brida fu sorpresa dal gran numero di automobili posteggiate lungo il ciglio della 
strada. La coltre di nubi del mattino era stata sostituita da un cielo limpido, nel quale 
un sole tramontante sciabolava i suoi ultimi raggi: l'aria era fredda, anche se era il 
primo giorno di primavera. 

La giovane invocd la protezione degli spiriti della foresta e poi guardd Lorens, che 
ripete le sue parole: era piuttosto impacciato, ma felice di trovarsi li. Per continuare a 
stare insieme, a essere una coppia, era necessario che ciascuno condividesse la realta 
dell'altro. Anche tra loro c'era un ponte tra il visibile e l'invisibile. In qualche modo, 
la magia era presente in tutte le azioni. 

Si addentrarono rapidi nel bosco, e presto si ritrovarono nella radura. Brida si 
aspettava una scena simile: uomini e donne di ogni eta - e probabilmente con 
professioni diversissime - erano riuniti a gruppi: chiacchieravano e si sforzavano di 
far apparire quell'incontro scontato e naturale. Eppure, erano tutti perplessi quanto i 
due giovani. 

"Ah... tutte queste persone?!" disse Lorens, che non si aspettava di vedere una tale 
folia. 

Brida rispose che non erano Iniziati o Iniziandi: alcuni erano invitati come lui. 
Ignorava chi avrebbe realmente partecipato alia cerimonia: l'avrebbe scoperto al 
momento opportuno. 

Scelsero un'area discosta, e Lorens poso a terra la sacca. Dentro, c'erano il vestito 
di Brida e tre bottiglie di vino: Wicca si era infatti raccomandata che ogni persona - 
Iniziato o invitato - ne portasse una. Prima che uscissero da casa, il giovane aveva 
domandato spiegazioni riguardo alia terza fiasca, e Brida aveva parlato del Mago che 
era solita andare a trovare sulle montagne, ma lui non le aveva prestato attenzione. 

"Figurati!" disse la voce di una donna, poco distante. "Figurati se le mie amiche 
sapessero che, stanotte, partecipero a un autentico Sabba." 

II Sabba delle streghe: una festa sopravvissuta al sangue, ai roghi, all'Eta della 
Ragione e all'oblio. Lorens si sforzo per sentirsi a proprio agio, ripetendosi che li 
dovevano esserci altre persone nella sua situazione. Noto che, accatastati al centro 
della radura, c'erano dei ciocchi di legno: avverfi un brivido. 

Wicca era appartata, e stava conversando con un gruppo di persone. Allorche 
scorse Brida, ando a salutarla e a domandarle se tutto fosse a posto. La giovane 
ringrazio per quella gentilezza e le presento Lorens. 

"Ho invitato anche un'altra persona," aggiunse. 

Wicca la guardo, sorpresa. Ma, subito dopo, un sorriso illumind il suo volto: Brida 
era sicura che sapeva chi fosse. 

"Sono contenta," replied. "E una festa anche sua. Ed e molto tempo che non vedo 
quel vecchio stregone. Chissa che non abbia imparato qualcosa." 

Arrivarono altre persone, ma Brida non riusci mai a distinguere chi fosse un 
Iniziato o un Iniziando e chi un invitato. Mezz'ora dopo, quando ormai un centinaio 



di persone chiacchieravano a bassa voce nella radura, Wicca chiese il silenzio. 

"E una cerimonia, questa," disse. "Ma e anche una festa. Nessuna festa ha inizio 
prima che si riempiano i calici: vi prego, provvedete." 

Apri la sua bottiglia e riempi il bicchiere di una persona che le stava accanto. Ben 
presto, le bottiglie presero a circolare, e il tono delle voci aumento sensibilmente. Per 
ora Brida non intendeva bere: nella sua mente era ancora vivo il ricordo di un uomo 
che, in un campo di grano, le aveva mostrato i templi segreti della Tradizione della 
Luna. L'invitato tanto atteso non era ancora arrivato. 

Adesso Lorens appariva rilassato: aveva attaccato a parlare con alcune persone 
vicine. 

"E una festa!" esclamd ridendo, rivolto a Brida. Era venuto per assistere a eventi 
propri di un altro mondo, ma era semplicemente una festa. E comunque, assai piu 
divertente dei convivi di scienziati che era obbligato a frequentare. 

A una certa distanza dal suo gruppetto c'era un tipo con la barba bianca: in quella 
figura, identified un cattedratico dell'universita. Per qualche momento, non seppe che 
atteggiamento assumere, ma anche l'altro lo riconobbe e, dal punto in cui si trovava, 
levo il bicchiere per un brindisi. 

Lorens provo un moto di sollievo: non esisteva piu la caccia alle streghe, o ai loro 
simpatizzanti. 

"Sembra un picnic," commentd qualcuno, vicino a Brida. Effettivamente, 
sembrava un picnic - e cio la irritava: si era aspettata qualcosa di piu ritualistico, di 
piu aderente ai Sabba che avevano ispirato Goya, Sans-Saens, Picasso. Prese una 
bottiglia e comincid a bere. 

Una festa. Percorrere il ponte tra il visibile e l'invisibile per mezzo di una festa. 
Brida era curiosa di vedere come potesse accadere qualcosa di sacro in un ambiente 
tanto profano. 

La sera stava calando rapidamente, e i presenti continuavano a bere. Non appena 
l'oscurita minaccid di stendere la propria coltre sull'intera radura, alcuni uomini 
accesero un falo - senza attenersi ad alcun rituale specifico. Anche in passato, era 
cosi: prima di assumere il significato di potente elemento magico, il falo costituiva 
semplicemente una fonte luminosa. Una luce intorno alia quale si riunivano le donne 
per parlare dei loro uomini, delle loro esperienze magiche, degli incontri con i 
Succubi e gli Incubi, i temibili demoni sessuali dell'eta medievale. Anche in altre 
epoche tutto cio aveva il significato di una festa: un'immensa festa popolare, la 
celebrazione gioiosa della primavera e della speranza, in un'eta nella quale essere 
felici e giocondi voleva dire sfidare la legge, perche a nessuno era permesso di 
divertirsi in un mondo creato solo per tentare i deboli. Rinchiusi nei loro cupi 
manieri, i signori della Terra guardavano i falo nelle foreste e si sentivano defraudati: 
quei villici si piccavano di voler conoscere la felicita - e chi sperimenta la contentezza 
non riesce piu a vivere senza ribellarsi aH'afflizione. Se quei contadini avessero 
cercato di essere felici per tutto l'anno, l'intero sistema politico e religioso sarebbe 
stato in pericolo. 



Quattro o cinque persone, ormai piuttosto ebbre, presero a danzare intorno al falo - 
forse intendevano imitare quella che, nelle loro menti, era una festa di streghe. Tra i 
ballerini, Brida fu sorpresa di vedere un'Iniziata che aveva conosciuto in occasione 
della commemorazione del martirio delle "sorelle" fatta da Wicca. Rimase colpita da 
quella presenza: immaginava che gli adepti della Tradizione della Luna dovessero 
tenere un comportamento piu consono al luogo sacro in cui si trovavano. Rammentd 
la notte trascorsa insieme al Mago: le bevute avevano ostacolato la loro 
comunicazione durante il viaggio astrale. 

"I miei amici moriranno d'invidia," senti dire da qualcuno. "Non crederanno mai 
che sono stato qui." 

Per la giovane, la misura era colma: avverti la necessita di allontanarsi per un po', 
di capire cio che stava succedendo, di lottare contro il fortissimo desiderio di far 
ritorno a casa, di fuggire da li, prima che la delusione permeasse tutto quello in cui 
aveva creduto per quasi un anno. Con lo sguardo, cerco Wicca: la donna stava 
ridendo e scherzando con un capannello di invitati. II numero delle persone intorno al 
falo continuava ad aumentare: alcuni battevano le mani e cantavano; altri 
percuotevano le bottiglie con ramoscelli e chiavi, creando un accompagnamento 
ritmico. 

"Ho bisogno di fare un giro," disse, rivolgendosi a Lorens. 

II ragazzo era circondato da un gruppo di individui: tutti erano affascinati dalle sue 
storie sulle antiche stelle e sui miracoli della fisica moderna. Nell'udire le parole della 
fidanzata, interruppe immediatamente la conversazione. 

"Vuoi che ti accompagni?" 

"Preferisco andarci da sola." 

Brida si allontano dal capannello e si diresse verso la foresta. Le voci erano sempre 
piu alte e sguaiate, e tutta quella scena - le persone brille, i commenti, la gente che si 
burlava della stregoneria intorno al fuoco... - comincid a confondersi nella sua testa. 
Aveva atteso a lungo quella notte, e adesso scopriva che si trattava semplicemente di 
una festa: una festa pressoche identica a quelle delle associazioni di beneficenza, in 
cui si cena, si beve, si raccontano storie e, poi, quasi fosse un obbligo, si discute della 
necessita di aiutare gli indios dell'Emisfero Meridionale o le foche del Polo Nord. 

Prese a camminare nella foresta, mantenendo sempre il falo nel suo campo visivo. 
S'inerpico lungo un sentiero che aggirava la roccia e che permetteva di osservare la 
scena dall'alto. Ma, anche vista da lassu, era uno spettacolo desolante: Wicca si 
aggirava tra i gruppi, chiedendo se tutto fosse a posto; molte persone danzavano 
intorno al falo; alcune coppie si scambiavano i loro primi baci alcolici. Lorens stava 
raccontando animatamente qualcosa a due uomini: forse parlava di un argomento 
adatto a un incontro al bar, non a una festa come quella. Un ritardatario si stava 
avvicinando dal bosco: con ogni probabilita un estraneo che, incoraggiato dal rumore, 



veniva in cerca di qualche ora di svago. 

No, quella camminata le era familiare. 

II Mago. 

Brida ebbe un sussulto e si lancio di corsa giu per il sentiero. Voleva incontrarlo 
prima che arrivasse alia radura. Aveva bisogno che lui l'aiutasse, com'era accaduto 
gia molte volte in precedenza. Aveva la necessita di comprendere il significato di cio 
che stava avvenendo. 



'Wicca sa organizzare un Sabba in modo magistrate,' pensd il Mago, mentre si 
avvicinava. Poteva avvertire l'energia dei presenti che circolava liberamente. In 
quella fase del rituale, il Sabba assomigliava a una qualunque altra festa - era 
necessario che tutti i partecipanti arrivassero a una vibrazione unica. Nel primo Sabba 
della sua vita, era rimasto molto colpito da cio: rammentd che aveva chiamato in 
disparte il suo Maestro, per domandargli che cosa stesse succedendo. 

"Non sei mai andato a una festa?" gli aveva chiesto il Maestro, infastidito perche 
aveva interrotto una conversazione assai interessante. 

II Mago aveva risposto affermativamente. 

"E cos'e che determina la riuscita di una festa?" 

"II fatto che tutti si divertano." 

"Gli uomini organizzano feste dal tempo in cui vivevano nelle caverne," aveva 
replicato il Maestro. "Sono i primi rituali collettivi di cui si abbia notizia, e la 
Tradizione del Sole si e incaricata di mantenerli vivi fino a oggi. Una festa ben 
riuscita purifica l'astrale di tutti i partecipanti: tuttavia e molto difficile che cio accada 
- e sufficiente la mancata sintonia di poche persone per deteriorare l'allegria comune. 
Questi individui si reputano piu importanti degli altri, sono difficili da compiacere, 
pensano che quella sia soltanto una perdita di tempo perche non riescono a 
comunicare con il prossimo. E, alia fine, arrivano a farsi carico di una misteriosa 
giustizia: generalmente abbandonano la festa, portando con se le larve astrali espulse 
da coloro che hanno saputo unirsi agli altri. 

"Ricordati: il primo cammino diretto che conduce a Dio e la preghiera, il secondo e 
l'allegria." 

Erano trascorsi molti anni da quella conversazione con il suo Maestro e, da allora, 
il Mago aveva partecipato a molti Sabba: ecco perche era sicuro di trovarsi a una 
festa rituale abilmente organizzata. II livello dell'energia collettiva aumentava un 
istante dopo l'altro. 

Cerco Brida con lo sguardo: c'era molta gente, li, e lui non era abituato alia folia. 
Sapeva di dover fornire il proprio apporto all'energia collettiva, era preparato a 
questo, ma prima aveva bisogno di abituarsi all'ambiente. La ragazza avrebbe potuto 
aiutarlo: si, si sarebbe sentito piu a suo agio non appena l'avesse incontrata. 

Era un Mago. Sapeva come provocare la visione del punto luminoso: doveva 
soltanto alterare il proprio stato di coscienza, e il punto gli sarebbe apparso tra le 
persone. Per anni, lo aveva ricercato, e adesso si trovava solo a qualche decina di 
metri da lui. 

II Mago opero una trasformazione del proprio stato di coscienza. Di nuovo, rivolse 
lo sguardo alia festa. Con la percezione alterata, ora poteva scorgere aure di varie 
sfumature - tutte, pero, tendevano al colore che sarebbe dovuto essere predominante 
in quella sera. 'Wicca e una grande Maestra, agisce sempre con grande perizia e 



rapidita,' riflette. Ben presto tutte le aure - le emanazioni di energia che circondano il 
corpo fisico - sarebbero risultate in sintonia, e la seconda parte del rituale avrebbe 
potuto aver inizio. 

Spostd lo sguardo da sinistra a destra e, finalmente, localizzd il punto luminoso. 
Decise di fare una sorpresa alia ragazza: le si avvicino silenziosamente. 

"Brida," disse. 

L'Altra Parte si voltd. 

"E andata a fare un giro" fu la risposta gentile. 

Per un attimo che gli parve eterno, l'altro guardo l'uomo che aveva davanti. 

"Devi essere il Mago di cui Brida mi ha parlato tanto," disse Lorens. "Siediti con 
noi. Tornera presto." 

Ma Brida era gia li: davanti a loro, con gli occhi sgomenti e il respiro ansante. 

II Mago intui uno sguardo dall'altro lato del falo - lo identified: era un'occhiata che 
non poteva vedere i loro punti luminosi, giacche soltanto le Altre Parti sono in grado 
di individuarsi reciprocamente. Di certo, era uno sguardo antico e intenso, che 
conosceva la Tradizione della Luna e il cuore delle donne e degli uomini. 

II Mago si voltd, pronto ad affrontare Wicca. Lei gli sorrise: in una frazione di 
secondo, aveva compreso tutto. 

Anche gli occhi di Brida erano fissi sul Mago, e brillavano di felicita: era arrivato. 

"Voglio presentarti Lorens," disse. All'improvviso, la festa stava diventando 
divertente: non aveva bisogno di nessuna spiegazione. 

Lo stato di coscienza del Mago era ancora alterato. Vide l'aura di Brida cambiare 
rapidamente colore, declinando verso la tonalita auspicata da Wicca per la festa. La 
giovane era gioiosa per il suo arrivo, e qualsiasi cosa lui avesse detto o fatto avrebbe 
potuto rovinarle l'lniziazione. Doveva dominarsi, a qualunque costo. 

"Piacere," disse, rivolgendosi a Lorens. "Mi offriresti un goccio di vino?" 

II giovane sorrise e gli porse la bottiglia. 

"Benvenuto nel gruppo," replied. "Sono sicuro che la festa ti piacera." 



Dall'altro lato del fald, Wicca svio lo sguardo e trasse un sospiro di sollievo: Brida 
non si era accorta di nulla. Quella giovane era un'ottima discepola - non avrebbe 
voluto allontanarla dall'Iniziazione di quella sera per il semplice fatto che non fosse 
riuscita a compiere il passo piu semplice: entrare in contatto con la felicita altrui. 

'Sapra badare a se stesso,' penso. D'altronde, il Mago aveva alle spalle anni di 
lavoro e disciplina. Avrebbe saputo dominare un sentimento - almeno per il tempo 
necessario perche fosse rimpiazzato da un altro. Wicca rispettava quell'uomo per il 
suo lavoro e per la sua ostinazione, tuttavia avvertiva un certo timore quando pensava 
al suo potere. 

Converso con alcuni invitati, ma non riusci a fugare la sorpresa per cio a cui aveva 
appena assistito. E cosi, il motivo per il quale aveva riservato un'enorme attenzione 
alia giovane era soltanto "quello" - in fin dei conti, era una Strega come tutte le altre 
che, passando attraverso varie incarnazioni, aveva appreso la Tradizione della Luna. 

Brida era davvero l'Altra Parte del Mago. 

'II mio istinto femminile mostra segni di cedimento,' si disse. Lei aveva 
immaginato di tutto - tranne la cosa piu ovvia. Si consolo pensando che, alia fine, la 
sua curiosita l'aveva portata a un risultato positivo: infatti, quello era il cammino 
scelto da Dio perche incontrasse di nuovo la sua discepola. 



II Mago vide in lontananza un conoscente e pregd il gruppo di scusarlo: intendeva 
raggiungerlo per scambiare quattro chiacchiere. Brida era euforica, le piaceva averlo 
accanto, tuttavia penso che fosse meglio non trattenerlo. II suo istinto femminile le 
suggeriva che era sconsigliabile che Lorens e quell'uomo trascorressero troppo tempo 
insieme: sarebbero potuti diventare amici - e quando due uomini sono innamorati 
della medesima donna, e preferibile che si odino piuttosto che instaurino un rapporto 
d'amicizia. In tal caso, infatti, finirebbero per perdere entrambi. 

La giovane guardo le persone che ballavano intorno al fald, e avverti il desiderio di 
imitarle. Invito Lorens: per un momento, il giovane tentennd, poi prese coraggio. Le 
persone giravano e battevano le mani, bevevano vino e percuotevano le bottiglie 
vuote con chiavi e ramoscelli. Ogni volta che lei passava davanti al Mago, l'uomo 
sorrideva e le indirizzava un brindisi. Brida stava vivendo uno dei suoi giorni piu 
belli. 

Anche Wicca si uni alia danza: erano tutti rilassati e felici. Gli invitati, prima 
preoccupati di cio che avrebbero raccontato, oppure spaventati per quello che 
sarebbero stati costretti a vedere, ora si integravano perfettamente nell'atmosfera - 
nello Spirito - di quella notte. La primavera era arrivata: bisognava celebrare e 
festeggiare, aprire il proprio cuore alia gioia dei giorni di sole e dimenticare al piu 
presto i pomeriggi grigi e le serate trascorse in solitudine dentro casa. 

II battito delle mani aumentd d'intensita: era Wicca a dettare il ritmo - sincopato 
ma costante, che faceva confluire gli sguardi di tutti i presenti sul falo. Nessuno 
avvertiva piu il freddo: era come se Testate fosse gia arrivata. Le persone intorno al 
fuoco cominciarono a togliersi i maglioni. 

"Cantiamo!" esorto Wicca. E intono ripetutamente un ritornello semplice, 
composto soltanto da due strofe: qualche momento dopo, tutti stavano cantando con 
lei. Pochi sapevano che si trattava di una formula mantica, nella quale non era 
importante il significato delle parole, bensi la loro sonorita. Era un suono di 
comunione con i Doni, e coloro che beneficiavano della Visione Magica - come il 
Mago e altri Maestri presenti - erano in grado di scorgere l'unione dei filamenti 
luminosi che prorompevano dai vari individui. 

Stanco della danza, Lorens ando a infoltire la schiera dei "musicisti" con le 
bottiglie. A poco a poco, altri si allontanarono dal falo - qualcuno era stanco, qualcun 
altro era stato invitato da Wicca a sostenere ulteriormente il ritmo. Senza che nessuno 
si accorgesse di cio che stava accadendo - tranne gli Iniziati, ovviamente -, la festa 
cominciava a penetrare nel territorio sacro. Ben presto, intorno al falo rimasero 
soltanto le adepte della Tradizione della Luna e le donne che sarebbero state iniziate 
quella notte. 

Anche i discepoli di Wicca avevano smesso di ballare: l'lniziazione degli uomini 
prevedeva un rituale differente, la cui celebrazione avveniva in un'altra data. In quei 
momento, a vorticare nel piano astrale sopra il falo era l'energia femminile, l'energia 
della trasformazione. Era cosi sin dai tempi remoti. 



Brida comincid a sentirsi accaldata. Non era qualcosa di attribuibile al vino, 
giacche aveva bevuto assai poco. Di sicuro, era legato alle fiamme. Avverti un 
desiderio irrefrenabile di togliersi la blusa, ma provava vergogna - una vergogna che 
perdeva di significato man mano che cantava quella melodia elementare, battendo le 
mani e girando intorno al fuoco. Adesso aveva gli occhi fissi sul fald, e il mondo le 
sembrava sempre meno importante - era una sensazione molto simile a quella che 
aveva sperimentato quando le figure dei tarocchi le si erano rivelate per la prima 
volta. 

'Sto entrando in trance,' pensava. 'E allora? La festa e davvero divertente!' 

'Che musica strana,' si disse Lorens, mentre teneva il tempo sulla bottiglia. 
Attraverso il suo udito, esercitato ad ascoltare il corpo, si accorse che il ritmo dei 
battimani e il suono delle parole vibravano esattamente al centro del suo petto - 
proprio come gli accadeva ascoltando i timpani in un brano di musica classica. 
Curiosamente, pero, quella cadenza sembrava coincidere con i battiti del cuore. 

Via via che Wicca accelerava, anche il suo cuore batteva piu velocemente. Con 
ogni probability, era qualcosa che sperimentavano tutti i presenti. 

'Adesso il mio cervello riceve piu sangue,' si affretto a spiegare la sua mente 
scientifica. Ma lui stava partecipando a un rituale di streghe, e non era il momento di 
lasciarsi coinvolgere da un simile pensiero: avrebbe potuto discuterne con Brida in 
seguito. 

"Sono a una festa, e voglio solo divertirmi!" esclamd, a voce alta. Qualcuno 
accanto a lui si disse d'accordo. II ritmo del battito delle mani di Wicca aumentd 
ancora. 



'Sono libera. E sono orgogliosa del mio corpo, giacche esso e la manifestazione di 
Dio nel mondo visibile.' II calore del falo era insopportabile. La realta quotidiana le 
appariva lontana: non voleva piu preoccuparsi di cose superficiali. Si sentiva viva, il 
sangue le scorreva nelle vene, si era consegnata totalmente alia sua ricerca. Per Brida, 
danzare intorno al falo non era un'esperienza nuova: quei battiti di mani, quella 
musica e quel ritmo risvegliavano ricordi di epoche in cui era una Maestra della 
Sapienza del Tempo. Non era sola, no, perche quella festa rappresentava la 
riproposizione di un incontro: era un rincontro con se stessa e con la Tradizione che 
aveva praticato per molte vite. Avverti un profondo rispetto per la sua persona. 

Ora era di nuovo in un corpo - un bel corpo. Per milioni di anni, aveva lottato per 
sopravvivere in un mondo ostile: aveva abitato il mare, nuotato verso una riva, 
strisciato sulla terra, scalato gli alberi, camminato su quattro zampe - e adesso 
procedeva orgogliosamente con due piedi saldi sul terreno. Ma non esistevano corpi 
belli o corpi brutti, giacche tutti avevano compiuto il medesimo percorso, tutti erano 
una parte visibile dell'anima che vi dimorava. 

Lei era orgogliosa - profondamente orgogliosa - del proprio corpo. 

Si tolse la blusa. 

Non portava reggiseno - ma cio era ininfluente. Brida era fiera delle sue carni, e 
nessuno avrebbe potuto biasimarla per quell'azione: anche se avesse avuto 
settant'anni, si sarebbe mostrata orgogliosa del suo corpo, giacche era attraverso di 
esso che l'anima poteva compiere le proprie opere. 

Le altre donne intorno al falo si comportarono in modo identico - neppure questo 
aveva una qualche importanza. 

Si slaccio la cintura, e la veste scivolo sul suolo - e rimase completamente nuda. In 
quel momento, provo la piu appagante sensazione di liberta della sua vita: quel gesto 
non aveva alcuna motivazione. L'aveva fatto perche la nudita era l'unico modo di 
dimostrare che la sua anima era libera in quel momento. Non importava che fossero 
presenti altre persone, vestite, e che la guardassero - desiderava soltanto che quegli 
individui percepissero attraverso i propri corpi le sensazioni che pervadevano ogni 
fibra della sua persona. Poteva danzare liberamente, poiche niente la ostacolava nei 
movimenti. Ogni atomo del suo corpo entrava in contatto con l'aria - un'entita 
davvero generosa, visto che le portava segreti e profumi lontani, cose e misteri che la 
sfioravano dalla testa ai piedi. 



Gli individui che ritmavano il tempo sulle bottiglie notarono che le donne intorno 
al falo erano nude. Battevano i palmi, si prendevano per mano e cantavano - ora in 
tono soave, ora in maniera frenetica. Era impossibile capire chi stabilisse il ritmo e 
l'enfasi di quella musica - se fossero le bottiglie o i battimani, oppure la melodia 
stessa. Tutti sembravano pienamente consapevoli di cio che stava succedendo, ma se 
qualcuno avesse trovato il coraggio di fermare il flusso ritmico, non ci sarebbe 
riuscito. A quel punto del rituale, una delle maggiori preoccupazioni della Maestra 
era fare in modo che i partecipanti non si accorgessero di essere in trance. Dovevano 
avere l'impressione di controllare se stessi, sebbene non fosse cosi. Comunque, Wicca 
non stava violando Tunica legge sulla quale la Tradizione non ammetteva cedimenti, 
visto che applicava punizioni estremamente severe: interferire nella volonta degli 
altri. 

In qualsiasi caso, tutti i presenti sapevano che stavano partecipando a un Sabba - in 
particolar modo per le streghe, per le quali la vita rappresenta la comunione con 
l'Universo. 

In seguito, allorche questa serata sarebbe stata soltanto un ricordo, nessuno dei 
partecipanti si sarebbe concesso commenti su cio che aveva visto. Non esisteva 
alcuna proibizione al riguardo, ma tutte le persone avvertivano la presenza di una 
forza possente, misteriosa e sacra, intensa e implacabile, che un essere umano non 
avrebbe mai osato sfidare. 

"Ruotate!" ordino Tunica donna ancora vestita: indossava un abito nero che 
scendeva fino ai piedi. Tutte le altre - nude - danzavano, battevano le mani e ora 
piroettavano su se stesse. 

Un uomo poso accanto a Wicca una pila di abiti. Tre di essi sarebbe stati usati per 
la prima volta - due presentavano uno stile assai simile. Appartenevano a persone con 
il medesimo Dono - il Dono si palesava attraverso il modo in cui si sognava il vestito. 

Non era piu necessario battere le mani - eppure tutti continuavano a comportarsi 
come se lei scandisse ancora il ritmo. 

Wicca si inginocchid, avvicino i due pollici alia fronte e comincid a evocare il 
Potere. 

Adesso, li, aleggiava il Potere della Tradizione della Luna - la Sapienza del 
Tempo. Era una potesta pericolosissima, che le streghe riuscivano a evocare soltanto 
dopo aver raggiunto il ruolo di Maestre. Wicca sapeva come rapportarsi a essa ma, 
nonostante cio, invoco la protezione del suo Maestro. 

In quella potesta dimorava la Sapienza del Tempo. Li allignava il Serpente, saggio 
e dominatore. Solo la Vergine, bloccando il Serpente sotto il calcagno, era in grado di 
dominare il Potere. Ecco perche Wicca rivolse le proprie preghiere alia Vergine 
Maria, implorando la purezza della Sua anima, la fermezza della Sua mano e la 



protezione del Suo manto, affinche potesse far scendere quella potesta sulle donne 
che aveva davanti, senza che essa le concupisse o le rendesse schiave. 

Con il viso rivolto al cielo, la voce ferma e rassicurante, recito le parole 
dell'apostolo Paolo: 

Se uno distrugge il tempio di Dio, 

Dio distruggerd lui. 

Perche santo e il tempio di Dio, che siete vol 

Nessuno si illuda. 

Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, 

sifaccia stolto per diventare sapiente; 

perche la sapienza di questo mondo 

e stoltezza davanti a Dio. 

Sta scritto infatti: 

"Egliprende i sapienti per mezzo della loro astuzia. " 

E ancora: 

"II Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani. " 

Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, 

perche tutto e vostro: 

... il mondo, la vita, la morte, ilpresente, ilfuturo 

- tutto e vostro! 



Con alcuni cenni, Wicca fece rallentare il ritmo dei battimani. Anche le bottiglie 
risuonarono piu lentamente, e le donne ruotarono a una velocita sempre minore. La 
Maestra aveva il controllo del Potere. Poiche l'intera orchestra - dalla tromba piu 
squillante al violino piu suadente - doveva interpretare la parte alia perfezione, ora le 
occorreva l'aiuto della potesta - senza abbandonarsi a essa, pero. 

La donna batte le mani e pronuncio le formule appropriate. Lentamente, le persone 
smisero di suonare e di danzare. Le streghe si avvicinarono a Wicca e presero i loro 
abiti - soltanto tre donne rimasero nude. II suono si era protratto ininterrottamente per 
un'ora e ventotto minuti, e lo stato di coscienza di tutti i presenti risultava alterato: 
nonostante cid, tranne le donne nude, nessuno aveva perduto la nozione di dove si 
trovava e di cio che stava facendo. 

Le tre nude erano in trance. Wicca protese la sua spada rituale e indirizzo verso le 
donne tutta l'energia concentrata nella punta. 

Nel giro di pochi istanti, i loro Doni si sarebbero manifestati e avrebbero 
rappresentato il loro modo di servire il prossimo, dopo aver percorso sentieri lunghi e 
tortuosi, fino ad arrivare li. II mondo le aveva messe alia prova in innumerevoli 
maniere: erano degne di cio che avevano conquistato. Nella vita quotidiana avrebbero 
continuato a palesare debolezze, risentimenti, piccole bonta e modeste crudelta. 
Avrebbero seguitato a sperimentare l'angoscia e l'estasi, come tutti coloro che si 
trovano a vivere una realta ancora in trasformazione. Ma, a tempo debito, ciascuna 
avrebbe appreso che neH'intimo di ogni essere umano esiste qualcosa di molto piu 
importante di se stesso: il proprio Dono. Si, nel cuore di ogni individuo Dio ha 
riposto un Dono - uno strumento che Egli utilizza per manifestarsi al mondo e aiutare 
l'umanita. II Signore ha scelto proprio l'uomo come Suo braccio destro sulla Terra. 

Alcuni arrivavano a conoscere il proprio Dono attraverso la Tradizione del Sole, 
altri per mezzo della Tradizione della Luna. In qualsiasi caso, tutti finivano per 
scoprirlo - magari dopo varie incarnazioni. 



Wicca si fermd davanti alia grande pietra collocata in quel luogo dai sacerdoti 
celti. Nei loro abiti neri, le streghe si disposero intorno a lei, formando un 
semicerchio. 

La donna guardd le tre nude: i loro occhi brillavano. 

"Avvicinatevi." 

Le donne si mossero verso il centro del semicerchio. A questo punto, Wicca chiese 
loro di sdraiarsi sul terreno, con le braccia aperte a croce. 

II Mago scorse Brida che si distendeva. Si sforzo per concentrarsi sulla sua aura, 
ma era un uomo - e un uomo preferisce ammirare il corpo di una donna. 

Non voleva ricordare. Non voleva sapere se stesse soffrendo o no. Era consapevole 
di una cosa soltanto: che la missione dell'Altra Parte di se al suo fianco era compiuta. 

Peccato che sia rimasto con lei cosi poco.' No, si trattava di un pensiero illogico: in 
qualche luogo del Tempo, avevano condiviso a lungo lo stesso corpo, avevano 
sofferto i medesimi dolori ed erano stati felici provando delle gioie identiche. Erano 
stati riuniti in un'unica persona, magari camminando in un bosco simile a quello, 
osservando di notte quelle stelle che ancora brillavano nel cielo. Rise del suo 
Maestro, che l'aveva obbligato a trascorrere cosi tanto tempo nella foresta solo perche 
potesse rendersi conto del suo incontro con lAltra Parte. 

Ma questa era la Tradizione del Sole - che obbligava ciascuno ad apprendere 
quello che avrebbe potuto servirgli, e non solo quello che desiderava. II suo cuore di 
uomo si sarebbe lungamente offerto alle lacrime, mentre il suo cuore di Mago 
esultava ed era grato alia foresta. 



Wicca guardd le tre donne sdraiate davanti ai suoi piedi e ringrazid Dio di aver 
potuto continuare la propria opera per molte vite: la Tradizione della Luna era 
inestinguibile. La radura era stata consacrata da sacerdoti celti in un tempo ormai 
dimenticato, ma pochissimi rituali di allora si erano conservati fino ai giorni nostri. 
Era rimasto qualche strumento: per esempio, la pietra che campeggiava alle sue 
spalle. Si trattava di un blocco immenso, impossibile da trasportare per braccia 
umane. Gli Esseri Antichi, perd, sapevano come muovere simili mastodonti con la 
magia. Avevano edificato piramidi, osservatori astronomici e intere citta su impervie 
montagne del Sud America, servendosi unicamente delle forze proprie della 
Tradizione della Luna. Ormai queste conoscenze non erano piu necessarie aH'uomo, 
ed erano state sprofondate nei gorghi del Tempo, affinche non venissero sfruttate per 
scopi malvagi. Comunque, per mera curiosita, Wicca avrebbe voluto sapere come cio 
avvenisse. 

Li, adesso, erano presenti alcuni spiriti celti, ai quali rivolse un rispettoso saluto. 
Erano maestri che non si reincarnavano piu, e che facevano parte del governo segreto 
della Terra: senza di loro, senza la forza della loro sapienza, il pianeta sarebbe stato 
privo di una guida da molto tempo. Essi si libravano al di sopra degli alberi sulla 
sinistra della radura; da quei corpi astrali promanava un'intensa luce bianca. 
Attraversando i secoli, si recavano in quel luogo a ogni Equinozio, per verificare se la 
Tradizione si mantenesse viva. "Continua a esistere," replicava Wicca, con un certo 
orgoglio: la celebrazione degli Equinozi si era perpetuata anche dopo la scomparsa 
della cultura celtica dalla Storia ufficiale del mondo. Niente e nessuno, all'infuori di 
Dio e della Sua Mano, pud cancellare la Tradizione della Luna. 

Rimase concentrata sui sacerdoti per lunghi momenti. Che cosa avrebbero pensato 
degli uomini d'oggi? Avevano forse nostalgia del tempo in cui frequentavano quel 
luogo, quando il contatto con Dio sembrava piu semplice e piu diretto? Wicca 
pensava che non fosse cosi - e il suo istinto glielo confermava. Erano i sentimenti 
umani che edificavano il giardino di Dio e, di conseguenza, risultava indispensabile 
che gli individui vivessero a lungo, in epoche differenti, praticando usanze diverse. 
Proprio come l'intero Universo, l'uomo seguiva un preciso cammino evolutivo, che 
gli consentiva di migliorare giorno dopo giorno - e questo anche se avesse 
dimenticato le lezioni imparate poche ore prima, se non avesse sfruttato cio che aveva 
appreso, se avesse reclamato che la vita era ingiusta. 

"Perche il Regno di Dio e come un uomo che getti il seme nel terreno, e dorma e si 
alzi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce senza che egli sappia 
come." Queste lezioni restavano impresse neHAnima del Mondo e arrecavano un 
beneficio a tutta l'umanita. Di certo, era indispensabile che continuassero a esistere 
persone come quelle che si trovavano nella radura adesso, "individui che non 
temevamo la Notte Buia dellAnima", come diceva il mistico Juan de La Cruz. Ogni 



passo, ogni atto di fede riscattava di nuovo l'intera razza umana. Fino a quando ci 
fossero state persone consapevoli che la sapienza dell'uomo poteva dirsi stoltezza 
davanti a Dio, il mondo avrebbe proseguito nel suo cammino di luce. 

Si senti orgogliosa delle sue discepole e dei suoi discepoli, capaci di sacrificare gli 
agi e le consolazioni di una realta nota per accettare la sfida di scoprirne una nuova. 

Tornd a guardare le tre donne nude, sdraiate sul terreno con le braccia spalancate, e 
cerco di vestirle con il colore dell'aura che emanavano. In quel momento, 
attraversavano il Tempo e si incontravano con molte Altre Parti di se perdute. Da 
quella sera, si sarebbero votate alia missione che le aspettava da quando erano nate. 
Una di loro aveva superato i sessant'anni, ma l'eta non aveva alcuna rilevanza. Era 
fondamentale che ora si trovassero di fronte al destino che le aveva pazientemente 
attese: da quella notte, avrebbero utilizzato i loro Doni per evitare che alcune piante 
del giardino di Dio venissero distrutte. Ciascuna di esse era arrivata li spinta da una 
motivazione diversa - una pena d'amore, la noia della routine, la ricerca del Potere. 
Tutte avevano affrontato la paura, la pigrizia e le innumerevoli delusioni di chi 
persegue il cammino della magia. In qualsiasi caso, erano giunte esattamente alia 
meta auspicata, giacche la Mano di Dio guida sempre chi segue la propria strada con 
fede. 

'Con i suoi Maestri e i suoi rituali, la Tradizione della Luna e davvero affascinante. 
Tuttavia esiste anche un'altra Tradizione,' penso il Mago, con lo sguardo fisso su 
Brida: avvertiva una certa invidia nei confronti di Wicca, che le sarebbe stata accanto 
per lungo tempo. 'Una Tradizione molto piu difficile, perche era paradossalmente piu 
semplice - e le cose semplici risultano sempre troppo complicate.' I suoi Maestri 
erano sparsi per il mondo, e spesso ignoravano la grandiosita dei loro insegnamenti, 
giacche insegnavano seguendo un impulso che di solito sembrava assurdo. Erano 
falegnami, poeti, matematici, gente che svolgeva ogni professione immaginabile e 
aveva abitudini diversissime, che abitava tutti i luoghi del pianeta. Gente che, in 
qualche momento, aveva avvertito la necessita di parlare con qualcuno, di spiegare un 
sentimento che le riusciva difficile da comprendere, ma che non era in grado di tener 
chiuso nel suo intimo. Era questo il modo in cui la Tradizione del Sole operava, 
affinche la sua sapienza non andasse perduta. Incarnava l'impulso della Creazione. 

Dovunque l'uomo avesse posato il proprio piede, c'era sempre una traccia della 
Tradizione del Sole: una scultura, un tavolo, i versi di un poema trasmesso di 
generazione in generazione da un determinato popolo. La Tradizione parlava per 
mezzo di individui perfettamente identici al loro prossimo - ma che una certa mattina, 
o un certo pomeriggio, osservando il mondo, avevano percepito la presenza di 
qualcosa di piu grande. Involontariamente si erano immersi in un mare sconosciuto, 
dal quale sovente avevano scelto di rifuggire. In tutte le incarnazioni, ogni essere 
umano accedeva almeno una volta ai segreti dell'Universo. 

E cosi, senza alcuna volonta, gli capitava di dover affrontare la Notte Buia - 
sfortunatamente, spesso non credevano in se stessi e si rifiutavano di tornarvi. E il 
Sacro Cuore, il cui amore nutriva l'intero mondo, la sua pace e il sua fiducia, era di 
nuovo circondato di spine. 



Wicca avverti un moto di gratitudine per il fatto di essere una Maestra della 
Tradizione della Luna. La avvicinavano persone che volevano apprendere, mentre chi 
si accostava alia Tradizione del Sole perlopiu desiderava fuggire da cio che la vita gli 
stava insegnando. 

'Ora questo non ha piu importanza,' pensd Wicca. II tempo dei miracoli stava 
ritornando, e nessuno poteva rimanere estraneo ai cambiamenti che il mondo 
cominciava a sperimentare per il future Nel giro di pochi anni, la forza della 
Tradizione del Sole si sarebbe manifestata in tutta la sua luce e potenza, e le persone 
che non avessero seguito il loro cammino si sarebbero sentite insoddisfatte di se 
stesse - e avrebbero dovuto inevitabilmente operare una scelta. 

Accettare un'esistenza intrisa di delusione e di dolore, oppure arrivare a 
comprendere che gli uomini sono nati per essere felici. Dopo aver effettuato la scelta, 
sarebbe risultato impossibile cambiare: e la grande lotta - una Jihad - sarebbe iniziata. 



Con un movimento preciso del braccio, impugnando la propria spada rituale, 
Wicca traccio un cerchio nell'aria. All'interno di quel circolo invisibile, disegnd la 
Stella a cinque punte che gli stregoni identificavano con il nome di "Pentagramma" - 
essa rappresentava tutti gli elementi che agivano nell'uomo. Adesso, attraverso il 
Pentagramma, le donne sdraiate sul terreno sarebbero entrate in contatto con il mondo 
della luce. 

"Chiudete gli occhi," ordino Wicca. 

Le tre nude obbedirono. 

Con la spada, la Maestra esegui alcuni gesti rituali sopra la testa di ciascuna di 
esse. 

"Ora aprite gli occhi delle vostre anime." 



Brida apri gli occhi. Si trovava in un deserto: un luogo che le parve familiare. 

Si rammentd di aver gia veduto quel posto. Con il Mago. 

Lo cerco con lo sguardo, ma gli fu impossibile scorgerlo. In qualsiasi caso, non 
aveva paura: si sentiva tranquilla e felice. Sapeva chi era, in quale citta viveva - ed 
era conscia che altrove nel tempo si stava svolgendo una festa. Nulla di tutto questo, 
perd, aveva importanza: il paesaggio che le si stendeva davanti era infinitamente piu 
bello - la sabbia, le montagne sullo sfondo e un'enorme roccia proprio di fronte a lei. 

"Benvenuta," disse una voce. 

Accanto era comparso un uomo: portava abiti simili a quelli dei suoi nonni. 

"Sono il Maestro di Wicca. Quando diventerai una Maestra, sara qui che le tue 
discepole incontreranno Wicca. E questo si ripetera con ami Iniziati, finche l'Anima 
del Mondo si manifestera." 

"Io sto partecipando a un rituale di streghe," disse Brida. "A un Sabba." 

II Maestro rise. 

"Tu hai affrontato il tuo Cammino. Pochi hanno il coraggio di una simile azione. 
Preferiscono seguire una strada che non gli appartiene. 

"Tutti possiedono il proprio Dono, eppure si rifiutano di vederlo e accettarlo. Tu lo 
hai accolto: il tuo incontro con esso rappresenta la tua comunione con il Mondo." 

"Ma... a cosa mi serve?" 

"Per edificare il giardino di Dio." 

"Ho una vita davanti," replied Brida. "E voglio viverla come tutti gli ami. Voglio 
poter sbagliare. Poter essere egoista. Avere dei difetti. Capisci?" 

II Maestro sorrise. Nella sua mano destra si materializzd un mantello azzurro. 

"Non esiste alcun modo di stare vicino alle persone se non essere una di loro." 

Intorno a Brida, lo scenario mutd. Ora non si trovava piu nel deserto, ma in un 
ambiente liquido, nel quale fluttuavano strane entita. 

"La vita e proprio questo," disse il Maestro. "Una serie di errori. Per milioni di 
anni, le cellule continuarono a riprodursi in un modo assolutamente perfetto, finche 
una di esse non commise un errore. E, a causa dello sbaglio, qualcosa mutd, 
interrompendo quella ripetizione infinita e determinando un'evoluzione." 

Brida osservava quel mondo liquido, affascinata. Non si domandava come potesse 
respirare li dentro. In qualsiasi caso, riusciva a udire la voce del Maestro, riusciva a 
ricordare un viaggio assai simile, iniziato in un campo di grano. 

"Si, e stato un errore a far muovere il mondo," disse il Maestro. "Non devi mai 
aver paura di sbagliare." 

"Adamo ed Eva, pero, furono cacciati dal Paradise" 

"Ma un giorno vi ritorneranno. Avendo appreso il miracolo dei cieli e dei mondi. 
Dio era conscio del Suo gesto, allorche attiro la loro attenzione sull'albero del Bene e 
del Male. 



"Se non avesse voluto che le due creature ne mangiassero il frutto, avrebbe 
taciuto." 

"Per quale motivo ne parlo, allora?" 

"Per mettere in moto l'Universo." 

Lo scenario cambio di nuovo: la ragazza si ritrovo nel deserto, di fronte alia roccia. 
Era l'alba, e una luce rosata cominciava a inondare l'orizzonte. II Maestro le si 
avvicino con il mantello. 

"In questo momento, io ti consacro e ti benedico. II tuo Dono e uno strumento di 
Dio. Che tu possa diventare un buon artefice." 



Con entrambe le mani, Wicca sollevd il vestito della piu giovane delle tre donne. 
L'offri simbolicamente ai sacerdoti celti che assistevano al rito, i cui corpi astrali si 
libravano sopra gli alberi. Poi si voltd verso la ragazza. 

"Alzati," disse. 

Brida si alzo. Le ombre del falo danzavano sulla sua persona nuda. In un'epoca 
remota, un altro corpo era stato consumato da quelle medesime fiamme. Ma quel 
tempo era ormai passato. 

"Solleva le braccia." 

La giovane obbedi, e Wicca le infilo l'abito. 

"Io ero li nuda," disse la giovane al Maestro, appena l'uomo l'ebbe vestita con il 
mantello azzurro. "E non provavo alcuna vergogna." 

"Se non fosse stato per la vergogna, Dio non avrebbe mai scoperto che Adamo ed 
Eva avevano mangiato la mela." 

II Maestro stava guardando il sorgere del sole: sembrava distratto, ma non lo era - 
Brida lo sapeva. 

"Non devi mai avere vergogna," prosegui l'uomo. "Accetta cio che la vita ti offre e 
sforzati di bere dalle coppe che ti vengono presentate. Si devono assaporare tutti i 
vini: di alcuni, solo qualche sorso; di altri, l'intera bottiglia." 

"Come posso riconoscerli?" 

"Dal gusto. Soltanto chi ha assaggiato il vino cattivo sa individuare quello buono." 

Prima di occuparsi dell'Inizianda successiva, Wicca fece girare Brida, finche ebbe 
il viso rivolto al falo. II fuoco ridestava l'energia del suo Dono, affinche potesse 
manifestarsi definitivamente. In quel momento, la giovane stava assistendo al sorgere 
di un sole - un sole che, da allora, avrebbe illuminato la sua vita. 

"Ora devi andare via," disse il Maestro, quando il sole ebbe superato 
completamente la linea dell'orizzonte. 

"Adesso non ho paura del mio Dono," replied Brida. "So dove andare e cosa devo 
fare. E so che qualcuno mi ha aiutata. 

"Sono gia stata in questo posto. C'erano persone che danzavano, e un tempio 
segreto della Tradizione della Luna. 

II Maestro non disse nulla. Si voltd verso di lei e fece un cenno con la mano destra. 

"Sei accettata e benedetta. Che il tuo cammino sia di Pace, nei momenti di Pace. E 
di Lotta, nei momenti di Lotta. Ricordati di non confondere mai i due momenti." 

La figura del Maestro comincid a dissolversi, al pari del deserto e dell'enorme 
roccia. Rimase soltanto il sole, che prese a stemperarsi nell'azzurro del cielo. A poco 
a poco, la volta celeste divenne scura: quel sole ricordava tremendamente le fiamme 
di un falo. 



Era ritornata. Si ricordava ogni cosa: i rumori, il battito delle mani, la danza, la 
trance. Rammentava di essersi spogliata davanti a tutte quelle persone, e ora provava 
un certo imbarazzo. Ma serbava memoria anche deH'incontro con il Maestro. Cerco di 
dominare la vergogna, la paura e l'ansia - che l'avrebbero accompagnata per sempre: 
doveva soltanto abituarsi. 

Wicca chiese alle tre Iniziate di rimanere al centro del semicerchio formato dalle 
donne. Poi le streghe si presero per mano e chiusero il circolo. 

Intonarono dei canti che nessuno oso accompagnare: il suono fluiva dalle loro 
labbra quasi chiuse, originando una vibrazione strana, che si fece sempre piu acuta, 
fino ad assomigliare alio strido di un uccello impazzito. In futuro, anche lei avrebbe 
imparato a emettere quei suoni. Avrebbe appreso tantissime cose e sarebbe diventata 
una Maestra. Che avrebbe iniziato altre donne e altri uomini alia Tradizione della 
Luna. 

Per tutto questo, perd, sarebbe stato necessario molto tempo. E lei aveva tutto il 
tempo del mondo, ora che aveva ritrovato il proprio destino - e qualcuno disposto ad 
aiutarla. L'Eternita le apparteneva. 

Adesso ogni persona appariva circondata da un colore strano, e Brida si senti 
disorientata. Preferiva il mondo di prima. 

Le streghe terminarono il loro canto. 

"L'Iniziazione della Luna e compiuta e accettata," disse Wicca. "Ora il mondo e il 
vostro campo: premuratevi che il raccolto sia abbondante." 

"Ho una strana sensazione," disse una delle Iniziate. "La mia vista vacilla. Non 
riesco a veder bene." 

"Non e niente. Per la prima volta, siete in grado di scorgere il campo di energia 
intorno alle persone - l'aura, questo e il suo nome. Si tratta del primo passo lungo il 
cammino dei Grandi Misteri. Fra poco la visione scomparira, ma io vi insegnero 
come provocarla di nuovo." 

Con un gesto rapido e agile, lancio la spada rituale, che si conficco nel terreno; 
l'impugnatura vibro per qualche attimo a causa della forza dell'impatto. 

"La cerimonia e terminata," disse la Maestra. 



Brida si avvicino a Lorens. Gli occhi del giovane brillavano, e lei era consapevole 
del suo orgoglio e del suo amore. Sarebbero potuti crescere insieme - e insieme 
avrebbero potuto inventare un modo nuovo di vivere, scoprire l'immenso Universo 
che gli stava davanti, in attesa di incontrare persone dotate di un qualche coraggio. 

Ma c'era un altro uomo. Mentre conversava con il Maestro, la giovane aveva 
compiuto la propria scelta. Perche l'altro avrebbe saputo tenerle la mano nei momenti 
difficili e condurla con esperienza e amore attraverso la Notte Buia della Fede. Lei 
avrebbe imparato ad amarlo - e il suo amore si sarebbe dimostrato grande quanto il 
rispetto che nutriva per lui. Percorrevano entrambi la strada della conoscenza e, 
grazie al suo aiuto, era arrivata fino a quel punto. Accanto a quell'individuo, un 
giorno avrebbe finito per apprendere la Tradizione del Sole. 

Ora sapeva di essere una Strega. Per secoli, aveva frequentato l'arte della 
stregoneria, e adesso aveva ripreso il suo posto. Da quella sera, la conoscenza era 
diventata la cosa piu importante della sua vita. 

"Andiamo," disse a Lorens, non appena lo raggiunse. II giovane guardava con 
ammirazione la donna in nero che aveva davanti. Brida sapeva che, in quel momento, 
il Mago la stava vedendo vestita di azzurro. 

Porse al fidanzato la sacca con gli abiti che indossava all'arrivo. 

"Tu avviati, e cerca di procurarci un passaggio. Io devo parlare con una persona." 

Lorens prese il borsone. Ma fece soltanto qualche passo in direzione del sentiero 
che si inoltrava nella foresta. II rituale era terminato, e ora si trovavano di nuovo nel 
mondo degli uomini, con i suoi amori, le sue gelosie e le sue guerre di conquista. 

Era tornata anche la paura. Brida era strana. 

"Non so se Dio esiste," disse il giovane, rivolgendosi agli alberi circostanti. "Ma e 
qualcosa a cui non posso pensare ora, giacche devo affrontare un altro enigma." 

Si rese conto che parlava in una maniera insolita, con una sicurezza strana, che non 
aveva mai creduto di possedere. Comunque, in quel momento, era convinto che gli 
alberi lo stessero ascoltando. 

"Forse tutte le persone qui intorno non mi capiscono, forse disprezzano i miei 
sforzi, ma io so di possedere il loro stesso coraggio, perche ricerco Dio anche se non 
sono credente. 

"Se esiste, dev'essere il Dio degli Impavidi." 

Lorens noto che le mani gli tremavano leggermente. Non era riuscito a 
comprendere quasi nulla del cerimoniale di quella sera. Sapeva di essere sprofondato 
in trance - soltanto questo. Eppure il tremito delle mani non era imputabile alia sua 
immersione nella "Notte Buia", come la definiva Brida. 

Guardo il cielo: di nuovo appariva coperto di nuvole basse. Si, Dio era il Signore 
degli Impavidi. E avrebbe saputo capirlo, perche i coraggiosi sono coloro che 
decidono nonostante la paura. Che sono tormentati dal demonio a ogni passo del 
cammino. Che si angosciano per ogni loro azione, domandandosi se siano nel giusto 



o nell'errore. 

E, nonostante cio, agiscono: agiscono perche anch'essi credono nei miracoli, 
proprio come le streghe che danzavano intorno al falo poco prima. 

Era possibile che Dio stesse tentando di ritornare da lui - attraverso quella ragazza 
che ora si stava avvicinando a un altro uomo. Se Brida se ne fosse andata, forse il 
Signore si sarebbe dileguato per sempre. La sua grande opportunity era lei, giacche 
Lorens sapeva che il modo migliore di arrivare alia comunione con Dio contemplava 
l'amore. No, non voleva perdere l'occasione di riaverLo accanto. 

Trasse un profondo respiro: inspird l'aria fredda e pura della foresta. Fece una 
promessa sacra a se stesso. 

Dio era il Signore degli Impavidi. 

Brida si diresse verso il Mago. Si incontrarono nei pressi del falo. Era difficile 
parlare. 

Fu la giovane a spezzare il silenzio. 

"Percorriamo lo stesso cammino, vero?" 

L'uomo annui. 

"E allora procediamo insieme." 

"Ma tu non mi ami," disse il Mago. 

"No, ti amo. Ancora non conosco il mio amore per te, ma io ti amo. Tu sei l'Altra 
Parte di me." 

In quel momento, perd, il Mago aveva lo sguardo distante. Stava ripensando alia 
Tradizione del Sole, a una delle sue lezioni piu importanti: quella dell'Amore. 
L' Amore era l'unico ponte tra l'invisibile e il visibile noto a tutti gli esseri umani, il 
solo linguaggio efficace per rendere comprensibile cio che l'Universo insegnava 
quotidianamente agli uomini. 

"Non me ne andrd," disse la ragazza. "Rimarrd con te." 

"II tuo fidanzato ti sta aspettando," replied l'altro. "Io benedird il vostro amore." 

Brida lo guardd senza capire. 

"Nessuno pud possedere un tramonto come quello che tu e io abbiamo ammirato 
un giorno," prosegui il Mago. "Proprio come nessuno pud possedere un pomeriggio 
con la pioggia che batte sui vetri, o la serenita che diffonde intorno a se un bambino 
che dorme, o il momento magico in cui le onde s'infrangono sugli scogli. No, nessuno 
pud possedere cio che esiste di piu bello sulla Terra - eppure sono tutte cose che 
possiamo conoscere e amare. E attraverso questi momenti che Dio si rivela agli 
uomini. 

"Non siamo padroni ne del sole, ne del pomeriggio, ne delle onde, e neppure della 
visione di Dio - giacche non possiamo possedere noi stessi." 

II Mago tese la mano verso Brida e le offri un fiore. 

"Quando ci siamo conosciuti - ma e come se ti conoscessi da sempre, poiche non 
riesco a ricordare come fosse il mondo prima -, ti ho mostrato la Notte Buia. Volevo 
vedere in che modo affrontavi i tuoi limiti. Sapevo gia di trovarmi di fronte allAltra 
Parte di me, la quale mi avrebbe insegnato tutto cio che avrei dovuto apprendere. E 
per questo che Dio ha diviso l'uomo e la donna." 

Brida carezzd il fiore: era il primo che vedeva dopo tanti mesi. La primavera era 



arrivata. 

"Le persone regalano i fiori perche essi incarnano il vero senso dell'amore. Chi 
cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire. Ma chi lo ammira in un 
campo, lo portera sempre con se. Perche il fiore si fondera con il pomeriggio, con il 
tramonto, con l'odore della terra bagnata e con le nuvole all'orizzonte." 

Brida fissava il fiore. II Mago glielo prese e lo restitui alia foresta. 

Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime. Si sentiva estremamente 
orgogliosa dell'Altra Parte di se. 

"E quanto mi ha insegnato la foresta. Tu non sarai mai totalmente mia, e percio ti 
avro sempre con me. Sei stata la speranza dei miei giorni di solitudine, l'angoscia dei 
miei momenti di dubbio, la certezza dei miei istanti di fede. 

"Poiche sapevo che un giorno l'Altra Parte di me sarebbe arrivata, mi sono 
dedicato ad apprendere la Tradizione del Sole. Ed e solo perche ero sicuro della tua 
esistenza che ho continuato a esistere." 

Brida non riusciva a trattenere le lacrime. 

"Quando sei arrivata, ho capito tutto. Eri li per affrancarmi dalla schiavitu che 
avevo creato per me stesso, per dirmi che ero libero - che potevo tornare nel mondo e 
alle sue cose. E stato allora che ho compreso cio che dovevo capire. Io ti amo piu di 
tutte le donne che ho conosciuto nella mia vita, piu di quanto abbia amato la giovane 
che, involontariamente, indirizzo il mio cammino verso la foresta. In ogni minuto 
dell'esistenza, rammenterd sempre che l'amore e liberta. Per imparare questa lezione, 
ho impiegato molti anni. 

"II suo insegnamento mi ha esiliato, e ora mi libera." 

Le fiamme del falo crepitavano ancora; alcuni ritardatari erano in procinto di 
lasciare la radura. Ma la ragazza non udiva nulla di cio che stava succedendo. 

"Brida." Una voce lontana la chiamava. 

"Ehi, sta dicendo a te, ragazzina!" esclamd il Mago. Era la frase di un vecchio film. 
Si sentiva pervaso dalla felicita, perche aveva voltato un'altra pagina importante del 
libro della Tradizione del Sole. Avverti la presenza del suo Maestro - anche lui aveva 
scelto quella serata per la sua nuova Iniziazione. 

"Mi ricordero di te per tutta la vita, e tu ti ricorderai di me. Proprio come ci 
ricorderemo dei crepuscoli, delle finestre bagnate di pioggia, delle cose che 
porteremo sempre con noi perche non possiamo possederle." 

"Brida!" chiamd di nuovo Lorens. 

"Va' in pace," disse il Mago. "E asciugati le lacrime. Oppure dai la colpa alia 
cenere del falo. 

"Non dimenticarmi mai." 

La ragazza sapeva che non aveva alcun bisogno di pronunciare quelle parole. 
Eppure voile dirle. 



Wicca si accorse che tre persone avevano dimenticato le bottiglie vuote. Avrebbe 
dovuto richiamarle perche tornassero a riprenderle. 

"Fra poco, il fuoco sara spento," disse. 

L'uomo continud a tacere. Dal falo salivano ancora delle fiamme, sulle quali teneva 
fisso lo sguardo. 

"Non mi pento di essere stata innamorata di te, un giorno," prosegui la donna. 

"Nemmeno io," disse il Mago. 

Wicca avverti un immenso desiderio di parlarle della ragazza. Ma tacque. Gli occhi 
dell'altro ispiravano rispetto e rivelavano sapienza. 

"Peccato che io non sia l'Altra Parte di te," disse, riprendendo l'argomento. 
"Saremmo stati una splendida coppia. 

Ma il Mago non ascoltava piu le parole della donna. Davanti a lui si apriva un 
mondo infinito, nel quale c'erano molte cose da fare. Doveva contribuire a edificare il 
giardino di Dio, doveva insegnare alle persone il modo in cui apprendere da se stesse. 
Di certo, avrebbe incontrato altre donne e si sarebbe innamorato - si, avrebbe vissuto 
intensamente questa incarnazione. Quella sera era terminata una fase della sua 
esistenza: adesso una nuova Notte Buia era pronta ad accoglierlo. Comunque, 
pensava che sarebbe stato un periodo divertente, allegro e vicino a tutto cio che aveva 
sognato. Era qualcosa che sapeva grazie ai fiori, alle foreste, alle giovani arrivate fin 
li guidate dalla mano di Dio, inconsapevoli del fatto di trovarsi in quel posto perche il 
destino si compisse. Era qualcosa che sapeva grazie alia Tradizione della Luna e alia 
Tradizione del Sole.